Severini conquista minuti e fiducia. Pesaro messa KO dagli italiani Sidigas.

GiovanniSeverini23 anni, maceratese, avellinese d’adozione, ragazzo umile, grande forza di volontA� e grande intelligenza. In estate Sacripanti volle fortemente la sua riconferma indicandolo come uno dei pilastri della Scandone. Ad alcuni parve una esagerazione. A quelli che non seguono gli allenamenti, che non vedono l’impegno e la voglia di migliorare che contagia i compagni. Ogni minuto giocato Severini lo conquista con le unghie e con i denti. Mai con le parole, mai con i proclami. Ma soltanto con il lavoro. Metti cinque giocatori cosA� in squadra e il limite del tuo gruppo A? soltanto la loro immaginazione. E’ l’uomo che ogni allenatore sogna di tenere tra le proprie fila. Quello che alla chiamata risponderA� sempre “presente”. Il Daniele Massaro, il Marco Simone che aveva Sacchi prima e Capello poi. Quello che dalla panchina incita per 40 minuti i compagni e se entra cambia l’inerzia della partita.

Non A? la partita di oggi che ci fa parlare cosA�. L’abbiamo detto tempo fa, lo ribadiamo ancor piA? forte questa sera dopo un match praticamente senza sbavature. Severini MVP. Al di lA� di ciA? che dice il tabellino. PerchA� l’MVP non A? solo chi mette a referto la partita piA? pulita ma anche chi, partendo dalla panchina, cambia le gerarchie nelle rotazioni del coach. Plus minus di 25. Migliore tra i suoi. E’ tutto lA� il suo valore. Con lui in campo Avellino difende con piA? efficacia e attacca con maggiore fluiditA�. A termine secondo quarto Sacripanti ripaga il proprio giocatore con un “cinque” personalizzato. PerchA� se dici ad un giocatore di fare una cosa e questi te la fa meglio di come te la sei immaginata merita non solo un “cinque” ma anche di giocarsi piA? minuti. E cosA� A?. Severini esce soltanto quando il coach di Avellino decide che A? il momento di far entrare Parlato e i due giovani Esposito della rosa. Esce dal campo tra l’ovazione della folla. 5 rimbalzi, due triple su tre tentativi, 3 assist. A 23 anni o sei un giocatore da serie A o non lo sei. Severini lo A?. E’ come dice lo stesso coach “puA? solo migliorare”.

Assieme a Severini gioca una partita eccezionale anche l’altro italiano delle rotazioni che contano. Andrea Zerini si trova a dover giocare tanti minuti a causa dell’assenza di Cusin e anche per colpa dell’influenza stagionale che restituisce al Paladelmauro un Fesenko spento e fuori condizione. Un paio di falli dell’ucraino costringono il coach avellinese a schierare Zerini da 5. Risultato? 26 minuti giocati, 10 punti, 7 rimbalzi, 18 di valutazione, 100% da due e 66% da tre. Partita quasi perfetta.

La partita ha detto che Avellino non puA? fare a meno di Ragland. Joe, anche se a servizio ridotto A? necessario come il pane mentre stai per aprire un barattolo di nutella. Green regge, puA? giocarsela e da tre fa paura a tutti. Ma Ragland dA� piA? noie in penetrazione, gestisce forse peggio i possessi ma consente agli esterniA�di essere maggiormente incisivi con il suo gioco penetra e scarica. Anche Thomas A? imprescindibile negli schemi di coach Sacripanti. Spalle a canestro, da 3 o da 4, puA? risolvere le azioni che arrivano pericolosamente vicino ai 24 secondi. Stasera fa 20 punti. E’ il miglior realizzatore di Avellino. Deve soltanto evitare quelle tre o quattro azioni a partita in cui si incaponisce e decide di mettersi in proprio. Qualche scarico in piA? e sarebbe ai limiti della perfezione. Obasohan e Randolph si dividono egregiamente lo spot di guardia tiratrice. Entrambi con buone percentuali ed entrambi con buoni punti nelle mani. Ma Randolph pecca nella propria metA� campo. Ad oggi Obasohan difende molto meglio, scivola meglio. Si distrae. Questo sA�. Ha momenti di appannamento. Ma quando A? sul pezzo non c’A? avversario che non lo tema.

Pesaro riesce a rimanere in partita per un quarto e mezzo. Ha buoni giocatori ma poca profonditA� in panchina. L’avversario ideale per una Scandone comunque in difficoltA�. Sacripanti puA? essere soddisfatto della prestazione di questa sera. Ma saprA� anche che non basterA� giocare cosA� per avere la meglio di Sassari nella prima partita delle Final Eight a Rimini. Essenziale recuperare Ragland e Fesenko. Poi occorrerA� avere il carattere e la convinzione di Severini e Zerini. Moltiplicata per i 10 giocatori che scenderanno sul parquet del Palafiera.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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