Pro Appio, lo Sheffield italiano

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Molto spesso sentiamo parlare di formazioni calcistiche gestite direttamente dai loro tifosi. Dall’Inghilterra, alla Scozia, alla Spagna fino all’Italia.
Oggi ci occupiamo di una realtà della città di Roma, di una squadra che partecipa campionato federale di seconda categoria, per il secondo anno consecutivo.
La squadra in questione si chiama Pro Appio ed i suoi colori sono nero verdi.
Il quartiere Appio è uno dei rioni più vecchi ed antichi della Città Eterna. Qui si respira calcio fin dai primi anni del novecento. Infatti in questo quartiere c’era lo stadio del Motovelodromo Appio, uno stadio che le foto dell’epoca ci ritraggono come un impianto dallo stile anglosassone.

– La Pro Appio ha tenuto conto di questa storia calcistica importante del quartiere ?
Nel nostro quartiere si respira l’atmosfera del vero calcio. Il Motovelodromo Appio è una leggenda per tutti noi. Li si sono giocate alcune tra le prime partite di calcio a Roma. Il nostro quartiere considerando anche Romulea, Almas e Fortitudo Roma, ha contribuito a creare il calcio nella nostra Città. Abbiamo un’eredità importante e siamo pronti ad onorarla.
– La Pro Appio è diventata un punto di riferimento per tanti ragazzi del quartiere, rivestendo anche un ruolo sociale sul territorio, che valori volete trasmettere ?
Il nostro compito oggi è quello di dare la possibilità a giovani e meno giovani di praticare sport non solo come evento puramente sportivo, ma soprattutto come momento di crescita culturale, valoriale e sociale. Questo è il grande obiettivo che ci poniamo, con grande umiltà ma consapevoli del nostro grande impegno. Essere punto di riferimento sportivo nel tessuto sociale del nostro quartiere. Essere una comunità sportiva di giovani impegnata, coesa e duratura.
– E’ difficile portare avanti una simile iniziativa in una città dispersiva come la nostra ? parlando con i tifosi del Liverpool e del Manchester United, che hanno intrapreso una strada come la vostra ci hanno spesso raccontato le difficoltà che si incontrano nelle grandi città ?
E’ chiaro che più si allargano i confini cittadini e più difficile sarà avere partecipazione. Questo però è superabile considerando il grande senso di appartenenza dei quartieri della capitale. Tipico di Roma è che ogni quartiere si sente una piccola città nella città, in questo caso perciò Noi cerchiamo di coinvolgere la comunità cittadina del quartiere Appio uno di quelli con più grande attaccamento e voglia di sport.

– Dalla prossima stagione la Pro Appio giocherà le sue gare nello storico campo di Via Farsalo, quante sono state le presenze allo stadio durante le vostre gare ? Pensate che questo campo, nel cuore del quartiere possa convogliare un maggior numero di tifosi ?
Nelle scorse stagioni la presenza è stata buona considerando la categoria nella quale militiamo. Siamo una delle pochissime squadre a poter contare su un apporto di Tifosi organizzati, coreografie, fumogeni, ecc… Da quest’anno finalmente, Il Campo Roma di via Farsalo sarà la nostra roccaforte all’interno del nostro quartiere, e crediamo che le presenze aumenteranno notevolmente. Finalmente saremo nel nostro quartiere ed i primi a beneficiarne saranno i nostri tifosi.

– I vostri tifosi vi seguono anche in trasferta ?
I nostri Viarium Crew sono organizzatissimi e riescono tranquillamente a pianificare anche le trasferte per seguirci lontano dal nostro quartiere. Nelle scorse stagioni è successo spesso ma non come accade sistematicamente per le partite in casa.

– Il calcio anglosassone è sempre stato un modello per tanti appassionati di calcio. Voi avete avuto la grande idea di organizzare il trofeo angloitaliano con la prima squadra di calcio del mondo il leggendario Sheffield Fc. Come è nata questa iniziativa ?
Con lo Sheffield FC (1857) c’è un rapporto particolare che nasce nel 2009 da una nostra idea. Pensando a che evento fare che potesse rappresentare il nostro modo di vivere lo sport, pensammo che l’unica squadra con cui giocare potesse essere quella che fondò il gioco del calcio con i valori autentici e ovviamente senza interessi. Ecco da li è partita una mia mail alla volta dell’Inghilterra ed il gioco era fatto. Dopo quattro stagioni il bilancio è: l’organizzazione del trofeo Anglo-Italiano che ci contendiamo ogni anno, siamo la prima squadra italiana ad aver fatto venire lo Sheffield FC nel nostro Paese e Siamo i detentori del Trofeo Anglo Celtico giocato in Inghilterra con altri due Club del Galles e della Scozia e tutto questo sempre raccogliendo fondi per cause benefiche. Io direi che è un bel successo soprattutto perché già dal nostro primo anno abbiamo potuto metterci in relazione con realtà Internazionali gridando a gran voce qual è il nostro significato di calcio anche oltre-manica e questo ci rende molto orgogliosi. Inoltre cosa non da poco abbiamo contribuito al successo mediatico dello Sheffield FC nel nostro paese culminato con l’invito da parte del Genoa Calcio per il suo anniversario la scorsa stagione.

– Ci racconti qualcosa di queste giornate di calcio internazionale ?
L’aria che si respira è notevolmente differente dalla nostra. Bisogna viverlo per capirlo. Il loro amore per il Calcio è il più grande che io abbia mai visto. Già in campo il gioco ti sorprende. Se sei abituato alle categorie Italiane, presto devi cambiare approccio. Si corre come forsennati, le entrate sono decise, non si protesta mai e tutto questo in trofei benefici. L’atmosfera post partita poi è qualcosa che ti rimarrà per sempre. Risate e Birre con i tifosi avversari ed i giocatori con i quali ti sei scontrato fino a poco prima, Insomma c’è un’atmosfera incredibile che speriamo di raccontare presto con un documentario Sul nostro viaggio che uscirà a breve.

– Oltre a questa iniziativa, vi siete anche distinti nell’organizzare eventi di beneficenza, organizzando altre partite amichevoli.
Certo, per noi il calcio come già detto non è solo un campo con due porte ed un pallone, per noi questo sport è qualcosa di molto più profondo. Su tutte le due iniziative che più tengo a ricordare sono la Partita amichevole con il Goriano Sicoli (comune terremotato) per raccogliere fondi per il post terremoto in Abruzzo e la Partita amichevole con l’Almas per sensibilizzare i ragazzi delle giovanili sull’uso delle droghe.

 

– Il prossimo campionato ci sarà anche una formazione femminile. Una sfida non semplice.
Il calcio femminile è davvero una sfida difficile. Questo sarà il nostro secondo anno in cui parteciperemo al campionato di calcio a 5 femminile Serie D. Sarà difficile come detto, ma per noi il calcio è partecipazione popolare quindi ci impegneremo al massimo per far si che queste ragazze possano fare lo sport che più gli piace, anche se considerato poco femminile.

– “I ribelli di Manchester” del FC United of Manchester sono diventati un esempio mondiale, di calcio popolare. A breve avranno anche un loro stadio. Quali sono i progetti futuri del Pro Appio ?
Avere una propria struttura è la nostra sfida per il futuro. Nella nostra città non esistono impianti sportivi da rilevare. Nel nostro quartiere poi la situazione è ancora più difficile. I pochi impianti presenti sono di proprietà comunale e vengono affittati a società per 90 anni e più senza la possibilità di accedere alle strutture da parte di associazioni meritevoli come la nostra ed altre. Inoltre per il futuro vogliamo incrementare sempre di più il grado di partecipazione della nostra comunità di quartiere, coinvolgendo ancor di più negozianti e cittadini nella nostra realtà associativa.

– Per finire, pensate che il calcio popolare possa cambiare il modo di vivere del calcio in Italia?
Noi crediamo che il calcio popolare sia il futuro. E lo crediamo fin dall’Agosto del 2009 quando siamo nati e ci siamo iscritti al campionato di Terza Categoria. Il Calcio fatto di sponsorizzazioni fasulle e gonfiate sta per finire, e chi si farà trovare pronto avendo lavorato per anni sulla partecipazione popolare sarà decisamente avanti rispetto gli altri, avanti perché economicamente avrà delle basi solide, ed avanti perché eticamente non può esistere il calcio senza partecipazione popolare e tutti dovranno adeguarsi.

Giorgio Acerbis e Claudio presidente della ASD Pro Appio

 

 

 

Giorgio Acerbis

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Tifoso della SS Lazio, sono abbonato fin dal 1976 in Tevere non-numerata. Laureato in scienze politiche, ho pubblicato per Urbone “I Leoni di Lisbona”, la storia del Celtic che vinse la Coppa dei Campioni nel '67. Scrivo da tempo sulla Fanzine del Liverpool “Red all over the land”. Ho collaborato con alcune radio private di Roma curando delle rubriche su argomenti calcistici. Attualmente mi occupo della mia gatta Keira.