Salernitana – Nocerina: i giocatori, minacciati, fanno sospendere il derby!

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Tre cambi e cinque infortuni in meno di venti minuti: i molossi restano in sei e l’arbitro fischia la fine.  La cronaca di una mattinata convulsa i cui colpevoli sono forse da ricercare altrove…

Stadio Arechi di Salerno. Domenica 10 novembre 2013, ore 12,30: in programma c’è l’acceso derby tra Salernitana e Nocerina.

LE DECISIONI – Ad inizio settimana il Prefetto di Salerno su “suggerimento” del Comitato di Analisi per la Sicurezza di Manifestazioni Sportive dispone che la partita tra granata e molossi, “connotata da alti profili di rischio” si disputi senza la presenza dei tifosi della squadra ospite, con chiusura del corrispondente settore dello stadio, ai quali non resterà che vedere la gara sulle frequenze di Rai sport. Il provvedimento, come prevedibile, scontenta tutti: i tifosi salernitani che avrebbero voluto un derby a porte aperte per potersi confrontare in maniera goliardica coi cugini dell’agro sia sul piano canoro che coreografico, e i supporters rossoneri che non riescono a capire perché, pur essendo regolarmente tesserati, non possono seguire la propria squadra del cuore e sventolare con orgoglio i propri vessilli nello stadio dei rivali. La settimana è frenetica: il divieto non è bypassabile. Così dalle parole si passa ai fatti. Clamorosi.

LE MINACCE – Poco prima delle undici di stamane  la squadra rossonera viene raggiunta in albergo a Mercato San Severino da un nutrito gruppo di ultrà (circa 200) prima del trasferimento a Salerno in pullman. Hotel accerchiato e avvertimento chiaro ai calciatori: “Non dovete scendere in campo altrimenti sono guai per tutti. Se non ci saremo noi, non ci sarà nessuno.O siete con noi o siete contro di noi”.

L’INDECISIONE – I calciatori, malvolentieri, salgono sul bus (tra l’altro preso a calci e pugni dagli ultrà) e partono alla volta di Salerno, scortati dalla polizia. Ma giunti allo stadio restano sul pullman senza entrare negli spogliatoi perché avevano ormai deciso di non giocare. Dopo i contatti tra la Questura e i dirigenti della Nocerina, ai giocatori viene stato chiesto di entrare almeno all’interno del campo di calcio per una riunione con l’arbitro e gli ispettori della Lega, dalla quale emerge la ferma volontà di non scendere in campo “perché minacciati di morte dai nostri ultras“. Nel frattempo l’orario di inizio gara, le 12.30, era già passato da un po’.  Ma l’escamotage per non venire meno all’ordine e al monito degli ultrà è stato trovato.

IN CAMPO – Alle 13.15 Salernitana e Nocerina (i cui calciatori indossano una maglietta con su scritto “Rispetto per Nocera”) scendono in campo. Dopo un solo minuto di gioco, la panchina degli ospiti ordina tre sostituzioni, esaurendo i cambi. Ma non finisce qui. Perché in poco più di dieci minuti, quattro calciatori della Nocerina simulano infortuni:  due di loro, addirittura, si accasciano al suolo senza alcun contrasto. A questo punto, non consentendo il regolamento ad una squadra di giocare con 6 giocatori,  l’arbitro non può far altro che fischiare la fine di una “non-partita” che ha pure strascichi velenosi tra gli stessi calciatori (in due, uno per parte, verranno espulsi).

L’AEREO – E come se tutto ciò non bastasse, qualche minuto dopo il triplice fischio, mentre squadre e dirigenze rientrano negli spogliatoi, un aereo sorvola lo stadio Arechi recando dietro di sé un grande striscione: “Rispetto per Nocera e gli ultras”. A fine partita il DS della Nocerina Pavarese  si è limitato a dire: ”Sono qui solo per comunicare  che tutti i dirigenti della Nocerina calcio sono dimissionari. E confermo il silenzio stampa di tutti i tesserati“. E ad una precisa domanda sui 5 calciatori infortunati, ha risposto: “I ragazzi sono andati in campo senza effettuare alcun riscaldamento, da qui gli infortuni“…

I SALERNITANI – Prima della gara, anche gli ultrà della Salernitana a 500 metri dallo stadio, lungo l’unica arteria che conduce allo stadio, avevano organizzato dei posti di blocco per controllare se allo stadio stessero arrivando dei sostenitori della Nocerina (con l’obbligo di fermarli) e per intonare cori contro la tessera del tifoso e il calcio moderno.

INDAGINI e SMENTITE– A fine gara il Questore di Salerno ha confermato che sono state avviate indagini su quanto avvenuto sia in mattinata che allo stadio. Il presidente della Lega Pro Mario Macalli, indignato per l’accaduto, ha minacciato e promesso severe sanzioni per tutti i protagonisti di questa indecorosa vicenda. In serata gli ultras della Nocerina con un comunicato, hanno smentito le ricostruzioni giornalistiche dei media nazionali e locali, asserendo che nessun tesserato era stato minacciato, ma che in mattinata c’è stato solo un “pacifico incontro durante il quale è stato chiesto un gesto eclatante che facesse parlare l’Italia intera e scuotesse il sistema, dando voce all’ingiustizia subita”.

CONCLUSIONI – Fermo restando il comportamento assolutamente deprecabile della Nocerina calcio, di tutte le sue componenti  tecnico-dirigenziali e dei suoi tifosi, che meritano una punizione esemplare, ci chiediamo: ma chi sono i VERI colpevoli di tutto ciò? … tessera del tifoso, partite a porte chiuse, trasferte vietate, campionati falsati dalla mancanza di retrocessioni, calcio scommesse, indagini insabbiate, lobby occulte, conflitti di interessi, incompatibilità gestionali, ripescaggi guidati, fallimenti pilotati, gironi insensati, arbitraggi scandalosi e chi più ne ha, più ne metta… VOI avete rovinato lo sport più bello del mondo e sappiate che esso tornerà a trionfare solo quando la FARSA che si perpetra nei VOSTRI piani alti terminerà…

AD MAIORA…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"