Quintana impareggiabile: il re si prende la corona fra Stelvio e Val Martello

NairooooooooE’ arrivato nella tappa più difficile del Giro l’attacco di Nairo Quintana, favorito dall’inizio per la vittoria finale ma fino a ieri protagonista di una Corsa Rosa fra luci e ombre. E’ questo il punto: “fino a ieri”.

La dimostrazione della potenza del colombiano ha avuto inizio dopo la salita dello Stelvio, quando dopo l’arrivo alla Cima Coppi, in cui è transitato per primo il fuggitivo ormai solitario Dario Cataldo, la maggior parte dei corridori si ferma per cambiarsi gli indumenti inzuppati a causa della neve e della pioggia. Fra coloro che hanno preso questa decisione troviamo la Maglia Rosa, ovvero Rigoberto Uran, Aru, Kelderman, Majka, Evans e Pozzovivo, ma non Quintana. Il giovane scalatore coglie infatti l’attimo: l’attacco arriva all’inizio della discesa dello Stelvio, dove il capitano della Movistar, seguito da un gruppetto di corridori, riesce ad affiancare i quattro atleti precedentemente andati in fuga alla ricerca della ruota di Cataldo.

Da far notare come certi direttori sportivi, fra cui quello della Quick-Step di Uran (il quale ha effettivamente preso a pedalare seriamente al fine di ridurre lo svantaggio solo dopo qualche minuto), abbiano mal compreso una segnalazione di Radio Corsa in cui si informava sul ruolo che le moto aventi le bandiere rosse svolgevano nella corsa, ovvero quello di segnalare la pericolosità della discesa bagnata. Molte ammiraglie hanno inteso (non si capisce bene in base a cosa) la presenza dei mezzi come “safety-moto”, veicoli che di solito hanno il compito di rendere noto l’annullamento dei tempi e dei distacchi in un determinato tratto di percorso.

Detto questo, ai meno venti troviamo dunque Quintana, Hesjedal, Rolland, Vuillermoz, Pantano, Izagirre e Sicard un minuto dietro a Dario Cataldo e uno e trenta davanti al Gruppo Maglia Rosa, formato solamente da dodici unità.

Mentre per il ciclista abruzzese la strada comincia a salire seriamente, dal gruppo degli inseguitori parte Nairo Quintana, seguito da Pierre Rolland e da un Ryder Hesjedal con più forza nella testa che nelle gambe: già nei giorni scorsi il ciclista canadese ci aveva infatti fatto capire che la condizione non sia certo paragonabile a quella di due anni fa, ciò nonostante il capitano della Garmin sarà alla fine della giornata di corsa l’uomo che più ha resistito alle follie colombiane.

Mentre il vantaggio su Uran e compagni aumenta a dismisura, il vincitore del Giro 2012 è il solo corridore ad essere rimasto alla ruota di Quintana: siamo ai meno quattro, e Pierre Rolland si è staccato definitivamente dopo i perpetui cambiamenti d’andatura dettati dal sudamericano.

Un eroico Ryder Hesjedal si aggrappa dunque con i denti alla scia del rivale, trovando perfino le forze per condurlo nel falsopiano prima della rampa finale. Purtroppo per lui e per tutti quelli che, come me, hanno trovato nel canadese un nuovo idolo, il giovane vecchio Nairo mette la zampata decisiva nei tornanti finali.

Veder pedalare un atleta a quella velocità nella Val Martello non ha prezzo: l’imperturbabile colombiano sfreccia sul traguardo e sottrae la Maglia ad un Uran arrivato con più di quattro minuti di ritardo, dopo un lungo sprint che ha visto arrivare Wilko Kelderman a 3’32”, Domenico Pozzovivo a 3’37”, Fabio Aru a 3’40” e Rafal Majka a 4’08”, prima di Sebastian Henao e, appunto, di Rigoberto Uran.

Il “guerriero” Hesjedal chiude invece a otto secondi dal primo, guadagnando posizioni nella classifica generale che ora lo vede sì nono a 4’16”, ma a meno di un minuto dal terzo posto di Cadel Evans (oggi crollato), a 3’21”.

La tappa più dura e spettacolare della Corsa Rosa si è rivelata forse anche la più divertente, ma aspettiamo a giudicarla così: il Giro, anche se in mano al forte colombiano che ora è anche Maglia Bianca, non è ancora finito, date le tante montagne che ci aspettano nel corso di questa settimana.

W il Giro!

Jacopo Brama

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Jacopo Brama nasce il 28 luglio 1998. Fin da piccolo manifesta un' infinita passione per l'Inter e per il calcio in generale, pur apprezzando anche ogni altro tipo di sport. D'estate non c'è trattativa di calciomercato a lui sconosciuta, a costo di sfondare abitualmente il limite di dati internet del cellulare... Amante della musica, vive nell' affascinante Verona, dove frequenta il liceo classico, ma se gli chiedete quale sia il luogo più bello per lui, non ha dubbi: San Siro, Curva Nord.

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