Prima vittoria di Mancini, al Bentegodi l’Inter stende il Chievo (0-2)

Image00053
Ci sono voluti 47 giorni per tornare alla vittoria: dalla serata casalinga contro la Sampdoria alla trasferta di Verona contro il Chievo. In mezzo un cambio di allenatore e tante piccole cose negative. La��Inter batte 2-0 il Chievo e chiude la 15A? giornata a -6 dal terzo posto. Segnano Kovacic (mancava da settembre nel tabellino) e Ranocchia, il capitano che fuori casa pare vederci bene quando attacca.
SI SBLOCCA MATEO a�� Serve solo vincere, per riavvicinarsi alla Champions, per tenere alto il morale, per dare un senso al 2015. Mancini disegna la sua Inter con il rombo, un 4-3-1-2 in cui la��unica novitA� rispetto alla��Udinese A? Da��Ambrosio sulla destra al posto di Nagatomo che scivola al posto di DodA? (panchina per il brasiliano). Maran invece vorrebbe allungare il suo periodo luccicante: dopo 5 risultati utili consecutivi vorrebbe dire aggiungere un pizzico di convinzione alla giA� presente continuitA�. Il suo 4-4-2 presenta Hetemaj largo a sinistra (per contrastare Guarin) e Izco al centro (occhi su Kovacic). La��avvio chiarisce che i nerazzurri faranno la partita e i veneti ripartiranno sfruttando i passaggi a vuoti della squadra di Mancini. Tutto vero, perchA� il colpo di testa di Paloschi che Handanovic respinge A? figlio di un errata lettura del fuorigioco. La��attaccante A? in posizione regolare e la frustata di testa costringe lo sloveno alla parata. Poi, ecco il cambio di scenario. Nagatomo inventa il cross giusto, Icardi confeziona una sponda che i difensori del Chievo lasciano a Kovacic. Colpo facile (19a��) per il croato che non segnava da settembre in campionato (il 21, a Palermo). Sono i gol che Mancini chiede da giorni ai centrocampisti. La risposta A? arrivata.
REAZIONE a�� La stessa del Chievo che dopo pochi minuti spaventa la��Inter. La rovesciata di Meggiorini A? bella e ficcante, Handanovic ancora una volta rifiuta la��invito a scansarsi. La partita viaggia su modulazioni medie, non ci sono acuti, se non di falli su Kovacic (gialli per Cesar e Meggiorini) e di leggerezze difensive interiste. Il primo tempo si chiude quasi in silenzio, il secondo si apre con due occasioni nitide. Nessun cambio per Mancini e Maran, le squadre vanno bene cosA�. E hanno ragione. Nagatomo dopo il tacco di Kuzmanovic ha il sinistro per far male, invece accarezza la palla sul fondo. Un minuto e Paloschi ha la��occasione per pareggiare: su una rapida ripartenza difende palla da Juan Jesus e con la punta mette a lato. Squadre vive, tra i loro limiti e le loro voglie.
CONFERMA RANOCCHIA a�� E la qualitA� pian piano emerge. Il salvataggio sulla linea di Radovanovic certifica che il baricentro interista A? piA? alto e che la squadra A? piA? convinta. Il raddoppio interista ne A? la conseguenza piA? evidente. Cross di Da��Ambrosio e girata di Ranocchia. Il capitano ci prende gusto a segnare in trasferta dopo quello con la Roma. Curioso vedere come i due gol interisti siano nati dai cross degli esterni. Maran ci prova cambiando modulo: dentro Maxi Lopez e Botta per Paloschi e Birsa. Diventa un 4-3-1-2 con Meggiorini dietro i due nuovi entrati. Esperimento che vive poco, 10 minuti per la��esattezza. Fino a quando Botta non si fa cacciare. Nervoso, la��argentino ci mette un paio di minuti ad abbandonare il campo. La tensione rimane, Mancini ne approfitta per sperimentare. Dentro DodA? per Kuzmanovic e Ma��Vila al posto di Icardi. Ne nasce un 4-2-3-1 con due novitA� da primizia. DodA? fa la��esterno alto a sinistra e il francesone si piazza di fianco a Medel. Vuole vedere come reagisce la squadra senza la��assillo del risultato. Questo deva��essere stato il pensiero manciniano. La pressione veneta cala, naturale, la��Inter fa mangiare secondi al cronometro tenendo la��avversario nella sua metA� campo. Il destro di Guarin produce un corner mentre il Chievo finisce generosamente con Maxi Lopez affiancato da Pellissier rinunciando alle barricate e dando una parvenza di crederci al gol che riaprirebbe la gara. Non succede, arriva la terza sconfitta della gestione Maran. La��Inter invece si prende i 3 punti che la aiutano a mettersi 6 gradini sotto il terzo posto, quattro sotto la��ultimo utile per la��Europa League. Ora la Lazio, il test natalizio per dare una forma a questo campionato. Con Mancini che, dopo il primo successo della sua seconda era, vuole continuare.

Paolo Vavassori

About Paolo Vavassori

View all Posts

Nato a Bergamo, classe 1967 (la stessa di Roby Baggio e scusate se è poco). Leggo la stessa anche di Gigi D'Alessio (scusate e basta). Da piccolo gioca a calcio ed è una promessa (con se stesso). Ripiega da subito su sport più statici per passare ben presto allo sport parlato e scritto. Folgorato dalla stella Maradona che conosce di persona (conserva gelosamente una fotografia ricordo dell ' 89 che lo ritrae con il Pibe a ricordo anche della propria capigliatura). Folgorato molto prima dalla Dea Atalanta che segue da sempre e continuerà a seguire (sempre più spesso dal divano di casa). Appassionato di golf e fotografia ha come sogno quello di poter fotografare una partita di serie A da bordo campo con la sua mitica Canon (ma ci stiamo lavorando).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.