Sidigas a 40. E’ febbre alta ad Avellino.

La Curva Sud ringrazia i giocatori

E’ una Scandone da 40A�punti e secondo posto a pari merito con Reggio Emilia (avanti per gli scontri diretti) quella che esce vittoriosa al Paladelmauro. Una Scandone a cui bastano due quarti e qualche buona giocata per dimostrare la differenza enorme tra il proprio roster, tra il proprio gioco, tra il proprio spessore tecnico e quello dei pur bravi siciliani. La Betaland prova a rintuzzare i tentativi di Avellino di dilagare e quasi ci riesce. Sacripanti, dal suo canto, ruota molto i suoi uomini dando spazio a Buva e relegando Cervi (con un problema alla spalla sinistra) in fondo alle rotazioni. Ragland A? il direttore d’orchestra di una squadra che quando decide di attaccare e difendere con veemenza fa il vuoto. CosA� alla Scandone del terzo e quarto periodo basta una prestazione poco piA? che mediocre per avere la meglio di Capo d’Orlando. RimarrA� nel ricordo dei tifosi il saluto di Claudio Capone, indimenticato autore della tripla che consegno alla Scandone le chiavi della A1, e l’abbraccio di De Cesare alla squadra dopo il giro di campo finale.

I voti di Avellino:

Green: A? lui che prende per mano la squadra quando la difesa ha bisogno di aggiustamenti. Catechizza Buva come se fosse il figliolo indisciplinato, si attacca al play avversario come il polpo allo scoglio, penetra, scarica, tira. La parola riserva va utilizzata con lui come si fa per il Whisky. Green gran riserva.

Ragland: 80% da 2 punti, 71% da 3, 100% ai liberi, 4 assist, 43 di valutazione, 26 punti e 12 rimbalzi per una doppia doppia incredibile. A memoria A? forse la migliore prestazione da quando calca i parquet italiani. Rischia solo quando James Nunnally litiga con lui probabilmente per qualche linea di passaggio non sfruttata a dovere. Per il resto tutto liscio come l’olio. Oggi A? il miglior play del campionato italiano.

Acker: lo spotA�diA�guardia A? quello che piA? dA� ansia a tifosi e coach. Alex non riesce mai a dare la svolta alla propriaA�partita. In difesa A? sempre pronto ma la fase offensiva lascia molto a desiderare. Manca in esplosivitA� e neppure la mano lo sorregge piA? come una volta. Da rivedere assolutamente. E’ probabile che il suo gioco risenta dell’atipicitA� di Nunnally che A? una guardia tiratrice molto piA? che un’ala piccola.

Il tabellino

Il tabellino

Veikalas: da un paio di partite non riesce piA? a dare il contributo di punti e continuitA� che ha sostenuto la Sidigas nella rincorsa ai playoff. Oggi va molto meglio della scorsa partita ma A? ancora lontano dal poter soddisfare le richieste di coach Sacripanti. E’ probabile che siano aumentati i carichi di lavoro in vista delle prossime gare. Ed A? probabile che soffra piA? dei compagni in considerazione che capitA? cosA� anche ad inizio della stagione regolare.

Nunnally: finchA� litiga con il canestro e con Ragland consegna alle statistiche una delle peggiori partite del campionato. Lo stop negli spogliatoi gli serve per chiarirsi le idee e per riappacificarsi col compagno. Esce e domina terzo e quarto periodo finendo con 18 punti e 6 assist. PuA? sicuramente fare di meglio ma preferiamo quando il trashtalking lo rivolge agli avversari. Su una chiamata di time out abbiamo seriamente pensato che volesse arrivare allo scontro fisico con Ragland. Non proprio quello che si dice un bello spettacolo.

Severini: entra ed A? la solita sicurezza in difesa. Green gli spiega chi deve marcare e lui esegue perfettamente. Facile con unA�allenatore a bordo campo e uno che ti gioca accanto. Il ragazzo si farA� e non ha neppure le spalle strette.

Leunen: il terzo play della Sidigas A? come l’aria. Sembra impalpabile ma senza di essa moriresti. Indispensabile al gioco di Sacripanti come le melanzane nella pasta ncasciata alla messinese, riesce sempre a risolvere le situazioni piA? imbarazzanti sia in difesa che in attacco. Per qualche secondo fa anche il pivot. Abbiamo trovato tra i cinque lo spot che non puA? occupare. Smazza cinque assist. Fantastico.

Pini: coraggio. Ne ha ma deve metterne di piA?. Quando gli arriva la palla sembra sempre un secondo in ritardo, come se il primo pensiero fosse “toh, me l’hanno passata!” piuttosto che “ora scasso tutto”. E’ la fotocopia di Cervi versione inizio campionato. Speriamo che abbia la stessa evoluzione del compagno di squadra. Per ora A? assolutamente rivedibile.

Cervi: il problema alla spalla consiglierebbe di schierarlo il meno possibile. Ma la Scandone degli ultimi tre mesi non puA? fare a meno del centrone emiliano. CosA�, volente o nolente ma soprattutto dolente gioca 10 minuti. Stoico.

Buva: 26 minuti di utilizzo. Continua a litigare col ferro quando si trova spalle a canestro. Alterna buone giocate a tiri che fanno gridare al sacrilegio. Il dio del basket lo perdona e alla fine gli consegna un buon tabellino. 14 punti, 22 di valutazione, 11 rimbalzi. Anche lui strappa una doppia doppia che era qualche tempo che mancava nel suo carniere.

Mattia Norcino e Marteen Leunen

Norcino: gioca un minuto, prende due tiri e solo la sfortuna non gli consente di entrare tra gli scorer dell’incontro. Lui e Severini, assieme a Parlato, debbono essere quel qualcosa in piA? in mano a Pino Sacripanti. Tanto allenamento e trovarsi pronti quando l’allenatore chiama.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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