Sacripanti: “Tutto come previsto”. Avellino cala il poker casalingo.

14881780_10207451944793537_831771161_oMai facile affrontare una neo promossa. I giocatori avversari sentono l’euforia della piazza e corrono a mille. I tifosi affrontano trasferte lontanissime pur di sostenere la propria squadra. A questo aggiungeteA�la necessitA� di allestire un roster di esperienza e avrete la Leonessa Brescia. Una squadra di giocatori scafati, non nuovi a calcare i parquet italiani e tutto fuorchA� arrendevoli. C’A? Vitali, c’A? Moore, c’A? Landry e c’A? un certo Moss, non piA? giovanissimo ma con le mani sempre molto educate.

L’altra faccia della medaglia la svela Pino Sacripanti nel post partita. Conoscere praticamente tutti i giocatori di Brescia ha consentito di preparare al meglio la partita. Tutto previsto dal coach irpino. Fermi Luca Vitali e fermi l’80% delle azioni bresciane. Pressione sul giocatore asfissiante, raddoppi quando tenta di penetrare e interferenze sulle linee di passaggio. CosA� si vince una partita. Avellino batte Brescia 92 a 79, non soffre e puA? giA� guardare al prossimo impegno di coppa.

Ovviamente i valori in campo sono diversi. Ma Avellino sta continuando il tour de force che la obbliga a giocare ogni tre giorni. La stanchezza si sente e c’A? l’esigenza di far ruotare i giocatori in panchina. Green e Leunen, su tutti, hanno bisogno di riposare visto che fino ad ora hanno portato la carretta quando i compagni sono venuti meno per i piA? disparati motivi. C’era da vedere anche l’impatto che avrebbe avuto Thomas sull’incontro dopo che, come dice Sacripanti, nel match casalingo di coppa, si era fatto “20 minuti di bella panchina” per non aver capito come entrare nell’ingranaggio degli schemi Sidigas.

Ragland A? una grande giocatore. Unico neo, prima di parlare della buona prestazione offensiva, la sua poca intensitA� difensiva che in piA? di un’occasione ha portato punti facili per gli avversari e malumore tra i compagni. Dall’altro lato del campo, perA?, si A? fatto piA? che perdonare. 11 assist,17 punti e 27 di valutazione.

Migliore in campo

Finalmente Thomas. Dopo qualche opaca prestazione di inizio campionato e il leggero infortunio che aveva condizionato le ultime uscite dell’ala piccola irpina, oggi Adonis riscatta e cancella quanto di brutto fatto fino ad ora. 19 punti, 3 assist, 5 rimbalzi, 21 di valutazione, 50% con palla in movimento e 100% dalla linea della caritA�.

Peggiore in campo

Obasohan continua a litigare col canestro. Bravo a difendere non lo A? mai stato e spesso si fa sorprendere a commettere falli sull’avversario che l’ha surclassato col primo palleggio. I suoi 15 miseri minuti di utilizzo rischiano di costargli il posto nel roster iniziale. C’A? Randolph che scalpita. Vale lo stesso discorso fatto con Thomas nelle scorse settimane. Sacripanti lo ha fatto capire chiaramente. Chi non gioca bene sta in panca. Qualunque sia il suo nome.

La bestia nera

Luca Vitali i tifosi di Avellino lo ricordano bene. Le sue squadre fino allo scorso anno non avevano mai perso in casa contro gli irpini. E fuori casa, al Paladelmauro, il giocatore aveva sempre fatto sudare le proverbiali sette camicie agli avversari. C’era bisogno di attenzione. C’era bisogno di costruire attorno a Vitali e al suo gioco una gabbia. PiA? che gli altri 4/5 della squadra, a Sacripanti premeva fermare questo unico giocatore. Fermato questo la partita A? andata sul binario che la Sidigas aveva immaginato. Tenere vitali al 50% da due punti, impedirgli il tiro da tre (un tentativo fallito) e limitarlo a soli 5 assist A? stato il capolavoro tecnico del coach irpino.

Offerte speciali

14923888_10207451945833563_529542011_oLa nostra avversione sugli ingressi scontati al palazzetto A? risaputa. Ad occhio, il palazzetto non sembrava pieno neppure stasera nA� tantomeno l’affluenza A? sembrata in grande aumento. Nei prossimi giorni, i dati ufficiali ci smentiranno o confermeranno la nostra sensazione. Tra l’altro, con la squadra che vince e convince, non avremo mai la controprova di ciA? che andiamo dicendo da anni. I tifosi che non fanno l’abbonamento vengono a vedere la partita solo se la squadra va bene e verrebbero anche con il biglietto a prezzo pieno. Scontare l’ingresso serve solo ad umiliare chi ha scelto di abbonarsi a scatola chiusa e venire al palazzetto con la pioggia e con il sole, con la Juve su SKY o con l’Avellino calcio in contemporanea. Ma ovviamente sono nostre considerazioni. Ricordi di macro, micro economia e teorie del marketing sembravano suggerirciA�che la scelta di vendere i biglietti a prezzi stracciati fosse sbagliata. Aspettiamo di conoscere il numero delle presenze e l’incasso per poterci ricredere.

La civiltA� di un popolo si vede anche dalle piccole cose

Un tifoso perde l’abbonamento nel piazzale antistante il palazzetto. Non puA? entrare, rischia di perdere la partita. Rischia di dover sporgere denuncia di smarrimento e poi sperare di risolvere in qualche modo la questione. Sta per rinunciare e tornare a casa quandoA�prova a chiedere ad uno degli addetti alla sicurezza. Un minuto alla ricetrasmittente e l’abbonamento A? di nuovo tra le mani del tifoso. Ci facciamo portavoce del grazie di quel tifoso un po’ sbadatoA�sia per chi ha trovato l’abbonamento, sia per loA�staff della sicurezza al palazzetto. Impeccabili.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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