Rogers in solitaria: a lui la tappa di Savona

 

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Un brillante Michael Rogers si aggiudica l’undicesima tappa del Giro d’Italia: lo scatto a venti dalla fine regala infatti all’australiano la prima vittoria italiana in carriera, in una tappa dove l’arrivo di una fuga era ampiamente pronosticato.

Una fuga che arriva dopo vari tentativi e che vede protagonisti quattordici corridori, mai troppo collaborativi fra loro e per questo in gran parte ripresi a trentacinque chilometri dalla fine. I fuggitivi che hanno provato a resistere per più tempo all’avanzare del Gruppo, ovvero Georg Preidler e Stephen Roche, hanno potuto sfruttare la scia di uno scatenato Julian Arredondo, scattato all’inizio del “Naso di Gatto” con lo scopo di guadagnare quanti più punti possibile nella classifica della Maglia Azzurra, della quale è leader.

Raggiunto l’obiettivo di giornata, il colombiano rallenta per far sì che parte degli atleti che ancora non si sono ricongiunti col gruppo possano raggiungerlo e collaborare per incrementare il vantaggio di un eventuale nuovo attacco. Franco Pellizzotti, Georg Preidler, Pierre Rolland, Edoardo Zardini, Alberto Losada e Julian Arredondo arrivano dunque a formare il sestetto di testa, venendo però ripresi dopo pochi minuti da un Gruppo tirato incessantemente dagli Androni-Venezuela.

La gara sembra tranquilla e si appresta apparentemente ad un arrivo in volata, quando Michael Rogers rompe gli indugi e parte da solo sulla discesa finale. Anche grazie alle spiccate doti da cronoman (ex Campione del Mondo in questa specialità), l’australiano riesce a trasformare quella che appariva come un’innocua accelerazione in una grande azione, arrivando a guadagnare quaranta secondi nei primi cinque chilometri per mantenerli praticamente fino al rettilineo finale, al termine del quale alza le braccia al cielo davanti a Simon Geschke ed Enrico Battaglin.

La giornata di corsa non è però stata animata solamente dagli scatti dei corridori, poiché parecchie polemiche hanno fatto e stanno facendo discutere all’interno dell’ambiente ciclistico. A parere di Gianni Savio, direttore sportivo della Androni, la BMC sarebbe “colpevole” di aver provato a persuadere i suoi uomini a non tirare, al fine di far rientrare in Gruppo corridori precedentemente caduti fra i quali Steve Morabito, gregario numero uno di Cadel Evans. La squadra italiana non ha evidentemente perdonato agli statunitensi l’attacco di Evans nella tappa di Montecassino, dove l’australiano era l’unico big a non essere rimasto vittima della caduta generale.  Poiché è palese come quel giorno l’azione della BMC fosse legittima, non possiamo che classificare gli attacchi di Savio come tentativi di infastidire gli avversari, team che evidentemente ha lasciato una cattiva impressione al dirigente torinese in seguito ai fatti di qualche giorno fa.

La Corsa Rosa comunque continua, dandoci appuntamento a domani con una cronometro che può rivelarsi davvero importante in termini di classifica.

W il Giro!

Jacopo Brama

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Jacopo Brama nasce il 28 luglio 1998. Fin da piccolo manifesta un' infinita passione per l'Inter e per il calcio in generale, pur apprezzando anche ogni altro tipo di sport. D'estate non c'è trattativa di calciomercato a lui sconosciuta, a costo di sfondare abitualmente il limite di dati internet del cellulare... Amante della musica, vive nell' affascinante Verona, dove frequenta il liceo classico, ma se gli chiedete quale sia il luogo più bello per lui, non ha dubbi: San Siro, Curva Nord.

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