Per l’Avellino un pari dal sapore amaro a Perugia

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Lupi avanti nel primo tempo con Ardemagni, pareggio firmato Cerri su penalty regalato dal signor La Penna di Roma. Finalmente prova di carattere fuori casa dei biancoverdi che Novellino ha schierato con un inedito 3-5-2. Sabato si torna al Partenio: c’è l’Entella.

Dopo una settimana condita da mille polemiche seguite alla sconfitta di Parma, l’Avellino torna in campo in posticipo per la sua seconda trasferta consecutiva contro il Perugia. Novellino cambia modulo: 3-5-2 con Suagher, Migliorini e Ngawa centrali, Laverone e Molina larghi sugli esterni, Di Tacchio e D’Angelo interditori con Moretti rifinitore; in avanti ancora spazio alla coppia Ardemagni – Asencio. I padroni di casa guidati dal neo tecnico Roberto Breda optano per il 4-3-1-2 con Zanon e Bandinelli titolari, che vincono il ballottaggio con Belmonte e Colombatto. Alle spalle dell’unica punta Di Carmine il tridente fantasia composto da Falco, Bandinelli e Bonaiuto.

Partita maschia e intensa nonostante le avverse condizioni atmosferiche che rendono pesante il terreno di gioco. Le due squadre nei primi 45 minuti di gioco si affrontano a viso aperto e ci sono continui capovolgimenti di fronte con il Perugia che si affida all’estro di Falco e l’Avellino più manovriero e pericoloso con rapidi cambi di gioco e ficcanti cross per i suoi due attaccanti. E proprio gli ospiti sono i primi a sfiorare il vantaggio dopo 12 minuti: Di Tacchio serve D’Angelo in area, sponda per Asencio che insacca di petto. Ma l’arbitro su segnalazione del guardalinee annulla per dubbio fuorigioco (le immagini evidenzieranno che non c’era). Sei minuti più tardi sono invece i padroni di casa a sfondare sulla sinistra con Bonaiuto, cross per Di Carmine che a botta sicura trova il riflesso fortuito di Radu. Al 23esimo Avellino ancora vicinissimo al goal con Migliorini che di testa chiama al miracolo Rosati. I lupi sono sul pezzo, coprono bene il campo con il nuovo modulo, impediscono ai grifoni di ragionare, pressando sistematicamente sui portatori e sono anche più pericolosi: al 35esimo Asencio al limite dell’area si gira e tira di prima intenzione sfiorando il palo. E’il preludio del vantaggio che puntuale arriva al 42esimo: Moretti fa viaggiare Laverone sulla destra, traversone preciso in area di rigore dove Ardemagni, in mezzo a tre difensori, riesce a spizzare di testa la palla sul secondo palo dove Rosati non può arrivare. Nessuna esultanza per l’ex bomber del Perugia, ma festa grande per i circa 150 supporters irpini presenti sulle gradinate del Curi che si godono l’intervallo con maggiore fiducia.

Nella ripresa si vede però un altro Perugia, più battagliero e meglio messo in campo: Breda cambia modulo, passa al 4-2-4 inserendo Terrani e Cerri per Mustacchio e Falco. I biancorossi guadagnano campo e cominciano a spingere sugli esterni dove i lupi vanno in difficoltà: dal 60 al 68esimo i grifoni in due occasioni reclamano il penalty che non c’è. Novellino cerca di correre ai ripari e inserisce forze fresche: fuori Asencio per Castaldo e anche Moretti che fa spazio a Lasik. Al 70esimo D’Angelo impegna severamente l’estremo difensore perugino, ma tre minuti più tardi l’episodio della svolta. Cross dalla sinistra del Perugia, il pallone attraversa l’area di rigore e schizza tra l’anca e lo stomaco di Molina; il signor La Penna vede un inesistente tocca di mano e assegna il calcio di rigore che Cerri trasforma con freddezza.

Il Perugia ci crede ma l’Avellino si difende con ordine con un Falasco in più che rileva un esausto D’Angelo. La stanchezza si fa sentire e la gara scivola via senza sussulti; l’ultimo brivido è però di marca biancoverde con un gran destro di Di Tacchio nei minuti di recupero che Rosati smanaccia in angolo. Finisce con un pari tutto sommato giusto, ma a recriminare di più è certamente l’Avellino per le numerose sviste arbitrali. Un punto che fa morale più che classifica e che si spera possa rasserenare gli animi di tutti. Sabato si torna al Partenio: arriva l’Entella che ha esonerato Castorina e chiamato Aglietti. I lupi dovranno vincere per ridarsi slancio in un campionato quanto mai equilibrato e pieno di sorprese.

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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