Primo quadrimestre: Scandone pagella da incorniciare

16105570_1197197950347731_4350523963531598889_nI voti del primo quadrimestre lasciano sempre il tempo che trovano e i conti si fanno a fine anno. Ma partire col piede giusto vuole dire spesso avere lo slancio per passare indenni i mesi invernali e ritrovarsi a primavera in piena corsa per essere il migliore della classe. La Scandone di oggi dice questo. Dice di una squadra che ha affrontato 4 intensissimi mesi fatti di tante partite e tante vittorie. Giocando meglio fuori casa che tra le mura amiche. Steccando solo un paio di partite in coincidenza del calo di condizione delle pedine fondamentali dello scacchiere di coach Sacripanti. Il campionato ha dimostrato che Milano non solo A? battibile ma che la probabilissima uscita dall’Eurolega potrebbe essere decisiva per le sorti di Repesa. Reggio Emilia, pur non affrontando le coppe come tutte le altre rivali al titolo, non ha fatto sfracelli complici anche diversi infortuni (Della Valle e Gentile su tutti) ma anche per colpa di un gioco oramai identico a quello dell’anno precedente e dell’anno prima ancora. Le squadre hanno imparato a difendere sui movimenti degli uomini di coach Menetti. Anche in questo caso, a meno di vittorie finali di un certo livello (campionato o F8) A? probabile un avvicendamento sulla panchina.

Ma dicevamo. Avellino. Ragland e Green hanno dimostrato che, se in forma, sono la coppia di play piA? versatile ed efficace del campionato. Ragland sta imparando ad usare meglio lo spot di play di quanto abbia mai fatto in carriera. Green, dal suo canto, ha aumentato i giri del motore turbo aspirato. Mani addosso agli avversari in difesa e qualche tiro preso lasciando perdere l’altruismo che lo contraddistingue da sempre. Obasohan e Randolph si giocano ogni partita i minuti messi in palio da coach Sacripanti. Nel corso della stagione il secondo ha avuto la meglio del primo che perA? A? partito quasi sempre titolare. In difesa Obasohan A? sicuramente piA? aggressivo pur conservando il vizio di mettere troppo le mani addosso all’avversario. Randolph A? il violinista della palla a spicchi. Virtuoso fino ad essere imbarazzante nell’arresto e tiro, ha un rilascio cosA� delicato che ricorda “The Answer”. Mentre Iverson era la risposta, Randolph A? “Mobbeghio”. Un Usa e un giovane italiano si dividono spazio e tempi nello spot di ala piccola. Se Thomas A?, tra alti e bassi, l’erede designato di Nunnally, Severini si sta ritagliando buoni minutaggi e ottime prestazioni. In difesa A? sempre il solito osso duro, pronto a marcare dal play all’ala grande avversaria mentre Thomas A? il re irpino dello step back. Quando A? in giornata ricorda James Harden. Quando non lo A? pure. A�Ala grande per eccellenza e uomo squadra per vocazione. Marteen Leunen A? il campione che Sacripanti vorrebbe sempre in squadra. Terzo play come visione di gioco e cecchino dall’arco dei 6.75, in questa stagione non disdegna di mettere a segno anche qualche buona penetrazione. Zerini A? il suo sostituto naturale, sia come intelligenza tattica che come approccio al tiro da tre punti. Non ha trovato grandi prestazioni ad inizio stagione ma col passare del tempo sta entrando negli schemi offensivi della squadra. Se il pivot A? quello alto, grosso e potente Avellino ha il meglio che l’Europa puA? permettersi. Fesenko A? oramai diventato beniamino dei tifosi. Per le prestazioni, sicuramente. Per l’impegno profuso in ogni occasione e con le arrabbiature contro se stesso quando le cose non girano come vorrebbe. Ma anche per quell’orecchio mostrato al pubblico di Caserta. Lupo vero e “sfottitore” di professione. Accanto a lui il gigante buono Cusin. Tutto sostanza e poco spettacolo. Il contrario del collega ucraino. Fuori dalle rotazioni che contano c’A? l’Avellinese Parlato. Qualche minuto importante, tanti tiri presi e molti di questi realizzati. Onorare la maglia e la propria cittA� di origine significa anche sacrificarsi per la squadra. E lui c’A? sempre. Se non in campo, in panchina. Ma pronto ad incitare per 40 minuti i compagni.

Il direttore d’orchestra A? nato a CantA? e di nome fa Pino. Signori e signore, ecco a voi Sacripanti. Fisico da insegnante di ginnastica anni ’60, ma buona tecnica al palleggio e al tiro, a vederlo per il corso principale in tuta Joma e borsello d’ordinanza pensi ad un signore che ha deciso di perdere qualche chilo in vista della prova costume. Poi lo vedi in campo, cravatta rigorosamente verde e capisci che la sensazione non poteva essere piA? sbagliata. Pino ha la tempra dell’allenatore di pallacanestro. Ha la competenza e la conoscenza dell’animo umano indispensabile per creare spirito di gruppo. La squadra lo ama. Green ha imparato a rispettarlo e per uno che ha sempre rispettato innanzitutto se stesso A? una grandissima attestazione di stima. Piega il suo gioco cercando di adattarlo ai giocatori. Chiede ai giocatori di non snaturare il suo tipo di gioco preferito. E’ uno che cura i particolari Pino Sacripanti. Uno che ne capisce. Coach di razza.

Questa oggi A? la Scandone Avellino. Ma da qui in avanti le sfide saranno sempre piA? decisive e sempre piA? dure. C’A? da conquistare il playoff delle grandi saltando i playoff di ripescaggio. C’A? da giocarsi la Coppa Italia. E poi c’A? la rincorsa al sogno scudetto e la Champions League. Tanti traguardi, tutti possibili. Sognare non costa nulla. Crederci A? d’obbligo.

In occasione proprio delle prossime F8 di Coppa Italia, Sportizzare, lo store ufficiale della Scandone Basket, ha messo in vendita al prezzo di soli 15 euro una bellissima t-shirt della Joma. Realizzata da SdIesign A? il must per ogni tifoso che raggiungerA� Rimini o che vedrA� in compagnia di parenti e amici le partite in TV. Prima palla a due per i biancoverdi venerdA� 17 febbraio 2017 controA�Banco di Sardegna Sassari a�� ore 18.00 Fiera di Rimini e in TV su A�Rai Sport 1 e Rai Sport HD

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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