Per Avellino crisi finita. Agli emiliani il pranzo domenicale va di traverso.

17155373_1159287727514170_589067673517947631_nProbabilmente Avellino vince la partita più difficile dell’anno. E sicuramente la più ostica dal punto di vista ambientale delle ultime 5. Il basket non è matematica e non risponde a regole certe. I biancoverdi perdono 4 partite di fila con avversarie decisamente abbordabili e vanno ad espugnare clamorosamente il PalaBigi ribaltando un pronostico che dava Reggio Emilia in crisi ma in grande recupero emotivo. Poi c’erano da regolare i conti per i play off dell’anno scorso e per l’andata di qualche mese fa. Partita di cartello da palla a due alle ore 12.00.

Avellino gioca una partita accorta in difesa e di grande concentrazione in attacco. Sembra sempre essere in controllo del match fino ad arrivare anche in doppia cifra di vantaggio. Ma la GrissinBon non si arrende e rientra anche grazie a qualche contatto non fischiato su Fesenko e ai tanti blocchi in movimento lasciati passare inosservati dalla terna arbitrale.

Avellino rischia di  buttare alle ortiche una vittoria costruita in 40 minuti ed è solo l’overtime a decidere le sorti dell’incontro. Logan apre i giochi segnando 5 punti ma è Reggio Emilia ad avere la possibilità di chiudere il match in proprio favore. 17 secondi e palla in mano sotto di un solo punto. Aradori fa il Gentile della situazione e decide che deve essere lui a giocarsi le chances di vittoria. Leunen fa la cosa migliore di tutto l’incontro e difende forte sull’ala reggiana. Palla sul ferro e Avellino vince, meritando, fuori dalle mura amiche.

Il migliore

Fesenko è autore di un’altra doppia doppia (21 punti e 10 falli subiti) e va vicino alla tripla con i suoi 8 rimbalzi. Gioca 33 minuti e consegna a referto un buon 60% ai liberi. Cervi riesce a tenerlo solo usandolo come bersaglio di manate e gomitate. Polonara può contenerlo solo caricandosi di falli. Non pervenuti in difesa gli altri. Accanto a Fesenko rispunta la buona verve realizzativa di Thomas (75% da tre) e di Logan, autore di 16 punti. Da segnalare i 7 punti di Zerini che ritrova confidenza col canestro e fa davvero una prestazione convincente.

Dietro la lavagna

6 palle perse di Green. Questo è il dato più strano di tutto l’incontro. Se però lo leggiamo attentamente, ne capiamo i motivi tecnici. Green gioca 41 minuti. Praticamente non riposa mai. E tranne qualche volta Logan, è sempre lui a portare la palla nella metà campo offensiva. Per un giocatore esperto e non più giovanissimo è uno sforzo al limite dell’umano. E’ probabile che, recuperato Ragland, Sacripanti decida di dare un turno di riposo anche al piccolo grande uomo di Philadelphia.

La curiosità

Da modesti commentatori ed esperti di basket, eravamo perplessi sulla gestione degli ultimi due giri di orologio dei tempi regolamentari del coach irpino. E’ coach Gresta, ex biancoverde, a spiegarci attraverso i suoi social che la scelta di Sacripanti di esaurire il bonus e mandare Reggio Emilia in lunetta sul +3 di Avellino è più che corretta. Visti i risultati presenti e passati di Sacripanti e Gresta, ci convinciamo che quella è stata la scelta migliore. Qualche perplessità rimane nella nostra mente. Ma la controprova non potremo mai averla ed allora lode al vincitore.

Notizie dall’altra sponda

In casa Reggiana si apre una settimana piuttosto difficile. Una squadra forte, solida, con un impianto difensivo collaudato e che, soprattutto, ha fatto la scelta di non giocare le coppe, non riesce ad avere una continuità di risultati che dovrebbe avere stante le cose dette poc’anzi. Cervi è l’unico che suda e lotta, Aradori mette la classe che ha. Ma Polonara e Della Valle se pensassero più a giocare e meno a fare teatrini sarebbero sicuramente più decisivi. Detto questo dobbiamo purtroppo continuare a sottolineare un certo atteggiamento nei confronti di avversari e terna arbitrale che non fa parte del basket che ci piace.

La fortuna è cieca ma…

Cusin in recupero ma ancora fuori. Ragland in tribuna per un risentimento alla spalla già dolorante. Randolph che si sveglia con 39 di febbre. E’ un periodo decisamente storto per la Sidigas di coach Sacripanti. La vittoria di oggi può dare morale ma soprattutto può servire a far girare la fortuna dalla parte dei biancoverdi.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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