Samp spietata, l’Hellas affonda al Bentegodi (0-3)

epa02345102 Sampdoria Genoa forward Antonio Cassano reacts during the Italian Serie A soccer match against SSC Napoli at 'Luigi Ferraris' stadium in Genoa, Italy, 19 September 2010. Napoli won 2-1. EPA/LUCA ZENNARO

Se prima di sabato sera (nonostante la brutta partita di Udine settimana scorsa) c’era ancora una speranza per un ipotetico miracolo che voleva dire un altro anno in Serie A, ora non c’è più; una partita che si doveva vincere ad ogni costo, e invece dopo mezz’ora la Sampdoria vinceva già 3 a 0! E dalla mezz’ora al termine della partita è pars aquasi una amichevole, Samp a controllare e fare melina, Verona rassegnato e confusionario alla ricerca (inutile) quanto meno del gol della bandiera.

Un Verona a dir poco osceno, ai limiti del calcio veramente, in cui l’unico da salvare, ovviamente a mio parere, rimane il povero Gollini che le ha provate tutte per impedire all’attacco blucerchiato di gonfiare la rete (nei primi due gol era stato super infatti riuscendo in qualche maniera ad intervenire nella prima conclusione a rete, poi nella ribattuta invece nulla ha potuto fare!). Sono andati a segno Soriano, Cassano (strafischiato) al Bentegodi, e l’ex Lazaros.

In difesa, se così può essere chiamata, c’erano Pisano, Helander e Moras, Fares; quest’ultimo l’ha fatta davvero grossa nel secondo gol lisciando prima un pallone e poi scivolando a terra lasciando campo libero a Quagliarella, che tenta di saltare Gollini; il numero uno veronese para e devia palla sulla traversa, ma sulla ribattuta c’è pronto il liberissimo Cassano ad appoggiare in rete di piatto da pochi metri a porta vuota.
A centrocampo invece ci sono Marrone, Ionita e Wszolek con Siligardi (prova assolutamente insufficiente la sua!) Toni e Rebic a fare le punte.

Il Verona adesso ha due piedi in Serie B, eppure le occasioni l’Hellas le ha anche create, ma nel calcio se non segni non vinci!

Insomma, una serata da incubo, da dimenticare in fretta, da salvare c’è veramente poco, quasi niente!

Ora testa, per i giocatori che ancora ne hanno voglia, alla Fiorentina di domenica prossima e poi quel che sarà, sarà…

Stefano Saleri

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Italiano di nascita, veronese per fortuna. Nato nel 1991, appassionato di sport e di informatica. Da sempre amante dei colori gialloblu dell' Hellas Verona, gira su e giù, destra e sinistra, in lungo e in largo l'Italia (sperando il prima possibile anche in Europa) a seguito della propria squadra del cuore. Decide di tatuarsi per ben due volte il Verona sulla pelle ancora quando stava nei bassifondi della Lega Pro (ex serie C). La passione non si esaurisce da spettatore perchè la domenica diventa portiere di calcio a 11. Fra le tante passioni, colleziona sciarpe delle squadre di tutta europa, che compra negli stadi in cui fa visita (tra cui lo Stamford Bridge e Upton Park di Londra, il Parc des Princes di Parigi, il Camp Nou di Barcellona, l'Allianz Arena di Monaco e lo Yankee Stadium di New York).

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