Sassari: “A fora li pindacci”. Avellino ko.

SacchettiNon sempre chi scrive riesce a cogliere il momento in cui una partita ha la sua svolta decisiva. Stasera invece A? piA? che semplice. Partiamo da qui a descrivere un match spettacolare, deciso nell’ultimo minuto e sul filo della sirena. Mancano meno di 15 secondi alla fine dell’incontro. Sassari A? avanti di un punto e ha palla in mano. Time out. Avellino sceglie, ovviamente, il fallo sistematico. Qui, a nostro avviso, si decide l’incontro. Sacripanti tieneA�dentro il playmaker Green, gravato giA� di 4 falli. Rimessa da metA� campo, palla aA�Haynes e fallo di Green. Sassari ai liberi e Avellino senza playmaker. La partita potrebbe giA� finire qui ma Sassari sbaglia entrambi i tiri dalla linea della caritA� e Avellino ha dieci secondi per recuperare un solo punto di svantaggio. Nel basket 10 secondi sono una eternitA�. Ma Avellino il play ce l’ha in panca e si affida ad Acker che per tutta la partita ha litigato col canestro. E’ l’unica chance e lui prova. Cosa? Un tiro in allontanamento che ha come livelloA�di difficoltA� 10. Acker non A? Lebron James e il ferro dice no alle ultime speranze avellinesi. Col senno di poi, Green poteva essere sostituito prima e messo in condizione di non commettere il quinto fallo. Negli ultimi secondi di partita il playmaker biancoverde avrebbe sicuramente fatto una scelta migliore di quella di Acker. Migliore non vuol dire di certo vincente, ma vuol dire piA? ponderata. Avrebbe voluto dire far penetrare chi aveva giA� distribuito ben 6 assist e che aveva il 100% realizzativo da due punti. Con il senno di poi A? facile, lo sappiamo.

Con gli ultimi sessanta secondi cosA� intensi dal profilo emotivo, la partita passa in secondo piano. Sassari parte forte anche in virtA? di uno starting five di Avellino con Leunen e Pini nel reparto lunghi che fanno acqua da tutte le parti. I sardi hanno gioco facile a bucare la difesa avellinese sempre in ritardo sui raddoppi o, ancora peggio, con raddoppi troppo profondi che consentono ai lunghi di coach Sacchetti di fare il bello ed il cattivo tempo sotto le plance e di scaricare palloni d’oro per gli arcieri di cui A? dotata la compagine bianco azzurra. Quando Sacripanti innesta Buva, la Scandone rosicchia punti e dal possibile -20 recupera fino a chiudere il primo quarto in svantaggio di un solo punto. La partita A? molto spettacolare e poco tecnica. Il gioco “corri e tira” di Sassari lo si conosce bene. Avellino ragiona di piA? sui possessi ma accetta ritmi alti e cambi di campo molto veloci. Complici anche gli impegni infrasettimanali di Sassari che ha indubbiamente un roster di piA? alto livello, la Scandone prende in mano il pallino dell’incontro e riesce anche a scavare un bel solco raggiungendo nel terzo quarto un ragguardevole +10. Sassari A? perA? cavallo di razza, ha cucito sul petto lo scudetto e questo intimorisce avversari ed arbitri. Due triple e una penetrazione e il gap A? completamente recuperato. Il resto A? storia. Il resto sono i dieci secondi piA? intensi che il Paladelmauro vedesse da un paio di anni a questa parte.

Le pagelle:

Green: partita apprezzabilissima del playmaker irpino. 14 punti, 100% da 2, 6 assist e 3 rimbalzi il suo bottino. Purtroppo non c’A? nel momento topico dell’incontro.

Nunnally: altra buonissima prestazione per l’ala piccola biancoverde. I suoi 21 punti tengono a galla Avellino nel primo periodo e le sue percentuali contribuiscono alla buonissima prestazione della squadra. Da rivedere lo step difensivo.

Blums: il capitano dei biancoverdi A? uno che scava nella spazzatura. E nella spazzatura trova tesori di inestimabile valore. Con lui in campo Avellino ricuce lo strappo di Sassari. Ottime percentuali da due e da tre punti, trova il tempo anche di dispensare un paio di buoni assist. Anche per lui da rivedere l’atteggiamento difensivo troppo spesso passivo.

Pini: “decisamente abulico, fuori dal gioco e mancante di quella aggressivitA� che probabilmente Sacripanti gli chiedeva. Gioca 4 minuti non entrando mai in partita. Guardare Buva e imparare da lui come si esce dalla panca” A? il nostro commento dellaA�precedente prestazione con Trento. Basta fare un copia e incolla. Sacripanti gli concede l’onore e l’onere di partire nello starting five. Lui delude le aspettative di coach e pubblico.

Severini:A�chi non delude mai A? lui. Messo in campo morde gli avversari in difesa e prende un rimbalzo. Oggi gli tocca di marcare Logan. Tutta esperienza.

Cervi: prestazione incolore del centrone ex Reggio Emilia. Dinoccolato e dall’apparenza pesante sulle gambe, riesce a far rimpiangere personaggi in cerca d’autore come Lechthaler. Da rivedere la forma fisica e l’incisivitA� a rimbalzo. Non pessimo ma neppure esaltante. Forza e coraggio.

Acker: litiga con il canestro per la maggior parte del match ma soprattutto sbaglia l’ultimo tiro, quello che poteva dare la vittoria ad Avellino. Le colpe non possono essere solo le sue ma lui A? il simbolo di una squadra in cui almeno tre uomini giocano molto al di sotto delle proprie possibilitA�.

Leunen: ha il torto di essere in campo nei primi cinque minuti del match e non riesce mai a dare una svolta alla propria prestazione personale. Che sia uomo dotato di intelligenza tattica A? fuori di dubbio. Ma deve iniziare anche a metterla dentro.

Buva: 29 punti, 28 di valutazione, 20 di +/-, 100% da tre e ai liberi, oltre 70% da due. I numeri parlano per lui. Unico neo: soffre a rimbalzo i lunghi sassaresi. Ma A? come cercareA�il pelo nell’uovo.

Veikalas: torna dopo l’assenza giustificata e, di sicuro, fa la prestazione migliore da quando A? ad Avellino. SarA� si e no al 40% della forma fisica e mentale. Lo vogliamo rivedere tra un mese.

Sacripanti: il capo tifoso A? lui. Incita il pubblico ed A? il primo ad esaltarsi quando la squadra gira come dovrebbe. Sbaglia solo due cose. Lo starting five (ma poi recupera per tempo) e la gestione dei falli di Green (e probabilmente A? lA� che perde l’incontro). Nel complesso una prestazione molto buona. Il gioco si vede e a tratti anche l’intensitA� difensiva. Manca un poco di reattivitA� sotto le plance eA�se Cervi e Pini saltassero quanto fa Pino durante l’incontro sarebbe giA� un buon inizio.

Note di colore:

Molti pensavano (compreso chi scrive) che la concomitante partita dell’Avellino Calcio trasmessa da SKY impedisse la solita affluenza al palazzetto. In realtA� i numeri delle presenze sono stati i medesimi di altre partite casalinghe. Non sono mancati neppure i soliti commenti calcistici dal “mo l’Avellino deve tirare un rigore” su un fallo tecnico sanzionato a Sassari al sempre verde “fallo di mano” sul doppio palleggio. Ma il tifoso non si giudica, si ama.

Sardara, ironico e istrionico presidente di Sassari, nel dopopartita ha commentato “A fori li pindacci” (fuori i menagramo). Non possiamo che dargli ragione anche se, a gridarlo ad alta voce in certi ambienti, si rischia seriamente di far la fine del sonetto popolare “chi ha preso l’uccello”.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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