Pirazzi di rabbia: Vittorio Veneto A? sua

pirazziiiiE’ Stefano Pirazzi ad aggiudicarsi la diciassettesima tappa del Giro d’Italia. Il laziale, dopo essersi inserito nella fuga vincente, A? riuscito a conquistare la vittoria, paradossalmente grazie alle sue scarsi doti da velocista.

La frazione, dunque, A? stata caratterizzata da una fuga: ventisei i corridori che si sono trovati a condurre la corsa con una media di dieci minuti di vantaggio sul Gruppo, arrivando al traguardo ben un quarto d’ora prima della Carovana Rosa.

Damiano Cunego, Oscar Gatto e Fabio Felline, sebbene se con caratteristiche diverse, sembravano, prima dello strappo ai meno dieci, i favoriti per la conquista della tappa. Purtroppo per loro, solamente “prima”, perchA� A? proprio durante la salita e la successiva discesa che si forma un gruppo di seiA�corridori alla guida della corsa. A�Da questi si stacca purtroppo Oscar Gatto, fermato a bordo strada dalla caduta della catena dopo aver abilmente evitato una serie di cadute, in una strada che si A? beffardamente bagnata sul finale.

Quando iA�cinque al comando, ovvero Tim Wellens, Jay Maccharthy, Matteo Montaguti, Thomas De Gendt (il quale scatto era stato neutralizzato appena la strada si A? impennata, proprio mentre si formava il gruppo di testa) e ovviamente Stefano Pirazzi, arrivano ai meno cinque, guidano la corsa con un minuto di vantaggio sui compagni di fuga e una dozzina sul Gruppo.

Dopo alcuni secondi passati a studiarsi, il laziale della Bardiani decide che A? il momento di scattare: Pirazzi appare infatti il meno papabile per la vittoria, date le sue scarse doti sullo sprint. Quando le sue gambe hanno dettato l’accelerazione poi decisiva per la conquista della frazione, nella mente di molti appassionati sono passate le immagini dei numerosi attacchi falliti in passato dal corridore, che hanno causato innumerevoli critiche nei suoi confronti.

Questa volta, perA?, A? diverso: la voglia di vincere e la rabbia per le critiche e per il momento non buonissimo che l’atleta ha dichiarato stare passando hanno contribuito alla totale esplosione delle ultime energie rimastegli in corpo, facendolo scoppiare a piangere di gioia e portandolo allo sfogo, manifestato col gesto dell’ombrello, una volta passato il traguardo. Gesto che A? sA� criticabile, ma del tutto legittimo per un corridore che ha poi manifestato la propria disapprovazione verso l’eccessiva severitA� delle critiche di certi giornalisti, a cui era appunto rivolta la provocazione. Molto probabilmente, nella sua stessa situazione, molti di noi avrebbero reagito allo stesso modo…

Fra i big non si sono invece registrati movimenti significativi, anzi: coscienti di come a novanta chilometri dalla fine la fuga fosse giA� irrecuperabile, gli uomini di Quintana hanno tirato la corsa con un ritmo blando, al fine di rischiare meno sbandamenti possibili e quindi evitare eventuali cadute, anche perchA� quest’anno ne abbiamo viste giA� troppe…

“Tutti pazzi per Pirazzi” non A? solo il motto del fun club a sostegno del corridore laziale,A�maA�anche il tema dell’odierno post-gara, sperando che il talento del giovane italiano possa esprimersi al meglio anche in futuro.

Da domani ricominciano le montagne, e chissA� che sul Rifugio Panarotta qualcuno non possa anticipare i pronostici, che vedono piA? probabile un attacco a Quintana solamente nella cronoscalata in rpogramma fra due giorni. Se i corridori reputeranno meglio spendere energie per provare a sorprendere il colombiano, a loro rischio e pericolo, o risparmiarle per dopodomani, quando il leader non potrA� contrattaccare direttamente, lo scopriremo solo guardando e godendoci la Corsa Rosa…

W il Giro!

Jacopo Brama

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Un lunedì di tanti anni fa, seduto all’ultimo banco di una terza elementare, conobbi la prima pagina della Gazzetta e ne rimasi folgorato. Qualche primavera dopo porto nel cuore lo stesso sogno: trasmettere al mondo sentimenti ed emozioni che solo lo sport sa regalare.

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