Rudi, una marcia da scudetto

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La Roma di Rudi Garcia alla 30sima giornata ha collezionato 68 punti, gli stessi punti della Juve capolista lo scorso anno, considerando la partita da recuperare quasi per intero (80 minuti col Parma) potrebbero essere addirittura di più. Due anni fa il Milan era primo con 63 punti mentre l’anno precedente era sempre primo il Milan ma con un punto in meno. Lo scorso campionato, disastroso sicuramente, la Roma concluse a quota 62, con 18 vittorie e 12 sconfitte, 71 gol fatti e ben 56 subiti. Il parallelo con la squadra di quest’anno è sicuramente improponibile considerando il lavoro del tecnico francese. Sicuramente gli acquisti di Sabatini hanno portato qualcosa in più a questa squadra rispetto a quella di Luis Enrique e quella di Zeman (che comunque avevano Osvaldo, Lamela e Marquinos). Quest’anno vediamo un team compatto, sicuro e tenace nel gioco e nella continua ricerca della vittoria come ieri sera, combattivi fino all’ultimo minuto di recupero. Guardando il tabellino finale con un possesso palla del 68% a favore della Roma, dieci tiri nello specchio della porta granata contro i 2 del Torino, 27 cross nell’area degli uomini di Ventura (loro solo 7) e 7 angoli (a 2) a favore dei giallorossi, non ci si aspettava che ci volessero 92 minuti per portare a casa i tre punti, ma alla fine l’importante era vincere per consolidare il secondo posto aspettando il risultato del Napoli a Catania stasera. Un plauso particolare a Maicon autentico mattatore e trascinatore, complimenti a tutti eccetto Ljajic come al solito inconcludente ed addirittura indisponente quando è andato a togliere la battuta del calcio di punizione procuratosi da Pianjc. Abbiamo visto per la prima volta Toloi e possiamo dare un voto positivo il suo esordio, malgrado il gol di Immobile, vista la personalità mostrata in campo, tentando addirittura una conclusione dalla distanza. Ora aspettiamo notizie da Pallotta sul nuovo stadio.

 

Paolo Vavassori

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Nato a Bergamo, classe 1967 (la stessa di Roby Baggio e scusate se è poco). Leggo la stessa anche di Gigi D'Alessio (scusate e basta). Da piccolo gioca a calcio ed è una promessa (con se stesso). Ripiega da subito su sport più statici per passare ben presto allo sport parlato e scritto. Folgorato dalla stella Maradona che conosce di persona (conserva gelosamente una fotografia ricordo dell ' 89 che lo ritrae con il Pibe a ricordo anche della propria capigliatura). Folgorato molto prima dalla Dea Atalanta che segue da sempre e continuerà a seguire (sempre più spesso dal divano di casa). Appassionato di golf e fotografia ha come sogno quello di poter fotografare una partita di serie A da bordo campo con la sua mitica Canon (ma ci stiamo lavorando).