Severini, Buva e Nunnally. Trento ko.

20151101_205000Partita dai due volti al Paladelmauro. Trento parte bene e mette in difficoltA� la difesa Avellinese. Nei primi due quarti sembra poter tranquillamente gestire la partita utilizzando le doti tecniche e fisiche del pivottone USA Wright che con i suoi 110 chili distribuiti su due metri abbondanti d’altezza crea non poche difficoltA� ad uno spento Cervi. Le penetrazioni di Trento fanno male alla Scandone e le triple di Sanders e Flaccadori sembrano aprire una forbice importante nel punteggio del match. Avellino soffre sotto le plance e Buva, entrato a sostituire Cervi, riesce a contenere il pari ruolo trentino ma A? disastroso in fase realizzativa. Gli ultimi cinqueA�minuti dalla sirena dell’intervallo lungo restituiscono un po’ di fiducia ai biancoverdi che ricuciono parte dello strappo chiudendo con soli 4 punti di svantaggio (36-40 a 20′). Artefice del recupero un Leunen parzialmente ritrovato dopo le critiche piovutegli addosso in settimana e capitan Blums che, quando si tratta di scavare nello sporco, dA� il meglio di sA�.

Pino Sacripanti A? coach di razza. Nell’intervallo spiega un po’ di basket ai suoi e al rientro in campo c’A? un’altra Scandone. Il gioco di Trento inizia a diventare farraginoso e l’innesto di Severini, che aveva giA� dato struttura e continuitA� alla difesa di fine secondo quarto, sembra essere la scelta giusta. Finalmente le rotazioni hanno continuitA� in efficacia e profonditA� e la Scandone difende a dovere. Trento si disunisce e sale in cattedra Buva. Il ventiquattrenne cestista croato prende per mano la squadra e con la sua doppia doppia e 32 di valutazione, apre una voragine che Trento non riuscirA� piA? a colmare. 46 a 26 A? il parziale degli ultimi due quarti di gioco a favore degli irpini. Gli ultimi cinque minuti sono di garbage time e coach Sacripanti dA� la meritata passerellaA�con standing ovation a Buva. E’ lui, assieme a Nunnally e Severini, ad aver risollevato le sorti di un incontro che sembrava tutt’altro che alla portata dei biancoverdi.

Le pagelle:

Green: accusa ancora i postumi dell’infortunio e riesce a contribuire solo in parte alla vittoria dei propri compagni. Apprezzabili un paio di assist e poco piA?. Gestione possessi e timing con i compagni da rivedere assolutamente.

Nunnally: A? proprio l’ala piccola che voleva coach Sacripanti. Intelligente, veloce, realizzatore, ottimo difensore. Con le sue tre triple tiene a galla Avellino prima dell’intervallo lungo. Nulla da eccepire tranne unA�tecnico inutile preso dopo un fallo che consegna a Trento tre tiri liberi e possesso palla.

Blums: il capitano dei biancoverdi serve quando il gioco si fa duro. Continuiamo a credere che il movimento su tiro sia l’antibasket fatto persona ma visti i risultati siamo pronti a soprassedere. Se contasse solo il crederci e l’intensitA� sarebbe da NBA: purtroppo contano anche la gestione dei possessi, la capacitA� di penetrazione e le percentuali realizzative.

Pini: decisamente abulico, fuori dal gioco e mancante di quella aggressivitA� che probabilmente Sacripanti gli chiedeva.A�Gioca 4 minuti non entrando mai in partita. Guardare Buva e imparare da lui come si esce dalla panca.

Severini: per la seconda volta nostro MVP della partita. Dopo Milano (alle prese con un certo Gentile), Severini si ritaglia un altro importante minutaggio e c’A? nel quintetto della rimonta avellinese (+8 di plus/minus). MettendoA�anche una tripla avrebbe fatto venire giA? il palazzetto. AvantiA�cosA�.

Cervi: delude nuovamente il centro azzurro che non trova nA� la serata giusta dal punto di vista realizzativo nA� dal punto di vista dell’intensitA�. Riesce a sporcare un paio di tiri degli avversari e a realizzare un canestro. Non A? questo il Cervi che conosciamo. Speriamo non debba aspettare la primavera per rinascere.

Acker: purtroppo il playmakingA�non A? il suo mestiere. Le quattro palle perse sono anche figlie della brutta prestazione di Taurean Green in cabina di regia. Nonostante questo A? anche grazie a lui se Avellino riesce a strappare questa importantissima vittoria. Otto punti e il 75% da due sono un buon viatico per il resto della stagione.

Leunen: criticato da tutti e difeso a spada tratta dal coach, lo ripaga con una prestazione non eccelsa ma di grande sostanza. Mantiene a galla il reparto lunghi quando Buva, Pini e Cervi sono in piena apnea. Mette una tripla e prende nove rimbalzi uno piA? importante dell’altro. Non A? ancora il campione che ricordiamo ma neppure la mozzarella scaduta che qualcuno in settimana ha creduto di vedere.

Parlato: entra per mezzo minuto alla fine del terzo quarto e legge perfettamente la situazione di gioco prospettatagli da coach Sacripanti. A sei secondi dalla sirena e con Avellino a soli due falli di squadra Trento pensa che sia l’uomo disegnato da Sacripanti al sacrificio del fallo sistematico. Invece Avellino difende senza fallo, Trento si disunisce e non trova la via del canestro. Anche da queste piccole cose si vede l’intelligenza di un giocatore.

Gioia: entra in pieno garbage time. Farina da mettere nel suo sacco un pugno alla volta.

Buva: A? il il fattore decisivo della partita. Quando decide di lavorare ai fianchi gli avversari non ce ne A? piA? per nessuno. Sicuramente una delle prestazioni piA? belle della carriera. Non si fosse riposato i primi due quarti staremmo parlando di una prestazione dai livelli superlativi. Invece parliamo solo di prestazione eccezionale. Mano delicata, forte sotto le plance, attento nei raddoppi. Venti minuti da grandissimo giocatore.

Note di colore:

Lechthaler non reagisce agli applausi del palazzetto quando lo speaker pronuncia il suo nome. Alzare una mano in segno di saluto non sarebbe costato molto. Incide pochissimo nei pochi minuti che viene utilizzato. Saluta cosA�, a suo modo, l’ex pubblico.

Sanders: per molti minuti al palazzetto circola insistentemente la voce che sia l’ex di Sassari. Poi la prestazione e Santa Wikipedia fanno ricredere i grandi intenditori presenti sugli spalti.

I re magi formato mignon: ad ogni interruzione tre bimbi sono costretti a portare altrettantiA�cestini con asciugamano e acqua per gli arbitri. SfruttamentoA�minorile. Tavolo da barA�BJA�RKUDDENA�acquistabile da Ikea con tre bottigliette d’acqua e tre asciugamani. Costo totale meno di 100 euro. Altrimenti tra qualche anno oltre che asciugare il sudore dal parquet, vedremo i ragazzini delle giovanili passare il panno pure sulla fronte degli arbitri. Si stava meglio quando si stava peggio.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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