Solito Tagliavento, disastro Pioli

Pioli delusoLa Lazio partiva con gli sfavori del pronostico. Tutto nella norma, la differenza di classifica, di ambizioni e progetti non potevano autorizzare uno sbilanciamento dei pronostici se non a favore dei giallorossi. Durante la settimana tv e radio romane di sponda biancoceleste si auguravano in una presa di coscienza di questa inferiorità per suggerire al tecnico laziale le dovute contromisure alla preventivata supremazia romanista. La designazione poi di Tagliavento, arbitro notoriamente “sfortunato” con la Lazio aumentava il presagio di una gara da affrontare con le cautele del caso.

Ecco che accade quello che non ti aspetti, o forse si. Pioli, noncurante di critiche e suggerimenti, opta per una formazione che lascia tutti a bocca aperta ed alla lettura delle formazioni ufficiali tutti i tifosi della Lazio sono rimasti attoniti e la preoccupazione si è subito impadronita della Curva Nord.

Keita e Matri ancora fuori insieme a Klose, dentro Djordjevic con Radu vicino a Gentiletti e Mauricio ed il rientrante Parolo insieme a Biglia. Pioli insiste con una formazione improponibile, contro tutto e tutti, soprattutto contro risultati che continuano a non venire. Quarta sconfitta nelle ultime cinque partite, con una classifica sprofondata giustamente nella mediocrità del centro classifica, ben lontani dal vertice e dalla zona Uefa. Forse proprio l’Europa League ha creato false convinzioni nella testa di Pioli, reo di accettare passivamente ogni facezia della società. La doppietta contro il modesto Rosenborg ha fatto crescere illusoriamente le quotazione dell’attaccante slavo, da sempre pupillo di Pioli, nonostante lo scarso rendimento nel campionato di serie A. Ma ciò che più grida vendetta è la scelta di ricorrere ad un Radu assolutamente fuori forma per coprire una linea difensiva che con Gentiletti e Mauricio mette apprensione scuotendo la schiena dei tifosi con brividi forti.

L’operazione chirurgica che ha posto fine alla stagione di De Vrij, dovrebbe costringere la società a ricorrere al mercato di Gennaio perché pensare di concludere il campionato in corso con questa linea difensiva sarebbe davvero pericoloso. In avanti continua l’assoluta assenza di una benché minima trama di gioco, limitandosi alle giocate individuali di Anderson e Candreva, considerato che Djordjevic non è praticamente pervenuto. Resta chiedersi il perché, in una rosa così mediocre Keita e Matri ma anche Morrison vengano utilizzati col contagocce. Tutto sicuramente frutto di un mercato scadente senza ambizioni o progetti reali ma che il mister non è proprio in grado di sorreggere e modificare.

Vero è che il buon arbitro ternano non ha certo dato una mano alla Lazio e solo dopo dieci minuti ha deciso di porre la gara in discesa per la Roma, ma è altrettanto vero che Pioli non è riuscito ad imporre alcuna scossa ad un gruppo amorfo, senza personalità e distante anni luce dal proprio allenatore. Tutto tranquillo sulla panchina biancoceleste, quasi già rassegnata agli eventi.  Come di consueto, inoltre, il tecnico biancoceleste non riesce a leggere la partita in corso d’opera, con cambi sempre tardivi e talvolta inspiegabili. E cosi è stato anche oggi.

Per vedere una sostituzione e provare a cambiare la partita è stato necessario, come al solito, il secondo gol romanista. Ma quando ti aspetti l’aumento del tasso offensivo della squadra ecco che dal cilindro magico dell’allenatore biancoceleste esce lo scambio Djordjevic – Klose. Poca cosa per chi deve rimontare due gol ed allora dopo altri cinque minuti (si era così già al 70’) ci si ricorda come d’incanto di Keita in luogo di un Radu ammonito e purtroppo ormai ben lontano dagli splendori di un tempo. Il neo entrato regala subito qualche spunto interessante ma per tentare il tutto per tutto, con la terza punta in campo si attende addirittura l’ottantaduesimo allorquando anche Matri può calcare il terreno dell’Olimpico.

Ormai però i giochi sono fatti ed i pronostici rispettati ma con tanto rammarico di un qualcosa che non sarà mai ed ancora una volta Pioli ha confermato tutti i propri limiti ma nel derby le responsabilità sono molto più gravi.

Certamente però, ne Pioli, ne la società possono essere gli alibi di un gruppo che troppo spesso si dimentica di doveri e responsabilità, abbandonandosi passivamente agli eventi. Tutti sono sul banco degli imputati perchè i tifosi meritano rispetto. Sebbene ce ne fosse ancora bisogno dimostrarlo, credo che, al contrario di quanto si vorrebbe far credere, non sia così difficile migliorare questa rosa e l’auspicio che la società se ne renda conto e provveda adeguatamente.

Il primato nel girone di Europa League non deve illudere….la serie A è tutta un’altra cosa!

Massimiliano Marsili

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Romano de Roma, è ormai prossimo alle 50 primavere. Dopo la famiglia, la vita all'aperto è stato da sempre il suo secondo amore. Una vita nello sport con il grande hobby del giornalismo sportivo. Per poco non è diventata la principale attività lavorativa ma la passione non si è mai sopita. Basket e Calcio hanno rappresentato ed in parte tutt'ora lo sono parte della sua vita.... sport praticati a tutti i livelli, giocatore allenatore ed arbitro. Parimenti le esperienze radiofoniche con diverse emittenti e strutture locali e nazionali, sia web che FM. Laziale doc, amante di tutto il movimento biancoceleste che segue in diversi siti e blog. Con grande piacere ed entusiasmo si è lasciato coinvolgere dal progetto di SportBloggers.