Serie A Tim: Immobile Ciro e Milan immobile. Pareggio.

ImmobileStadio San Siro. Calcio d’inizio ore 20.45. In campo il Milan che cerca il terzo successo consecutivo dopo l’esonero di Allegri e il Torino, 4 punti più dei rossoneri e un campionato di alto livello disputato fino a questo momento. Seedorf si affida a Pazzini e a un nugolo di trequartisti per il consueto tentativo di pressing alto e calcio champagne. Ventura che schiera Immobile e Cerci in avanti per provare a pungere sfruttando le doti di velocità e progressione delle sue due punte.

Primo Tempo: pronti via e il Milan parte in progressione, Robinho per Pazzini che gira verso la porta e Padelli si salva in angolo. Possesso di palla a favore dei rossoneri che collezionano angoli e rimesse in zona d’attacco senza mai pungere davvero. Minuto 17, Immobile si invola verso l’area milanista, salta con un dribbling secco Daniele Bonera e la piazza sulla sinistra di Abbiati con un tocco da fuoriclasse. Toro in vantaggio e Milan che rivede i fantasmi di Cagliari. Passa un minuto e ancora Pazzini prova a scardinare la porta di Padelli che però replica da campione impedendo il pareggio all’attaccante rossonero. Ad un quarto d’ora dalla fine del tempo i granata hanno l’occasione del raddoppio. Cerci parte sulla destra e crossa sul secondo palo dove Farnerud praticamente solo sbaglia a un passo da Abbiati. Prima del fischio dell’arbitro che manda le squadre negli spogliatoi Kaka si fa parare un destro a giro tanto spettacolare quanto velleitario. Il Milan ha dalla sua uno sterile possesso di palla, il Toro un gol realizzato e l’occasione sprecata più ghiotta del primo tempo.

Secondo tempo: strigliato da Seedorf il Milan parte a mille all’ora. Su un’azione concitata la palla arriva a Rami che lascia partire un diagonale che, anche grazie alla sfortunata deviazione di Glik, si insacca alle spalle del portiere granata. Milan non sazio per il pareggio raggiunto e che prova a conquistare la vittoria. Il Toro non riesce a partire in contropiede come nel primo tempo e i rossoneri hanno facilità nel possesso palla e nell’attacco all’area avversaria. Robinho segna al 14° su assist di Kaka ma il goal è viziato da fuorigioco e l’arbitro giustamente annulla. Entra De Jonk al posto di Muntari ma nulla campbia nell’assetto tattico deciso da Seedorf. Il Milan conserva il pallino del gioco e va avanti a sfuriate che però spesso risultano inconcludenti. Al 30° Robinho esce tra gli ingenerosi fischi del pubblico rossonero, sostituito da Saponara che va a posizionarsi tra la linea difensiva e del centrocampo del Toro.  A tempo scaduto Kaka ha l’occasione di portare a casa la partita su un calcio di punizione dal limite. Purtroppo il pallone per la gioia dei tifosi avversari arriva sul secondo anello. Nel frattempo è uscito anche Honda per dare spazio al Panzer Petagna, giovane di buone speranze ma a nostro avviso molto sopravvalutato. La partita termina dopo 4 minuti di recupero. Il Torino conquista un punto recriminando per la grande occasione sprecata nel primo tempo. Il Milan non gioca male ma in questa maniera difficilmente potrà arrivare a conquistare un posto in Europa League.

Le pagelle del Milan

Abbiati: al portiere del Milan si chiede molto spesso una parata a partita. Quando ha l’occasione di farla si fa infilzare da Immobile (quello del Toro di nome, lui di fatto). Sarebbe ingiudicabile se non avessimo la sensazione che un Dida qualsiasi quella palla sarebbe almeno riuscito a sfiorarla.

De Sciglio: sembra quello più in imbarazzo nell’allestimento tattico di Seedorf. L’allenatore gli chiede di scendere sulla fascia, lui vorrebbe non scoprirsi troppo in difesa. E nella maggior parte dei casi si trova a metà strada, dove non serve né ai suoi compagni davanti né a quelli del suo reparto.

Bonera: ha un’unica colpa in tutto l’incontro. Perdere l’uno contro uno con cui Immobile regala il vantaggio alla propria squadra. Per il resto è sempre molto attento levando in un paio d’occasioni le castagne dal fuoco alla difesa rossonera.

Rami: convince sempre di più il giocatore francese arrivato a Milano col mercato di riparazione. Solido in difesa e propositivo in fase di possesso, riesce anche a segnare seppur grazie ad una piccola deviazione.

Emanuelson: fa il terzino ma nell’idea di Seedorf è sempre molto alto. Con le sue doti fisiche e la velocità si fa trovare quasi sempre lì dove dovrebbe essere.

Muntari: da tutto ciò che ha come al solito. E’ poco preciso nei passaggi. Niente di nuovo sotto al sole.

Montolivo: è l’alunno che non sbaglia mai il compitino assegnatoli ma non andando quasi mai oltre una sufficienza stentata.

Honda: è lui il colpo del mercato di gennaio? Allora il Milan è veramente nei guai. Della marca nipponica di motori somiglia più a quello di un tagliaerba che a quello montato sulle moto da competizione.

Kakà: serata non felicissima per il brasiliano. E’ l’ultimo che si arrende ma è meno propositivo del solito. Il campo e le condizioni metereologiche non lo aiutano a mostrare la propria classe.

Robinho: si muove bene ed è generoso. Purtroppo soffre quando in attacco non può andare negli spazi. I difensori del Torino lo contengono sempre e riesce solo in un paio d’occasioni a rendersi pericoloso.

Pazzini: se Balotelli giocasse con la grinta del Pazzo, farebbe almeno tre goal a partita. Lotta come un leone ma, come i leoni del circo, è spesso circondato da una gabbia di avversari. 

Dalla panchina

De Jonk: entra al posto di Muntari e fa ciò che gli chiede Seedorf. Sempre attento nello spezzare le ripartenze degli avversari e abbastanza veloce nel far ripartire la squadra. Purtroppo non è la serata giusta per mettersi in mostra.

Saponara: avrebbe tutto il tempo di meritare un buon voto. Lo spreca prendendo tanta acqua tra i capelli e pochi, pochissimi palloni.

Petagna: forse paragonandolo a Vieri qualcuno voleva fargli un complimento. A noi sembra un triste presagio. S.V.

Mister Seedorf: due vittorie ed un pareggio non sono un cattivo biglietto da visita. Purtroppo non si vedono ancora sostanziali differenze col Milan di Allegri che faceva tanto possesso palla per poi subire goal evitabili e segnare col contagocce. Mettere Petagna a 2 minuti dalla fine ricorda tanto il modus operandi di Allegri. Se vuoi dare una possibilità ad un giocatore, mettilo in campo almeno per 10 minuti, altrimenti è inutile regalargli una doccia (doppia in questo caso) gratis. E’ ancora presto per giudicare. Speriamo che non si bruci ancor prima di iniziare.

Gli avversari

Il Torino lascia San Siro con un punto conquistato e con la sensazione di essere più di un palmo sopra al Milan visto stasera. Immobile e Curci sono giocatori di ottimo livello e la squadra risponde alle richieste di Ventura con puntualità e buona precisione. L’impianto tattico è quello di una piccola squadra. Nessuno chiede ai granata di far possesso palla e dominare l’avversario. Ma il gioco che deve fare lo conosce bene e ha l’allenatore giusto per prendersi qualche altra soddisfazione prima del termine del campionato.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...