Pirotecnico 2 a 2 al Partenio-Lombardi

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Finisce in parità la sfida tra Avellino ed Entella: lupi in vantaggio con Lasik su “paperone” di Iacobucci, poi pareggio di Catellani e vantaggio di Troiano per i liguri. Infine è Moretti dai 30 metri a regalare un punto che fa morale e muove la classifica in vista della delicata sfida di lunedi’ prossimo a Trapani. Ingenerosi i fischi a qualche calciatore e troppo aspre le critiche alla società biancoverde che sta probabilmente operando al meglio delle sue possibilità

Finisce con un pareggio tutto sommato giusto l’attesa sfida tra Avellino e Virtus Entella. I padroni di casa alla ricerca disperata di punti salvezza, non sono riusciti a portare a casa l’intera posta in palio, ma allungano a quattro (due vittorie e altrettanti pari) la striscia di risultati utili consecutivi. Un po’ per sfortuna, un po’ per la bravura degli avversari che dopo un erroraccio del loro portiere non si sono disuniti trovando quasi subito il pari e andando finanche in vantaggio nella ripresa, e qualche svista di troppo da parte del signor Minelli di Varese e dei suoi assistenti Opromolla di Salerno e Rossi di Rovigo, hanno impedito ad Ardemagni e compagni di centrare un risultato che avrebbe loro consentito di fare un  bel balzo in avanti, uscendo dalle sabbie mobili dei bassifondi di una classifica che diventa sempre più corta.

Peccato perché l’Avellino ha giocato, costruito, sciupato e mostrato un gran carattere, specie dopo lo svantaggio: mister Novellino, orfano degli infortunati Castaldo, Gavazzi e Asmah, di D’Angelo squalificato e di Camarà reduce dalla coppa d’Africa, schiera la sua squadra con un 4-4-2 compatto, molto simile a quello visto nella vittoriosa trasferta di Brescia. In porta Radunovic , linea a quattro composta da Gonzales e Laverone esterni e Djimsiti – Jidayi centrali; in mediana Paghera e Omeonga con Lasik a destra e Belloni a sinistra; in avanti Verde leggermente dietro all’ariete Ardemagni.

In avvio Avellino più propositivo e manovriero, ma Entella attento e bravo a ripartire. L’equilibrio viene rotto alla mezz’ora quando l’estremo difensore degli ospiti Iacobucci perde il controllo del pallone in fase di rilancio con le mani favorendo Lasik che deposita il pallone in rete con il più semplice dei pallonetti. Rabbiosa la reazione dei liguri che otto minuti più tardi recuperano palla a centrocampo su Gonzales, Baraye crossa, Moscati taglia alle spalle di Laverone e mette dentro per l’esordiente Catellani, che di piattone insacca alle spalle di Radunovic. I biancoverdi sbandano e cominciano a perdere sanguinosi palloni a centrocampo che innescano lo sgusciante Caputo pericoloso dalla distanza al 38esimo e al 45esimo. Nella ripresa la musica non cambia: Avellino propositivo ma confuso, Entella più preciso e ficcante. Novellino tenta subito di cambiare lo spartito tattico della gara cercando di allungare la squadra in avanti, e getta nella mischia il debuttante Eusepi per Belloni, spostando Verde nel ruolo di cursore di sinistra con licenza di inventare. Due minuti più tardi Paghera inventa per Ardemagni che tenta il goal da antologia in rovesciata, ma la palla si spegne di poco sul fondo. La gara è effervescente e con continui capovolgimenti di fronte: al 58esimo l’Entella con Tremolada sfiora il vantaggio con un bel tiro a giro dal limite. Tre giri di lancette ed è Ardemagni su prezioso assist di testa di Eusepi a sparare alto da pochi passi. Il mister dei lupi getta nella mischia Moretti per un Paghera generoso, propositivo, a volte impreciso ma prezioso in fase di recupero. La conferma del lavoro oscuro del mediano biancoverde arriva al’67: cross di Moscati, sponda di Caputo per l’accorrente Troiano, fino a quel momento ben controllato dal piccolo centrocampista bresciano, che tutto solo lascia partire un sinistro micidiale che consegna il vantaggio agli uomini di Breda. I lupi non ci stanno e cercano rabbiosamente di agguantare il pari: Novellino tenta il tutto per tutto inserendo Soumarè per Jidayi e proprio dai piedi del calciatore belga-guineiano, a quattro minuti dal termine, parte l’assist per il potente destro di Moretti dai 30 metri che non lascia scampo a Iacobucci fissando il risultato sul 2 a 2 finale. Applausi a fine gara per la squadra di casa che ha dimostrato cuore, grinta e carattere, le armi che serviranno da qui alla fine per centrare quello è che l’obiettivo stagionale: la salvezza.

Già, perché forse qualcuno l’ha dimenticato, ma mai come quest’anno la dirigenza non ha mai parlato d’altro… e dunque ingenerosi sono i fischi che troppo spesso piovono dalle tribune a qualche giocatore (Omeonga e Paghera su tutti nel match contro la squadra di mister Breda) e a dir poco ingrate sono le critiche che da più parti arrivano ad una società che ha ammesso di aver sbagliato, ha riconosciuto che Toscano non è riuscito a dare ciò che ci si aspettava così come qualche giocatore, ma è corsa ai ripari prendendo forse il miglior allenatore della categoria (Novellino), aggiungendo qualità alla squadra con gli innesti di Laverone e Moretti, sostituendo degnamente chi ha chiesto di andar via, Mokulu e Frattali, con Eusepi e il promettente Lezzerini, ed ha garantito che metterà a disposizione del mister quel terzino sinistro di esperienza da lui richiesto e, probabilmente, mercato e rifiuti permettendo, ci sarà a sorpresa anche qualche altro colpo in mediana.

Dunque ci spiegassero i “criticoni” cosa si pretende da quella che al momento resta, risultati alla mano, la migliore società che questa squadra ha avuto dai lontani anni ’70. Si, perché forse qualcuno non lo ricorda o semplicemente non lo sa, ma per la seconda volta nella sua storia l’US Avellino riesce a fare quattro campionati di fila in cadetteria (solo tra il 1972 e il 1978, prima della storica ed unica promozione in A, gli irpini sono stati per 5 anni di seguito in serie B). E qualcuno ha pure dimenticato che solo due anni fa questa stessa dirigenza ha allestito una squadra e uno staff tecnico che ha raggiunto una semifinale play off e solo una maledetta traversa ci ha impedito di disputare la finale promozione.

Come si fa dunque ad arrogarsi il diritto di criticare e pretendere? Ma soprattutto di fare i conti in tasca ad un presidente che avrà certamente sbagliato delle valutazioni, parlerà forse troppo, ma ha sempre dimostrato massima comprensione, disponibilità ed attaccamento (vedi caso “vecchio logo”) senza aver mai l’aiuto di nessuno? Un presidente che ci ha tirato fuori dalla polvere della serie D (evidentemente qualcuno non deve averla neppure assaggiata e non sa cosa significhi) e che fino a prova contraria ha sempre fatto quadrare i bilanci senza mai farci prendere un solo punto di penalizzazione… A chi auspica un cambiamento al vertice diciamo, se potete fare meglio e se avete di meglio, fatevi avanti!

Troppa grassa” dicevano i nostri avi… è tempo di remare tutti dalla stessa parte e di tenerci stretta questa categoria che per questa piazza, in questo preciso momento storico, dati alla mano (3222 abbonati e soli 537 paganti contro l’Entella) è un vero lusso! A Trapani nel posticipo di lunedi’ prossimo sarà battaglia vera, un match importante per tanti motivi: serviranno lupi veri, in campo e sugli spalti…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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