Pescara, vittoria in rimonta sui lupi

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Bidauoi illude l’Avellino che incassa la terza sconfitta consecutiva dopo essere passato in vantaggio. A regalare i tre punti a Zeman le reti di Mancuso e Pettinari. Martedì turno infrasettimanale: al Partenio-Lombardi arriva la Pro Vercelli. Urge una inversione di rotta…

Dopo la brutta sconfitta in rimonta subita domenica scorsa nel derby contro la Salernitana, l’Avellino era chiamato al riscatto sul sempre ostico campo di Pescara, ma la formazione allenata da mister Novellino incassa la terza sconfitta consecutiva, ancora una volta facendosi riprendere e sorpassare dopo essere passata in vantaggio. Zeman si affida al solito 4-3-3 con le sorprese Bovo e Benali al posto di Coda e Capone. Novellino, orfano di MIgliorini e Lezzerini squalificati, preferisce Suagher a Marchizza al centro della difesa accanto a Kresic, sull’out destro Molina prende il posto di Laverone con Bidauoi sulla fascia sinistra e Asencio a supporto di Ardemagni in avanti.

Partita equilibrata e bruttina nei primi 15 minuti: le squadre stentano a costruire azioni degne di nota e sembrano quasi timorose di farsi del male. A rompere gli indugi ci pensano i lupi che prima colpiscono un palo clamoroso al 17esimo con Asencio ben servito in verticale da Molina e tre minuti più tardi vanno ancora vicini al vantaggio con una bella girata di Ardemagni che impegna Fiorillo. Il Pescara sembra sbandare, soffre il pressing alto sui portatori dei biancoverdi e al 22esimo puntuale arriva la rete degli ospiti: lancio di Molina per Biadauoi che ubriaca Zampano, entra in area e con un tiro a giro fa secco l’estremo difensore abruzzese. La squadra di Zeman risente del colpo e rischia di beccare anche il raddoppio al 25esimo quando D’Angelo impegna dal limite Fiorillo con un bel destro su imbeccata di Ardemagni. I padroni di casa finalmente reagiscono e al 29esimo Palazzi sulla destra prima mette a sedere Rizzato, poi serve un assist al bacio per Mancuso che di destro fulmina Radu. Il Pescara prende coraggio e sfiora il vantaggio con Mancuso con un tiro che fa quasi la barba al palo.

Si va al riposo sul pari, anche se l’Avellino è sembrato più in palla dei delfini e forse avrebbe anche meritato qualcosina in più. Nella ripresa tutta un’altra musica: la formazione di Zeman attacca a testa bassa, l’Avellino tira i remi in barca e comincia a soffrire le verticalizzazioni dei biancoazzurri che schiacciano i lupi nella propria metà campo creando un paio di limpide occasioni  con Pettrinari e Benali. Gli irpini si vedono solo al 66esimo con un insidioso tiro cross a giro di Bidauoi che per poco non viene deviato in rete da Ardemagni.

Poi è monologo biancoazzurro: Radu salva su Benali e sulla respinta Zampano tutto solo spedisce incredibilmente alto sulla traversa. Novellino cerca di correre ai ripari e da il via al solito walzer delle sostituzioni: prima tira fuori Molina inserendo Laverone, poi getta nella mischia Camarà per  uno stanco Asencio. I cambi non producono l’effetto sperato e anzi il Pescara all’82esimo trova la rete del vantaggio: batti e ribatti in area di rigore, D’Angelo non riesce a spazzare, la palla finisce a Pettinari che tutto solo all’altezza del dischetto del rigore spiazza Radu.

Il mister dei lupi si gioca il tutto per tutto e inserisce anche Castaldo per Rizzato. L’Avellino si riversa in avanti e sfiora il pari: cross di Laverone, colpo di testa di D’Angelo e palla sotto la traversa dove si spengono anche le illusioni di una squadra incapace di gestire la partita e il vantaggio, priva di carattere e in evidente difficoltà fisica e mentale che solo Radu ha tenuto a galla nella ripresa con diversi interventi decisivi su Valzania, Mancuso e Pettinari,. Ancora una delusione per i supporters biancoverdi, anche quest’oggi numerosi all’Adriatico (circa 400), ma costretti a tornare a mani vuote..

Martedì sera al Partenio arriva la Pro Vercelli. Urge un cambiamento di rotta: la classifica è cortissima, basta poco per tirarsi su, ma anche pochissimo per ritrovarsi giù. Ci sarà turn over? Riuscirà Novellino ad azzeccare tutte le mosse e dare una scossa alla sua squadra? Riusciranno D’Angelo e compagni a restituire il sorriso ai propri tifosi? Si deve e si può…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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