Sacripanti: da Panama ad Avellino

Slide-Pino-Sacripanti1E tanto tuonA? che piovve. Avellino ha finalmente il nuovo head coach. Scelta difficile visto che l’ultimo allenatore fortemente voluto dalla societA� non aveva affatto onorato le aspettative della cittA�. L’esperienza di Vitucci in terra irpina, conclusasi in maniera tanto ignominiosa, era iniziata con tutti i buoni auspici. Coach di livello, reduce da annata esaltante a Varese. Avellino arrivA? a dover pagare un buy out piuttosto alto per avvalersi della capacitA� dell’allenatore veneziano. La storia ha dimostrato quanto quella decisione, sulla carta ottima, si sia rivelata in realtA� improvvida sia per il coach stesso che per la societA� e la tifoseria avellinese. Dopo un anno tormentato, il secondo doveva essere quello della svolta, quello delle scelte “fatte da me e non piovutemi addosso”. Ed A? stato, come ricordano in molti in cittA�, l’anno dei CadouganA�al posto dei Lakovic, che per caritA�, ci puA? anche stare. Salvo poi accorgersi di aver preso un play di riserva che non riesce neppure ad arrivare al canestro quando tira dall’arco ed A? imbarazzante in quanto a condizione fisica seppur, bisogna ammetterlo, motivatissimo e sempre pronto a scendere in campo.

Ma questo era il passato. Ora c’A? la firma di Pino. Galantuomo e soprattutto uomo di grande carattere. Uno che nella vita non si A? mai tirato indietro fin da quando a trentanni gli affidarono la prima squadra a CantA?, lui che a CantA? A? nato. E proprio in terra lombarda ha le sue piA? grandi soddisfazioni vincendo il titolo di miglior allenatore di serie A nel 2002 e facendo di CantA? una bellissima realtA� del nuovo millennio dopo qualche anno di appannamento susseguente a terremoti societaria piA? o meno forti e allo choc per laA�funesta morte del giovane Enrico Ravaglia, promessa del basket italiano che scompare all’etA� di 23 anni a causa di un incidente stradale.

Gli anni a CantA? sono tutti (o quasi) da incorniciare,A�cosA� come quelli a Pesaro e poi a Caserta. E’ proprio a causa di questa lunga esperienza come allenatore dei bianconeri che parte del pubblico avellinese guarda con scetticismo a questo arrivo. Ma piuttosto che avere un “sindaco” ad inizio stagione per poi declassarlo a brocco, preferiamo avere un uomo qualsiasi che ammette candidamente i suoi limiti: quando Corrado gli affidA? la prima squadra a CantA? era spaventato. Il fratello gli fece ascoltare la canzone “Panama” di Ivano Fossati e lui cosA� si convinse ad accettare. Ci permettiamo di dare un consiglio. Riascoltare la canzone stando attento soprattutto alle frase “di trafficanti e rifugiati ne ho giA� piena la vita”. Siamo sicuri che gli sarA� d’aiuto ad Avellino piA? di quanto gli sia stata d’aiuto a CantA?. In bocca al lupo coach Pino.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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