Riflessioni post derby

curva sud

L’inaspettato e clamoroso KO rimediato contro la Salernitana ha avuto notevoli strascichi polemici in casa Avellino. Qualcuno ha addirittura ipotizzato una combine: tutte sciocchezze! Le verità sono altre e da adesso ognuno adempia al proprio dovere come sa, può e deve!    

La ferita è ancora fresca. E vivo è il ricordo di chi l’ha inferta…

Ma occorre reagire e subito. Trovare la cura, il rimedio per risanare uno strappo profondo che l’incredibile sconfitta in rimonta rimediata nel derby contro la Salernitana domenica pomeriggio ha provocato tra tifosi, squadra, allenatore e società biancoverde.

Troppe le cose che non sono andate giù alla piazza irpina: innanzitutto il modo con cui è maturato il 2 a 3, le cervellotiche scelte tecnico-tattiche di mister Novellino, l’atteggiamento in campo di gran parte dei calciatori, la gestione della settimana pre derby (fatta di feste e celebrazioni varie) nonché quella degli accrediti e dei biglietti da parte della società, il silenzio dietro al quale si sono nascosti gli artefici di questa debacle…

Certo, è difficile cancellare l’onta subita: i cugini granata si sono ripresi con gli interessi anni di delusioni e amarezze raccolte al Partenio (inutile ricordarle in questo momento) e 24 anni dopo il goal di Breda al 76esimo, ritrovano una vittoria inaspettata nel punteggio e nel modo: sotto di due reti a 20 minuti dalla fine, Rodriguez, Sprocati e Minala hanno compiuto una rimonta a dir poco entusiasmante scrivendo una pagina che resterà indelebile nella storia del club granata e di questa sfida campana.

Ed è questo che ha reso più amaro il post gara. Ma a mente fredda va detto che tutto il match è stato gestito male, a partire dalle tante chiacchiere fatte in settimana, la distrazione della sponsorizzazione Ceres, l’immotivata superbia con cui si è scesi in campo e con cui ci si è comportati dopo il 2 a 0, le scene da far west del finale… elementi che dovrebbero far riflettere un ambiente malato ormai da decenni, che anziché ricordare sempre da dove si è ripartiti e grazie a chi, cerca alibi per sentire meno il bruciore di un ko che, inutile negarlo, farà male probabilmente per anni. Quello avellinese è un ambiente che dovrebbe farsi un bel bagno di umiltà, togliendosi di dosso la spocchia del “tutto ci è dovuto” in nome di una storia ormai ingiallita, che resta uno splendido ricordo ma nulla più… se veramente si vogliono rivivere i fasti del passato bisogna capire che occorre cambiare rotta.

A partire dai continui ed immotivati attacchi ad una società che avrà mille difetti, ma che nel bene o nel male (e questi sono ovviamente punti di vista), sta tenendo a galla una squadra tra i professionisti con più lodi che infamie e che dunque non merita ogni qual volta si perde una gara di essere infangata con presunte ipotesi di combine in nome del Dio Denaro. Ma come si fa a credere che il risultato di Avellino – Salernitana possa essere stato pilotato? Ma ci rendiamo conto di quanti e quali rischi, incastri, aggiustamenti, combinazioni di fattori entrano in gioco per rendere possibile un simile diabolico piano? La verità è che dopo il fortunoso 2 a 1, la Salernitana ha preso coraggio, l’Avellino ha cominciato ad avere paura e si è schiacciato indietro anche a causa di alcuni cambi non azzeccati e dell’impatto negativo dei calciatori subentrati; i granata hanno preso coraggio ed hanno avuto la bravura e la fortuna di trovare prima il pari e infine il goal vittoria con la complicità di una squadra completamente in bambola che troppo frettolosamente aveva pensato di aver archiviato la gara. Questa è la verità… inutile ricercare colpe singole e ipotizzare cose assurde. La colpa è di tutti, nessuno escluso, compresi quei tifosi che già dopo il 2 a 1 avevano cominciato a “gufare”.

Il calcio non è una scienza esatta: si può vincere e si può perdere contro chiunque. Questa è la sua bellezza, ma anche la sua dannazione. Quindi basta cercare alibi, basta con le false o presunte verità, basta polemiche sterili e inutili, basta coi rumors infondati e puerili… Il campo ha emesso il suo verdetto: bisogna accettarlo e andare avanti. C’è un intero campionato da disputare, ci sono altre 32 partite da giocare nelle quali tutti si aspettano di vedere un Avellino più quadrato, capace di gestire le partite, in grado di gettare il cuore oltre l’ostacolo, combattivo, aggressivo, tenace, mai domo, esattamente come i suoi tifosi. Una squadra capace di regalare al suo popolo la permanenza in cadetteria per il sesto anno consecutivo e magari anche qualcosina in più…

A Novellino dunque il compito di aggiustare i meccanismi (specie difensivi) della squadra e inculcare la giusta mentalità ai suoi uomini facendo loro superare questo psicodramma senza conseguenza alcuna; alla società l’incarico di programmare già il futuro pensando a ciò che si potrà fare nel mese di gennaio per rendere ancor più competitiva la rosa e ai tifosi la delicata e gravosa mansione di sostenere la squadra già a partire dal difficile match di sabato contro il Pescara senza credere più alle sciocchezze che qualcuno mette in giro per continuare ad avere un briciolo di notorietà e presunta credibilità in questa provincia…

Un ultimo pensiero ai tifosi e ai giornalisti salernitani che in questi giorni si sono giustamente divertiti alle spalle del popolo calcistico irpino sbeffeggiandolo anche in maniera piuttosto becera e offensiva: senza stare a rimarcare le palesi differenze sportive tra l’US Avellino 1912 e  l’US Salernitana 1919, diciamo solo di riflettere su un noto proverbio arabo che dice: “Sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani credendo di aver vinto. Ma i leoni rimangono leoni e i cani rimangono cani”. Noi siamo lupi, ma lo spirito è quello dei leoni, non lo dimenticate mai…   Feriti, ma non morti, tutti insieme rialziamo la testa: fuori gli artigli!

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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