Quel fallo tecnico di Sacripanti che costa 4 punti… Avellino bissa la magra figura dello scorso anno.

WhatsApp Image 2018-02-15 at 19.12.54Parte subito forte la Sigidas che mette a segno un parziale di 7 a zero immediatamente rintuzzato da una tripla di Oddom. Fesenko domina e a metA� primo quarto ha giA� messo a referto 8 punti, due rimbalzi e una stoppata. QUando esce, a 3 minuti dalla fine dei primi dieci minuti, ha giA� realizzato 10 punti. Il massimo vantaggio che riesce ad acquistare Avellino A? al minimo della doppia cifra ma al termine del primo quarto Cremona ricuce lo strappo con un paio di buone triple e al suono della prima sirena il risultato si ferma sul 22 a 18 per i biancoverdi. Sacripanti non A? contento per i troppi tiri da tre concessi e realizzati da Cremona. Sacchetti gioca come al solito sulla spinta emotiva per portare i propri ragazzi a rendere al massimo.

Avellino riparte con difficoltA� e i lombardi si portano con scioltezza sul 22 pari col settimo punto di Ricci. La squadra di coach Sacripanti continua a soffrire in maniera spropositata le spaziature che creano i ragazzi di Sacchetti quando si liberano al tiro dalla lunga. Cremona va sul + 6 ma tre buoni movimenti di Rich riportano in pari Avellino. Un contropiede, sempre del solito Rich, costringe la panchina avversaria ha chiamare un immediato time out (30 a 28). Un Fesenko straripante manda a terra il pivot cremonese e schiaccia in fondo al canestro con tutta la sua forza il pallone del +7 per gli irpini. Alla sirena dell’intervallo lungo le squadre vanno negli spogliatoi sul 40 a 32 per Avellino. D’ercole e Fesenko chiudono i primi venti minuti con un plus minus di 20. L’ucraino mette a referto anche 14 punti in 13 minuti di utilizzo.

Il pivottone di targa AV entra scarico e sbaglia un paio di facili appoggi a canestro. Cremona si rifA� sotto a -2 ma D’Ercole con una tripla li ricaccia indietro. Fitipaldo entra e mette a segno la tripla del 49 a 43. N’Diaye prende il posto di un Fesenko molto in ombra e visibilmente stanco ma incide ancor meno dell’ucraino. Diener e una delle sue triple portano Cremona -3, Martin ricuce ulteriormente e dA� il -1 alla squadra di Sacchetti. Un buon Fitipaldo tiene Cremona a distanza ma il quarto si chiude con i lombardi pienamente in corsa e in svantaggio di soli 2 punti (53 a 51).

L’ultimo quarto deciderA� la prima semifinalista di queste Final Eight 2018. Drake Diener punisce ancora dai 6.75 ed A? di nuovo paritA� sul 58 a 58. Ricci non ferma la sua vena realizzativa e ancora da 3 punisce la difesa morbida degli irpini. Cremona non fa faville ma riesce a prendere qualche punto di margine e a 5 minuti dalla fine sono in vantaggio di 2 (63 – 65). Sacripanti rimette dentro Leunen al posto di uno Scubb non incisivo come al solito. La terna non punisce il gioco duro su Fesenko che subisce almeno tre falli non segnalati dai fischietti grigi. Su un fallo discutibile di Leunen (2+1) Sacripanti si fa fischiare un tecnico. Tiro libero realizzato da Diener e palla a Cremona che mette a segno l’ennesima tripla dando ai propri numerosissimi tifosi (una cinquantina scarsa) la gioia del +6 a due minuti dalla fine. Rich ridA� la paritA� ad Avellino sul 74 a 74, Cremona sbaglia ancora e gli irpini hanno la palla della vittoria: la tripla di Leunen, perA?, prende il ferro ed esce. I lombardi hanno 7 secondi e provano a vincere ma anche il loro tiro si ferma sul ferro. Over Time.

La difesa di Cremona mette il tappo al proprio canestro e Avellino sbaglia una tripla dopo l’altra consegnando vittoria e semifinali a Cremona. Non c’A? nulla da fare. Il basket A? un gioco relativamente semplice. Se fai canestro vinci, se non fai canestro perdi.

I numeri. Avellino tira col 22% da tre punti anche grazie alla difesa architettata da Meo Sacchetti, Rich sbaglia 6 liberi (11 errori totali per Avellino). Sacripanti ha sulla coscienza 4 punti realizzati da Cremona e il solito problema di attaccare la zona degli avversari. Jason Rich fa 30 punti che sono la misura della difficoltA� di giocare di squadra.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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