Reggiani a lezione di civiltA� sportiva. La serie va a gara 7

L'MVP Joe Ragland

L’MVP Joe Ragland

C’A? il risultato sportivo. Straordinario. La Scandone pareggia la serie e si giocherA� tutto nella gara di lunedA� sera al Palabigi. Reggio Emilia A? forte, ha grandi campioni. Kaukenas fa una delle partite migliori della sua carriera tirando col 75% dal campo e giocando con una freschezza atletica da ventenne. 24 minuti di pura classe che perA? non bastano a Menetti per riscrivere il destino segnato dello scontro tra reggiani e avellinesi: si va a gara 7. Le squadre hanno entrambe fatto valere la legge del proprio palazzetto. Nessuna delle due formazioni ha ceduto nulla in casa. Ma con dei distinguo sotto gli occhi di tutti. In gara 5 (ma era accaduto anche in gara 1 e 2), i tifosi reggiani si sono resi responsabili di lancio di oggetti in campo. Lancio continuo e sistematico. Non a palla ferma, ma quando Avellino era in attacco. Tanto da far indispettire anche i commentatori Rai e Sky presenti al Palabigi. Gara 6 partiva sotto questi tristi auspici e probabilmente tutti si aspettavano la replica a parti invertite di quanto accaduto a Reggio Emilia. Ed invece il pubblico avellinese haA�scritto una delle pagine piA? belle dello sport inteso come fair play. E non per quei dodici reggiani in campo e neppure per quei venti reggiani sugli spalti. Ma per la societA�, per i giocatori biancoverdi e per la dignitA� di tutto il popolo irpino.A�Non una carta A? caduta sul parquet, neppure un coriandolino piccolo piccolo. Grande lezione di stile per il pubblico reggiano. Grande lezione di stile anche per chi, giornalista di una testata emiliana, ha cercato di fomentare la piazza inventandosi di sana pianta una storia fatta di spray urticanti e alabarde spaziali.

Il tabellone dell'incontro

Il tabellone dell’incontro

Tornando al basket giocato, Avellino parte contratta. La partita A? decisiva e basterebbe poco per lasciarsi sfuggire la serie dalle mani. Reggio Emilia, come giA� accaduto in gara 5, chiude gli spazi nel pitturato raddoppiando sistematicamente i lunghi biancoverdi. E’ soprattutto Buva a soffrire questa pressione giocando una delle partite piA? brutte del campionato. Reggio sembra scappare negli ultimi minuti del secondo quarto. Ma una palla recuperata da un grandeA�Leunen su una rimessa avversaria fa rientrare Avellino che chiude in pareggio (35 a 35) e va negli spogliatoi con l’inerzia della partita a favore. Pronti via e Joe Ragland decide che la serie non debba finire stasera. Entrato negli spogliatoi con zero punti a referto fa 12 nel terzo e 11 nel quarto quarto diventando il miglior realizzatore dell’incontro e naturale MVP della partita.

Nella polvere

Buva soffre maledettamente i raddoppi reggiani e troppo spesso si fa anticipare o soffiare la palla quando inizia il palleggio spalle a canestro. La sua pessima partita A? perA? frutto di una grande difesa imbastita da coach Menetti. Sarebbe opportuno sfruttare maggiormente il gioco perimetrale privilegiando lo scarico e le linee di passaggio verso l’arco.

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Striscione in Curva Sud

Gentile era stato uno dei fattori di tutte le vittorie di Reggio Emilia. Uscire dalla panchina con quell’impatto sul gioco dei compagni significava essere valore aggiunto di una squadra giA� fortissima. Purtroppo stasera dopo cinque minuti di gioco si infortuna ad una gamba. Non riesce neppure a rientrare negli spogliatoi senza l’aiuto del medico della squadra. Auguri di pronta guarigione.

Della Valle fa cose egregie. Poi perA? prova un paio di volte a penetrare facendo le sue classiche sceneggiate reclamando falli laddove non ce ne sono. Gli arbitri non ci cascano e lui si spegne. Se invece di fare teatro giocasse come sa fare non ce ne sarebbe per nessuno. Stasera piA? bello che decisivo.

Sull’altar

Ragland A? indiscusso MVP della partita. Fa una cosa semplice solo per i campioni di questo sport. Prende per mano Avellino e decide di vincere la partita praticamente da solo. I tifosi biancoverdi ringraziano chi a stagione inoltrata decise di prendere il play ex Milano. GiA� allora sembrA? una buona decisione. Col senno di poi A? stato il miglior acquisto della stagione.

Green torna ad essere il play che tutti conosciamo. 9 assist, una tripla e qualche buon arresto e tiro per una partita non da protagonista ma da vero leader della quadra. Soffre molto meno i pariruolo reggiani anche perchA� Nunnally si fa carico di portare la palla nella metA� campo reggiana quando il piccolo play USA non riesce a liberarsi del proprio marcatore sulla rimessa.

Ricky Cervi sulla palla a due

Ricky Cervi sulla palla a due

Cervi A? oggi pivot a tutto tondo. Con Buva spento e opaco prende sulle spalle l’onere di essere l’arieteA�dell’attacco irpino. Gioca 30 minuti di grande sostanza sbagliando pochissimo e pulendo il pitturato con i suoi taglia fuori e con un paio di stoppate di grande qualitA�. Aggiungere a questo 16 punti, 8 rimbalzi e solo un libero sbagliato e si ha contezza della prestazione piA? che eccellente del giocatore irpino.

Veikalas e Acker sono finalmente decisivi. Il primo penetra, apre la difesa avversaria. Il secondo punisce con una tripla e con precisione chirurgica dalla linea della caritA�. Assieme a Ragland (schierato per lunghi periodi nel ruolo di guardia) danno quel qualcosa in piA? che poi risulta decisivo nei momenti caldi del match. Un buon biglietto da visita per gara 7.

Pini non A? giocatore spettacolare. Ma quando il fisico e la forma lo sostengono A? uomo di grande sostanza. Non a caso il suo plus minus A? il terzo tra gli avellinesi. Meglio di lui sono Acker e Cervi. Stasera riesce ad essere determinate soprattutto in difesa. Grande prestazione anche se con un minutaggio ancora basso.

Ed ora gara 7. Reggio Emilia potrA� sfruttare il vantaggio di giocare in casa avendo praticamente tutto il palazzetto a favore. La lega dovrebbe fare qualcosa da questo punto di vista. Se non in questa stagione, almeno in quelle a venire. E’ assurdo che i tifosi ospiti non possano seguire la propria squadra perchA� il Palabigi non puA? contenerne piA? di 50. PiA? che una ingiustizia A? innanzitutto una immensa tristezza. L’impressione A? che si faccia poco da questo punto di vista, tra l’inerzia delle societA� e le amnesie della lega.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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