“Re Umberto” stende la Spal

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Un goal di Eusepi regala i tre punti all’Avellino e fa tornare il sorriso a tutto l’ambiente biancoverde. Neppure il tempo di festeggiare però che lunedì sera si torna in campo a Frosinone

Dopo le pesanti e per ceti versi umilianti quattro sberle rimediate al Liberati di Terni l’Avellino ritrova il sorriso portando a casa una vittoria di prestigio contro l’ex capolista Spal. Tre punti pesanti in chiave salvezza che fanno balzare i lupi nuovamente a + 6 dalla zona play out, restituendo la serenità smarrita nelle ultime cinque giornate e anche quella squadra caparbia, battagliera, quadrata e cinica che aveva inanellato ben nove risultati utili consecutivi.

Questa volta Novellino le azzecca tutte: fuori Verde, Belloni e Jiday, dentro Eusepi, Perrotta e Migliorini. Con Moretti ancora out per infortunio, 4-4-2 classico con centrocampo tutto muscoli e velocità: Laverone alto a destra, D’Angelo a sinistra e la coppia Omenga-Paghera in interdizione. Difesa fisica ed ermetica con Radunovic, reduce dalla parentesi nazionale, tra i pali, Gonzales terzino destro, Perrotta sul versante opposto e Djimsiti-Migliorini centrali. In avanti l’inedita coppia Ardemagni – Eusepi. Di contro una Spal con i tre ex Arini, Schiavon e Zigoni tutti contemporaneamente in campo dall’inizio e massiccio turn over da parte di Semplici che cambia otto undicesimi rispetto alla gara persa contro il Frosinone lasciando fuori anche il tandem Antenucci – Floccari.

Primi 15 minuti di studio, poi su una ripartenza è Finotto a sfiorare il montante con un diagonale mancino. L’Avellino si scuote e alla mezz’ora Ardemagni, deliziosamente liberato in area da D’Angelo, cicca clamorosamente il pallone al momento di calciare a rete. La partita è spigolosa e seppur spezzettata per i numerosi falli che fanno fioccare le ammonizioni in casa Avellino (Paghera, D’Angelo e Ardemagni), è vibrante per i continui capolgimenti di fronte che non producono però alcuna rete. Si va al riposo sul giusto risultato di parità.

Nessun cambio ad inizio ripresa, ma l’Avellino sembra più battagliero e volitivo riversandosi subito in avanti e al 49esimo trova il vantaggio: batti e ribatti al limite dell’area spallina, la palla finisce sui piedi di Migliorini che la rinvia in avanti innescando Eusepi che, partito da dietro, sorprende la difesa biancoazzurra e fa secco con un bel tocco di esterno Meret in uscita. Tripudio sugli spalti e festa grande in campo. Il pubblico del Partenio carica la squadra biancoverde che con personalità prova a piazzare anche il colpo del ko con un tiro a giro di D’Angelo che finisce di poco alto sulla traversa. Il tecnico degli ospiti non ci sta e prova a giocarsi la carta Floccari, al posto di un opaco Zigoni, che subito impegna Radunovic con una girata da sottomisura. La Spal ci prova, aumenta il ritmo, ma l’Avellino si difende con ordine; Novellino inserisce Bidaoui per l’ammonito Paghera, poi alla mezz’ora getta nella mischia anche Castaldo per uno stremato Eusepi (ottima la sua prova per caparbietà, spirito di sacrificio e goal) e infine Jidayi per un instancabile Laverone.

Ultimi minuti con la Spal all’arrembaggio, ma i lupi con un’ermetica difesa a 5, si difendono con grinta e ripartono in contropiede con Bidauoi, Castaldo e Ardemagni che vanno anche vicini al raddoppio. Non bastano i sei minuti di recupero agli ospiti per agguantare un pari che sarebbe stato un regalo eccessivo. Vince con merito l’Avellino che ritrova quello spirito battagliero che al triplice fischio della gara di Terni i circa 800 tifosi accorsi in terra umbra avevano chiesto a gran voce.

Neppure il tempo di godersi la vittoria che lunedì sera si ritorna subito in campo contro la capolista Frosinone. Partita difficile anche per le sicure assenze di Paghera e Ardemagni, che saranno squalificati, ma con questo spirito e questa cattiveria nulla è impossibile…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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