Ripresa da applausi, l’Hellas doma una modesta Samp

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Il Verona torna al Bentegodi dopo la batosta di Milano (sponda Inter) per la prima delle due gare interne sulla carta tutt’altro che impossibili che la possono proiettare ancora più in zona Champions League. A rovinare i sogni di gloria ci prova la Sampdoria, reduce da due vittorie consecutive contro Livorno ed Atalanta per nulla convincenti, ma che hanno dato ossigeno puro alla traballante panchina di un Delio Rossi sull’orlo dell’esonero.

La serata è splendida per una partita di calcio, ventilazione ideale e manto erboso perfetto come non si vedeva da anni nella città scaligera. Ottima l’affluenza di pubblico, in totale sono presenti quasi ventimila spettatori per spalti decisamente gremiti da parte veronese, mentre gli ospiti sono non più di duecento.

Decisamente sorprendenti le formazioni iniziali: il mister doriano sceglie Eder e Gabbiadini in attacco, in panca il laterale De Silvestri e soprattutto capitan Palombo, mentre l’Hellas rinuncia ai suoi uomini più in forma, Iturbe e Romulo, per i finora poco utilizzati Albertazzi e Laner. Halfredsson vince il ballottaggio con Donati, Gonzalez prende il posto dello squalificato Moras, l’unica punta è sempre Luca Toni, Cacia mastica amaro e si siede in panca per l’ennesima volta in stagione.

Bello l’applauso doriano ai gialloblu all’ingresso delle squadre in campo, il gemellaggio tra le due tifoserie è storico ed è sempre un piacere, per chi è allo stadio, assistere a questi episodi di “fratellanza” a dispetto di tutto e di tutti.

Ritmo blando in avvio, ma alla prima fiammata il Verona rischia di passare, con Gomez che sbaglia un facile stop a pochi passi da Da Costa. Ancora il folletto argentino un minuto dopo incespica sul pallone e si divora un gol fatto, non approfittando di una scivolata di Mustafi che gli lascia un’autostrada libera verso il portiere genovese.

Un paio di minuti dopo, su cross dalla sinistra, è Cacciatore ad alzare di testa da pochi passi.

Tre occasioni in sette minuti cominciano a diventare un pericoloso campanello d’allarme per la squadra ligure, ma due tiri di Gabbiadini in un minuto (il secondo lambisce il palo a portiere battuto) fan capire che la partita si può sbloccare da un momento all’altro da entrambe le contendenti.

Al quindicesimo Toni è fermato da un sospetto fuorigioco, al ventesimo è Eder a meritarsi il primo giallo della serata per un brutto fallo su Jorginho. Un minuto dopo è Laner a sprecare un pericoloso contropiede, sbagliando l’appoggio per uno smarcato Toni al limite dell’area. Al ventiduesimo Martinho sembra Tomba, viene platealmente steso al limite dell’area. La punizione è battuta in modo magistrale, uno schema perfetto che serve Gomez davanti al portiere: sulla battuta a rete è bravo Costa ad immolarsi in scivolata salvando un gol già fatto.

La partita si spegne, per un buon quarto d’ora regna la confusione e tantissimi passaggi sbagliati, fino al quarantesimo quando Laner spreca un altro contropiede veronese in netta superiorità numerica servendo l’unico compagno in fuorigioco.

E’ l’ultima pseudo occasione del primo tempo, giusto il pari a reti bianche che manda le squadre negli spogliatoi; serve il folletto Iturbe al Verona per accendersi, anche il focoso pubblico gialloblu lo richiede a gran voce nell’intervallo.

La ripresa sembra cominciare come è finito il primo tempo, clima soporifero, ma ancora una volta Toni spezza la partita: Juanito controlla palla sulla destra e chiede l’uno-due a Luca Toni, che serve millimetricamente il tornante sulla corsa: dal dischetto l’attaccante non ha difficoltà a battere di sinistro l’incolpevole Da Costa.

Ti aspetti la reazione doriana ed invece è il Verona, ora “sbloccato”, a cercare con più insistenza il raddoppio, legittimando così di fatto il vantaggio fino a quel momento immeritato. La Doria si spegne del tutto, davvero poca cosa quest’anno, anche perché mister Rossi ci mette del suo a peggiorare le cose sostituendo Gabbiadini, l’unico in grado di rendersi pericoloso, con un evanescente Pozzi.

Al ventesimo Romulo sostituisce il tignoso Laner e l’Hellas a quel punto domina ancor più a centrocampo, controllando il match senza correre alcun pericolo. Un gol annullato a Toni per un giusto fuorigioco al ventiseiesimo così come l’ingresso in campo di Donati ed Iturbe un minuto dopo (al posto di Gomez e Martinho) regalano scrosci di applausi e la sensazione che il Verona possa dominare neiminuti finali ancor più i remissivi blucerchiati.

E’ il preludio al meritato raddoppio. Da posizione decentrata Toni infila sul palo più lontano l’estremo difensore doriano, dopo aver clamorosamente ciccato la stessa sfera qualche attimo prima dal dischetto del rigore, servito da una magica “pennellata” di Donati. Lo stadio si inchina a re Toni, ed un assordante “Luca – Luca – Luca” si alza da ogni ordine di posti.

L’Hellas sfiora più volte il terzo gol, solo Da Costa e un po’ di imprecisione dei gialloblu fissano il risultato sul doppio vantaggio, risultato che va anche troppo stretto agli scaligeri per quanto hanno saputo costruire nella dominata ripresa.

I tre punti, grazie alla vittoria del Napoli sulla Fiorentina, regalano un sorprendente quarto posto ai gialloblu che domenica affrontano in casa il Cagliari e possono così consolidare ancor più la strabiliante ed inaspettata posizione in classifica.

About Matteo Brama

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.