Solito copione, Genoa resuscitato

lazio genoaPassano gli anni (quasi undici), cambiano i protagonisti ma il copione della Lazio resta sempre immutato. E qualcuno incredibilmente ancora si meraviglia. Sotto la gestione Lotito i fatti ed i misfatti si ripetono ciclicamente in maniera cosA� puntuale da far supporre ormai una chiara premeditazione di una precisa volontA� priva di reali ambizioni. Da Rossi a Petkovic, da Reja a Pioli, da Zarate a Hernanes, da Ledesma a Biglia, da Floccari a Klose la musica A? sempre la stessa. Solo la gestione A? l’unico dato fisso in questa analisi.

Ogni qual volta la Lazio si assesta ai vertici di una classifica importante nel girone di andata, il ritorno A? una costante debacle. Una caduta libera ormai inspiegabile, almeno con gli occhi dei tifosi. Il perchA? di un simile comportamento A? difficile da interpretare ma soprattutto da digerire. Soprattutto da quei supporter che si erano fatti intenerire dalla discutibile iniziativa della maglia stilizzata e che volevano vedere nella societA� spiragli di cambiamento. A�CosA� dopo la figuraccia di Cesena, la Lazio continua il suo inesorabile oblio anche in casa con il Genoa. Un grifone che non vinceva dal sette dicembre e che da otto anni espugna l’olimpico biancoceleste.

La cabala A? rispettata e gli uomini di Pioli non fanno un granchA? per tentare di controvertire il fato. Anzi, al contrario si rassegnano al ruolo di predestinati e dopo appena un quarto d’ora si consegnano ai piA? solidi avversari. A�Inutile scendere nel dettaglio di una gara praticamente terminata dopo 22 minuti con il rigore rossoblu e l’espulsione di Marchetti e che ha visto la Lazio praticamente incapace di proporre qualcosa di buono e di proporsi coralmente nella difesa rossoblu. Niang ha letteralmente annichilito Basta per tutta la gara senza che Pioli prendesse qualche provvedimento.

Ma il tecnico biancoceleste avrebbe molto da spiegare perchA? di dubbi ne ha lasciati davvero molti, A partire dalla formazione iniziale, dalle sostituzioni, dall’assenza di gioco fino all’incapacitA� di modificare in corso le dinamiche della squadra. A�Mauricio in panchina e Cana in campo la dicono lunga sul mercato di gennaio della Lazio, cosA� come l’inspiegabile scelta di tenere in campo un evanescente Candreva piuttosto che un attivo Cataldi dopo l’espulsione di Marchetti, di far entrare KeitA� solo negli ultimi 10 minuti sono evidenti limiti di una gestione tecnica alquanto approssimativa.

Contro il Genoa la Lazio ha definitivamente abbandonato ogni velleitA� dell’alta classifica, cosa che rincuora i vertici della societA� ma che lasciano l’amaro in bocca ai tifosi che vedono riadombrarsi su di loro le ombre dei ricorsi storici laziali. Un girone di ritorno che si preannuncia privo di soddisfazioni destinato a collocare la squadra a ridosso del decimo/nono posto nella consapevolezza di un’altra stagione densa di rimpianti e gettata al vento.

Gli uomini di Preziosi hanno portato via i tre punti in un modo cosA� semplice da sembrare addirittura imbarazzante. Lazio in balia degli avversari, incapace di recuperare le situazioni complicate ma soprattutto incapace di imporsi evidenziando anche le grandi lacune in termini di personalitA� oltre quelli tecnico-tattici. A�Manca il giocatore grintoso, quello di polso capace di sbrogliare anche certe matasse. Del resto Lotito si autocelebra per una rosa extra large omettendo di dire che questa rosa A? formata anche di molte zavorre inutili alla causa e soprattutto che non si riesce a ridurre per l’impossibilitA� di piazzare altrove molti elementi , quindi inutile aspettarsi A�un futuro diverso.

Anche le dichiarazioni post gara deludono. Pioli invece di riconoscere i propri errori cade nella rete dello “scarica barili” tanto cara alla mentalitA� italiana. Additare l’arbitro quale unico responsabile dell’ennesima figuraccia A? veramente cosa deplorevole. A�Di certo Gervasoni si A? mostrato particolarmente attento e severo nei confronti della Lazio, ma tolto forse l’iniziale cartellino a Mauri, le altre decisioni sono apparse pressochA? tutte corrette e sacrosante, a partire dal fallo fischiato a Klose nei primissimi istanti di gara, fino al rigore con l’espulsione del portiere, fino ai tanti cartellini gialli, graziando dalla seconda ammonizione sia Biglia che DeVrij. Sul finire non ha visto la manata di Roncaglia su Klose, ma la nuova sconfitta laziale non puA? certo essere imputata all’arbitro. Ed usare la giacchetta gialla come alibi per coprire i propri errori e proprie incapacitA� non fa onore a nessuno.

Del resto il ruolo di Lotito in Federazione dovrebbe garantire una equitA� di giudizio, lasciando ad altre sponde calcistiche gli alibi dei complotti. A�Nel dopo gara infatti, abbiamo ascoltato invettive verso l’operato arbitrale, di quello che sarebbe potuto essere e mai di quello che avremmo dovuto fare, di colpe di Ederson nel flop di Bergessio ed altre dabbenaggini. Troppo semplice e scontato. Sarebbe stato opportuno prendersi invece le proprie responsabilitA�, il tecnico, come i giocatori come la societA� ed analizzare seriamente le cause di un’altra figuraccia. Invece di parlare di scudetti economici (comunque tutti da verificare) magari spiegare il perchA? di un calo fisico cosA� evidente, dellaA�deconcentrazione di molti elementi ma soprattutto il perchA? di tante scelte discutibili e dell’assoluta incapacitA� di reazione.

Ora l’Udinese, ma mai come adessoA�la Lazio si presenta come sfavorita auspicando un pronto riscatto sul campo e non solo a parole come sentiremo in settimana. I tifosi sanno ormai cosa aspettarsi ma da inguaribili innamorati vogliono illudersi di crederci ancora ed allora compito di questi giocatori A? quello di non tradire ancora una volta le grandi aspettative riposteA�in loro.

Massimiliano Marsili

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Romano de Roma, è ormai prossimo alle 50 primavere. Dopo la famiglia, la vita all'aperto è stato da sempre il suo secondo amore. Una vita nello sport con il grande hobby del giornalismo sportivo. Per poco non è diventata la principale attività lavorativa ma la passione non si è mai sopita. Basket e Calcio hanno rappresentato ed in parte tutt'ora lo sono parte della sua vita.... sport praticati a tutti i livelli, giocatore allenatore ed arbitro. Parimenti le esperienze radiofoniche con diverse emittenti e strutture locali e nazionali, sia web che FM. Laziale doc, amante di tutto il movimento biancoceleste che segue in diversi siti e blog. Con grande piacere ed entusiasmo si è lasciato coinvolgere dal progetto di SportBloggers.

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