Quei due punti che cambiano il match. Spizzichini da il là alla vittoria di Avellino contro Varese

Trentottesimo minuto. Da 90 secondi le squadre non si scollano dal 75 a 76. Avellino ha enorme difficoltà ad andare a canestro. Cole in isolamento non riesce a battere la difesa varesina. Gli attacchi si infrangono sul muro costruito da coach Caja. Filloy prova a tirare fuori dal cilindro una delle sue bombe da 8 metri in precario equilibrio ma non prende neppure il ferro. Mancano 3 secondi alla fine dell’azione e la palla arriva nelle mani di Spizzichini, bravissimo a tagliare fuori il proprio avversario. Sfrutta il canestro per proteggersi dal ritorno del pari ruolo e con una mano delicatissima infila, a 4 decimi di secondo dai 24, un canestro che sarà decisivo. Un rimbalzo e due punti pesantissimi che portano la Scandone avanti di tre (75 a 78) e di fatto indirizzano il match lì dove voleva coach Vucinic. Spizzichini esce dalla Enerxenia Arena con la certezza di aver fatto bene nel momento topico dell’incontro. Assieme a lui può festeggiare anche Green, autore di una pessima partita ma che, al momento giusto, mette due liberi fondamentali. Sono i particolari a fare grandi le squadre. E l’importante è crederci fino alla fine anche quando tutto sembra andare storto.

Varese inizia con un piglio decisamente buono e mette in difficoltà la difesa di Avellino. Soffre anche l’attacco biancoverde praticamente inesistente per oltre 30 minuti in tutto il reparto lunghi. N’Diaye non viene servito affatto, Green viene servito ma, stranamente per lui, è quasi meglio che non lo fosse. Le squadre vanno all’intervallo lungo con solo un punto di distacco e con l’idea di giocarsela fino ai minuti decisivi.

Nichols e Cole tengono a galla le speranze avellinesi con i loro tanti punti, Filloy difende bene e tira bene. D’Ercole, ottimo al tiro, paga ancora qualche distrazione difensiva. Green, come già detto, viene completamente annullato dalla difesa avversaria, soffre le attenzioni dei lunghi varesini e sbaglia tutto il possibile in attacco. Ciò lo fa capitolare anche in difesa dove spesso si lascia scappare l’avversario o, peggio, non esce ad impedire un tiro facile ai buoni tiratori varesini.

MVP

Per la seconda partita consecutiva, la palma del miglior giocatore va a Demetris Nichols. 18 punti, 80% da tre, 100% ai liberi, 18 di valutazione. Con lui, va citato anche il solito grandissimo Norris Cole che realizza 25 punti tirando dal campo con quasi il 70%. Prestazione macchiata soltanto da 3 palle perse di cui una che poteva costare carissima alla Scandone.

Il punto sugli infortuni

Costello sta recuperando più velocemente del previsto ma sarà in campo comunque dopo la sosta per la nazionale. Campani è rientrato ed ovviamente non è valutabile. Ha fatto cose buone ma la condizione fisica è quella che è. Bisognerà attendere almeno un altro paio di mesi prima di poter dire se la sua presenza potrà apportare il contributo che si aspettavano coach e DS al momento dell’acquisto. Campogrande, purtroppo, ancora non ha risolto i suoi problemi fisici e rischia di dover saltare ancora qualche partita. Il suo recupero è subordinato alla scomparsa del dolore che ancora avverte quando forza un movimento. C’è la necessità di andare sul mercato? Magari sì ma senza fretta e prendendo un uomo che possa essere un valore aggiunto per la squadra e non solo un tappabuchi a gettone. Nel mirino di Alberani ci sono 3 nomi. Accantonato Ortner e buttato lì qualche nome soltanto come specchietto per le allodole, il DS tenterà il colpaccio. Ma c’è bisogno di tempo. Le grandi mosse necessitano grandi ragionamenti.

Prossimi impegni

Trasferta di Champions per la Scandone che andrà a Le Mans per conservare il secondo posto nel girone e, magari, provare ad insidiare il primo al Murcia (che però ha il vantaggio dello scontro diretto a favore). Palla a due mercoledì alle 20.30. Domenica, invece, la Scandone sarà a Reggio Emilia (ore 17) dove troverà una squadra reduce dalla sconfitta con Milano (100 a 75) e quindi vogliosa di rifarsi.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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