Rush

RUSH

Rush, finalmente un film sulla Formula Uno! Ea�� la prima cosa che ho pensato, con giustificato entusiasmo, quando per la prima volta diedi una��occhiata al trailer. Da appassionato di F1 e di cinema, in un periodo dove le pellicole da ricordare scarseggiano, ero prontissimo a dare una��opportunitA� a questa creazione firmata Ron Howard.

La��invecchiato Richie Cunningham di Happy Days ha dato alla luce lavori di grande impatto ,A�in particolareA�quando si trattava di raccontare eventi realmente accaduti, cogliendo nel segno soprattutto con Apollo 13A� ( inserito nella lista stilata dal NYT tra i migliori 1000 film di sempre) e Frost/Nixon: il duello.A�Si ma cosa ne poteva sapere del Far West della Formula Uno degli anni a��70, di Hunt, di Lauda della Ferrari e della McLaren?

La risposta la��ho avuta in sala: un film che racconta in maniera emozionante due vite parallele ma totalmente diverse, divise tra la pista (e una costante vicinanza alla morte) e la vita privata tutta��altro che semplice.A�I protagonisti sono James Hunt (interpretato da Chris Hemsworth) e Niki Lauda ( Daniel Bruhl). A�Il primo, inglese, A? il classico sciupafemmine che alle gare alterna belle donne, sigarette e alcool, mentre la��austriaco A? freddo, riservato e occupa la maggior parte del suo tempo a lavorare sulla macchina che vuole perfetta in pista.

Come evidenziato nel film, giA� dai tempi della Formula 3 i due battagliavano senza esclusione di colpi, ma il culmine della loro rivalitA� si raggiunge nel 1976, quando Hunt (su McLaren) tentava di strappare il titolo a Lauda (su Ferrari) a sua volta alla ricerca del bis iridato.A�La��evento centrale della vicenda A?, ovviamente, il pauroso incidente di Niki Lauda al Gp di Germania, quando aveva 31 punti di vantaggio sul rivale e sembrava avviarsi senza problemi alla conquista del titolo. La sua 312-T2, dopo aver sbandato, impatta a bordo pista e va in fiamme; dopo alcuni minuti di agonia, grazie soprattutto al coraggioso intervento dei piloti Merzario, Edwards,Ertl e Lunger, Lauda viene estratto dalle lamiere in fin di vita. Per la cronaca, lo stesso austriaco si era fatto promotore di una riunione pre-gara per annullare la corsa vista la pericolositA� della pista in quelle avverse condizioni atmosferiche, ma non venne ascoltato.

Il film racconta in maniera cruda e precisa la lotta tra la vita e la morte di Niki in ospedale, tra i polmoni da ripulire e un viso cancellato dalle fiamme, il tutto mentre Hunt recuperava punti in graduatoria.A�Ma la tenacia del ferrarista fu tale che, appena 42 giorni dopo aver ricevuto addirittura la��estrema unzione, tornA? in pista tra la��euforia dei ferraristi, i dubbi del resto del circus e il parere negativo dei medici; il suo quarto posto a Monza fu incredibile, conquistato con la rabbia di chi non voleva mollare.

La��epilogo sul circuito giapponese del Fuji, sotto il diluvio e con appena tre punti che dividono i due contendenti. Lauda, non solo macchina perfetta ma anche uomo con le sue giustificate paure, dopo due giri si ritira a causa delle condizioni avverse, lasciando ad Hunt il titolo mondiale (che artiglierA� dopo un convulso finale grazie al terzo posto, utile ad assicurargli i punti necessari).A�Quello sarA� anche la��ultimo atto di una rivalitA� storica: il britannico correrA� solamente per altre tre stagioni, vittima di una��inesorabile declino (che lo porterA� alla morte nel 1993 causa attacco cardiaco) , mentre la��austriaco riuscirA� a conquistare altri due titoli mondiali.

Due vite al massimo, rese perfettamente sul grande schermo anche dai protagonisti: Chris Hemsworth, il Thor che posa il martello e sale su una McLaren, e soprattutto Daniel Bruhl, attore tedesco di grandissimo talento che si fece conoscere grazie al meraviglioso Goodbye Lenin (se ancora non la��avete fatto, guardatelo, ne vale la pena) e si distinse anche nel tarantiniano Bastardi senza gloria. Da sottolineare anche la presenza di Pierfrancesco Favino nel ruolo di Clay Regazzoni, compagno di Niki alla Ferrari.

In definitiva, Rush coglie nel segno e si farA� amare da tanti: chi ha vissuto quella rivalitA�, chi ha voglia di scoprirla, e chi semplicemente (anche se totalmente estraneo al mondo delle corse ) vuole emozionarsi con il racconto di due uomini totalmente diversi, che per lavoro e passione sfidavano la morte con i loro bolidi.A�Due uomini con le loro forze e le loro debolezze, che non potevano fare uno a meno della��altro, simboli di una Formula Uno che non esiste piA?, che ha perso quel fascino e i campioni di quel calibro. Qualcuno di voi paragonerebbe Vettel o Alonso a Lauda e Hunt?

 

Daniele Serra

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Daniele Serra nasce a Cagliari nel 1982 d.C. , sull ’isola più bella del mondo. Nel cassetto (chiusa bene) una triennale in lettere guadagnata con la tesi “Parola di Ultras – un’analisi linguistica degli striscioni delle tifoserie calcistiche italiane”. Ama scrivere, il buon cinema, le corse in riva al mare e con la palestra cerca di mantenere in condizioni accettabili la sua carcassa. Da sempre cagliaritano, nel bene e nel male.