Si riparte da Pep Guardiola

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Si riparte da Pep. Martedì 21 ottobre all 20,45 la Roma incontra allo Stadio Olimpico il Bayern di Guardiola per il terzo match di Champions, sfida estremamente delicata per i giallorossi che dovranno cercare di fare ancora un passo avanti davanti ai propri tifosi (si prevede l’Olimpico sold-out) e proseguire la marcia nel girone di qualificazione. La buonissima prova di Verona contro il Chievo lascia intendere che Garcia non ha operato scelte di comodo e vuole portare avanti su tutti e tre i fronti (compresa la Coppa Italia) la squadra giallorossa avendo una buona rosa che gli permette cambi all’altezza. Sabato nell’anticipo sono scesi in campo 11 giocatori agguerriti e decisi a cancellare la sconfitta (immeritata) di Torino e risolvere in breve la partita per poter risparmiare forze e concentrazione in vista di martedì. 33 minuti e la partita era già chiusa con il tridente schierato da Garcia che lampeggiava sul tabellone, Destro prima poi Ljajic e per concludere il Capitano su rigore hanno permesso al mister di poter operare i giusti cambi e far riposare anticipatamente chi dovrà combattere contro i tedeschi. Probabilmente rivedremo in campo il tridente aggressivo, quello formato da Totti al centro con Gervinho e Iturbe ai lati a penetrare con la loro velocità la difesa di Guardiola. Un paio di piccole osservazioni, con i soliti esperti a far notare il rigore “generoso” dato alla Roma per compensare, forse, i torti di Torino; il rigore assegnato da Rocchi contro la Juventus era arrivato dopo ventisei gare ufficiali senza aver un rigore a favore, quello di Verona è un penalty sul 2 a 0 che tra l’altro non aiuta a nulla visto che ormai la partita era completamente in mano alla Roma, i rigori al 92’ o 8 minuti di recupero sono cose che fanno sobbalzare dalla sedia, e per ultimo se la partita allo Juve Stadium fosse finita in parità oggi la Magica sarebbe prima con 2 punti sopra i bianconeri. Ovviamente sono tutte supposizioni e pensieri da tifoso, il campionato è ancora lungo e la Juventus ci ha fatto vedere a Sassuolo di non essere invincibile, anzi…

Paolo Vavassori

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Nato a Bergamo, classe 1967 (la stessa di Roby Baggio e scusate se è poco). Leggo la stessa anche di Gigi D'Alessio (scusate e basta). Da piccolo gioca a calcio ed è una promessa (con se stesso). Ripiega da subito su sport più statici per passare ben presto allo sport parlato e scritto. Folgorato dalla stella Maradona che conosce di persona (conserva gelosamente una fotografia ricordo dell ' 89 che lo ritrae con il Pibe a ricordo anche della propria capigliatura). Folgorato molto prima dalla Dea Atalanta che segue da sempre e continuerà a seguire (sempre più spesso dal divano di casa). Appassionato di golf e fotografia ha come sogno quello di poter fotografare una partita di serie A da bordo campo con la sua mitica Canon (ma ci stiamo lavorando).