Speciale Juventus: 120×120 – Parte II

Ecco la seconda parte dello speciale, in 3 episodi, dedicato ai 120 anni della Juventus.

5 – Stopper/Difensori centrali

Umberto CALIGARIS: Nativo di Casale, cresciuto nei nerostellati del Monferrato, nella cui prima squadra gioca dal 1919 al 1928, approda quindi alla Juventus. Qui forma un fantastico terzetto difensivo con il portiere Combi e con con Virginio Rosetta. In bianconero rimarrà fino la 1935, quando se ne andrà dopo aver vinto il quinto Scudetto consecutivo. Passato al Brescia con il ruolo di giocatore-allenatore, vi rimane per 2 stagioni, dopodiché appende gli scarpini al chiodo e va ad allenare la Lucchese, il Modena e, nel 1939, la Juventus. Sulla panchina bianconera rimarrà per una stagione e un pezzetto della successiva, quando – è il 19 ottobre 1940 – durante una partita tra vecchie glorie, viene stroncato da un aneurisma. Con la Nazionale ha preso parte al vittorioso Mondiale 1934, e conquistato 2 volte la Coppa Internazionale.

Pietro RAVA: Cresciuto nel Settore giovanile della Juventus, debutta in prima squadra nella stagione 1935-’36, appena conclusosi il ciclo del ‘Quinquennio d’oro’. Gioca in bianconero fino al 1946, quando passa all’Alessandria dopo che gli era stata prospettata la necessità di un ricambio generazionale. I grigi lo fanno capitano e raggiungono la salvezza ma, a fine stagione, Rava torna dalla sua Signora. Giocherà con la Juve per altri tre anni, quindi chiuderà col calcio giocato dopo una stagione (più tre partite della successiva) con il Novara, di cui diventa poi tecnico nelle giovanili. Inizia quindi una poco proficua carriera da allenatore, che si concluderà alla Biellese nel 1964, dopodiché uscirà dal mondo del calcio. Scomparso nel 2006, con la Juve ha vinto uno Scudetto e 2 Coppe Italia. Con la Nazionale ha conquistato l’oro olimpico nel 1936 e il Mondiale 1938.

Carlo PAROLA: Torinese, cresciuto nelle giovanili bianconere, debutta in prima squadra nel 1939. Vi rimarrà 15 anni, divenendo con il tempo anche capitano e conquistando 2 Scudetti e una Coppa Italia. Chiude col calcio giocato dopo una stagione alla Lazio, della quale diviene poi allenatore in seconda. Diventato poi allenatore a tutto tondo, guiderà anche la ‘sua’ Juventus. È scomparso nel 2000.

Giancarlo BERCELLINO: Detto ‘Berceroccia’, cresciuto nelle giovanili della Juventus, che lo scovò 13enne nel Borgosesia, nel 1960 viene mandato in prestito all’Alessandria, rientrando in bianconero l’anno successivo. Vi rimarrà fino al 1969, quando passa al Brescia. Con le ‘Rondinelle’ inizia anche la stagione successiva ma, in novembre, viene ceduto alla Lazio. Per problemi contrattuali, però, l’affare non si concretizza, e Bercellino decide di ritirarsi e dedicarsi all’azienda di famiglia. Con la Juventus ha vinto uno Scudetto e una Coppa Italia, mentre con la Nazionale ha conquistato l’Europeo 1968.

Francesco MORINI: Originario della provincia di Pisa, cresciuto nella Sampdoria, dopo 6 anni nella prima squadra blucerchiata ‘Morgan’ (come era soprannominato, con riferimento al mitico pirata inglese) arriva, nel 1969, alla Juventus. Vi rimarrà fino al 1980, quando chiuderà col calcio dopo una parentesi nell’allora Campionato Nordamericano, coi Toronto Blizzard nei quali giocherà poi anche Bettega. Si iscrive quindi al corso per dirigenti di Coverciano, e nel 1981 torna alla Juventus come direttore sportivo, carica che manterrà fino al 1994. Successivamente intraprenderà la carriera di commentatore sportivo in tv. In bianconero ha vinto 5 Scudetti, una Coppa Italia e una Coppa UEFA.

Sergio BRIO: Leccese, cresce nella squadra della sua città, debuttando in prima squadra nell’ottobre 1974, a 18 anni. A fine stagione lo acquista la Juventus che, dopo un anno nelle giovanili, lo manda in prestito alla Pistoiese. In Toscana rimane tre anni, quindi torna alla Juventus per prendere il posto di Morini. In bianconero rimane fino al 1990, anno in cui si ritira. Il seguente è vice del Trap nel suo Juve-bis che dura fino al 1994. Brio segue il suo ex allenatore anche a Cagliari, dopodiché le strade dei due si separano, e Brio lo rivedremo allenare agli inizi dei Duemila in Belgio, al Mons. In bianconero ha vinto 4 Scudetti, 3 Coppe Italia e tutti i trofei internazionali: Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe, Coppa UEFA, Supercoppa Europea e Coppa Intercontinentale.

Jürgen KOHLER: Tedesco, alla Juve arriva nel 1991 dal Bayern Monaco, fortemente voluto da Trapattoni per la sua avventura bis sulla panchina bianconera. Stopperone vecchia scuola, ingaggerà epici duelli con il centravanti milanista Van Basten. Rimane 4 anni, conquistando una Coppa UEFA col Trap e il double Scudetto-Coppa Italia con Lippi. Tornato in Germania, al Borussia Dortmund, coi gialloneri vincerà la Champions League, superando in finale proprio la Juventus campione in carica. Si è ritirato nel 2002, divenendo immediatamente Ct dell’Under-21 del suo Paese. Quindi si avvierà a una carriera dirigenziale, prima di tornare ad allenare.

Mark IULIANO: Cosentino ma cresciuto in provincia di Salerno, dopo i primi passi con il piccolo Real Campagna, arriva proprio alla Salernitana nel 1990, a 17 anni. Due stagioni dopo va prima al Bologna e quindi al Monza, facendo ritorno ai granata campani nel 1994. Due anni dopo ecco l’approdo alla Juventus, dove rimarrà fino al 2005, vincendo 5 Scudetti (di cui uno revocato per Calciopoli), 3 Supercoppe italiane, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea e un’Intertoto. Dopo la Juve gioca nel Maiorca, poi brevemente alla Samp, quindi con Messina e Ravenna e San Genesio. Nel 2012 smette definitivamente col calcio giocato, e inizia ad allenare con gli Allievi nazionali del Pavia. Due anni dopo è sulla panchina della Primavera del Latina, venendo poi promosso alla prima squadra. Dopo la fallimentare esperienza con il Como, guida ora il Partizani Tirana in Albania, dove fa il dirigente Luciano Moggi.

Giorgio CHIELLINI: Livornese, cresciuto nella squadra della sua città, la Juve lo acquista dagli amaranto soffiandolo alla Roma nel 2004. Lo manda quindi in prestito per una stagione alla Fiorentina, dopodiché dal 2005 diventa in pianta stabile un elemento della squadra bianconero. Inizialmente impiegato come terzino sinistro, viene spostato al ruolo di difensore centrale da Didier Deschamps, nell’anno della Serie B. Attuale vice capitano, con la Juventus ha vinto i 6 Scudetti e le 3 Coppe Italia consecutivi, oltre a 3 Supercoppe italiane. È anche uno dei leader della Nazionale.

Andrea BARZAGLI: Toscano di Fiesole, cresce nella Rondinella, con cui debutta nel calcio professionistico nel 1998. La lascia definitivamente, dopo una breve esperienza alla Pistoiese, nel 2001, passando prima al Piacenza e poi all’Ascoli. Qui si mette in luce e viene acquistato dal Chievo, squadra che lo fa debuttare in Serie A. Un debutto convincente, visto che l’anno seguente passa al Palermo che punta all’Europa, puntualmente conquistata. Rimane in rosanero (anche da capitano) fino al 2008, quando passa ai tedeschi del Wolfsburg, con cui vince subito la Bundesliga. Lascia i ‘Lupi’ nel gennaio 2011, per approdare alla disastrata Juve di Delneri, rivelandosi da subito fondamentale per raddrizzare la baracca. Pilastro prima con Conte e poi con Allegri, e tra i ‘leggendari’ che hanno conquistato i 6 Scudetti consecutivi, oltreché 3 Coppe Italia (anche queste consecutive) e altrettante Supercoppe italiane. Tutt’ora membro della rosa, è anche un pilastro della Nazionale.

6 – Liberi/Difensori centrali

Virginio ROSETTA: Vercellese, cresciuto e messosi in luce nella Pro, nel 1923 (dopo 2 Scudetti) passa alla Juventus, divenendo di fatto il primo calciatore professionista del calcio italiano. Con la Signora gioca fino al 1936, conquistando 6 Scudetti (di cui i 5 consecutivi del ‘Quinquennio d’oro’). Divenuto dapprima giocatore-allenatore e poi solo tecnico bianconero, in panchina conquista una Coppa Italia. Lascerà definitivamente il club nel 1939, allenando fino al 1948, anno in cui chiude la carriera da tecnico, dopo aver guidato il Palermo. È mancato nel 1975.

Alfredo FONI: Gemello di Pietro Rava esattamente come lo fu Rosetta di Caligaris, cresce nell’Udinese, passando poi da Lazio e Padova. Nel 1934 lascia i biancoscudati per la Juventus, dove rimarrà fino al 1947 e conquistando uno Scudetto e 2 Coppe Italia. Lasciato il bianconero si cimenta nel ruolo di allenatore, al Venezia. Quindi torna a fare il giocatore al Chiasso, ritirandosi definitivamente nel 1949, quando diventa allenatore del Casale. Girerà varie panchine, trovando fortuna soprattutto su quella dell’Inter, con cui vincerà 2 Scudetti. Con la Roma, invece, conquista la Coppa delle Fiere. Chiude con la panchina nel 1977, al Lugano. Con la Nazionale ha vinto l’oro olimpico al Berlino nel 1936 e il Mondiale due anni dopo. È morto nel 1985.

Ernesto CASTANO: Nativo di Cinisello Balsamo, cresciuto nella locale Balsamese, al professionismo arriva nel 1956 con il Legnano. L’anno dopo passa alla Triestina, e nel 1958 alla Juventus. Vi rimarrà fino al 1970, giocando le ultime 5 stagioni da capitano e vincendo 3 Scudetti e altrettante Coppe Italia. Chiude la carriera nel 1971, dopo una stagione al Vicenza. Con la Nazionale ha vinto l’Europeo 1968.

Sandro SALVADORE: Partner prima ed erede poi di Castano, Salvadore arriva alla Juventus nel 1962 dal Milan, dove era cresciuto. Giocare in bianconero fino al 1974, conquistando 3 Scudetti e una Coppa Italia. Da capitano guiderà inoltre la squadra alla sua prima finale di Coppa dei Campioni, nel 1973, e alla successiva Coppa Intercontinentale (dove la Juve rimpiazzò i campioni europei dell’Ajax). Campione d’Europa con l’Italia nel 1968, è scomparso nel 2007.

Gaetano SCIREA: Uno dei miti assoluti della storia bianconera. Cresciuto nell’Atalanta, approda alla Juventus nel 1974 per rimpiazzare Salvadore. Vestirà il bianconero fino al 1988, conquistando 7 Scudetti, 2 Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa Europea, molti dei quali da capitano. Campione del Mondo con l’Italia nel 1982, dopo il ritiro diviene vice dell’ex compagno Zoff sulla panchina bianconera. In questa veste troverà tragicamente la morte in un incidente stradale il 3 settembre 1989 in Polonia, dove si era recato per visionare i prossimi rivali europei dei bianconeri.

Roberto TRICELLA: Cresciuto nell’Inter, di Cernusco sul Naviglio come il suo predecessore Scirea, arriva in bianconero nel 1987 dal Verona dei miracoli con cui 2 anni prima vinse lo Scudetto. In bianconero gioca 3 stagioni, vincendo una Coppa UEFA e una Coppa Italia, andando poi a chiudere la carriera al Bologna, ritirandosi nel 1992.

JULIO CESAR da SILVA: Brasiliano, arriva alla Juve nel 1990 dalla Francia, dove aveva giocato con Brest e Montpellier. In bianconero rimane 4 stagioni, vincendo una Coppa UEFA. Come il suo ex partner Kohler, andrà poi al Borussia Dortmund, vincendo la Champions League proprio battendo la Juve in finale. Si ritira nel 2001, dopo esser tornato a giocare in Patria. Successivamente intraprende la carriera di procuratore.

Massimo CARRERA: Cresciuto nella Pro Sesto, squadra della sua città, arriva nel ‘calcio che conta’ con il Bari, dove approda nel 1986. Lo lascia, da capitano, nel 1991, quando lo acquista la Juve. Jolly difensivo, viene impostato come libero da Marcello Lippi, sotto la cui guida vince Scudetto e Coppa Italia il primo anno, e la Champions League il secondo. Precedentemente, con Trapattoni in panchina, aveva conquistato anche una Coppa UEFA. Passerà poi all’Atalanta, quindi al Napoli e poi al Treviso, chiudendo infine la carriera nella Pro Vercelli, dove gioca dal 2005 al 2008. L’anno dopo torna alla Juve, come tecnico delle giovanili. Nel 2011, con l’arrivo di Antonio Conte in panchina, passa allo staff della prima squadra. La lascia assieme a Conte nel 2014, per passare alla Nazionale. Quando Conte va al Chelsea, lui passa allo Spartak Mosca, come vice dell’ex giocatore di Roma e Perugia Dmitrij Aleničev. Gli subentra quando questi viene esonerato, conquistando la vittoria del campionato russo.

Paolo MONTERO: Uruguaiano, noto e amato per il suo temperamento focoso, in Italia lo porta l’Atalanta nel 1992. 4 anni dopo rimpiazza Carrera alla Juventus, rimanendo in bianconero fino al 2005 e conquistando 5 Scudetti (di cui uno revocato per Calciopoli), 3 Supercoppe italiane, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea e un’Intertoto. Tornato a giocare in Patria, successivamente intraprende la carriera di allenatore.

Leonardo BONUCCI: Viterbese, cresciuto nelle giovanili della squadra locale e passato poi a quelle dell’Inter, si mette inizialmente in mostra nel Treviso. Affermatosi definitivamente nel Bari, nell’estate del 2010 approda alla Juventus. Dopo una prima stagione difficile, diviene un pilastro della squadra che vince 6 Scudetti consecutivi, 3 Supercoppe italiane, 3 Coppe Italia consecutive e che gioca 2 finali di Champions League in 3 anni. A seguito di alcune incomprensioni con Max Allegri, nell’estate 2017 lascia i bianconeri per il Milan.

7 – Ali/Mezzali destre

Federico MUNERATI: Soprannominato ‘Ricciolo’, alla Juve arriva nel 1923, proveniente dal Novara. In bianconero rimarrà 10 anni, conquistando 4 Scudetti (compresi i primi 3 del ‘Quinquennio d’oro’). Passa poi alla Samp, quindi alla Pistoiese. Nel 1935 approda alla Biellese come giocatore-allenatore, rimanendovi tre anni. Dopo un’ultima stagione dal calciatore alla Pavese Luigi Belli, nel 1939 inizia ad allenare al Pavia. L’anno dopo è sulla panchina della Juventus, subentrando allo scomparso Caligaris. Allenerà quindi nelle serie minori fino al 1953. Decimo bomber assoluto nella storia bianconera con 114 centri, è morto nel 1980.

Pedro SERNAGIOTTO: Brasiliano di origini italiane, nel 1931 arriva alla Juventus dal Palmeiras. In bianconero gioca fino al 1934, vincendo 3 Scudetti consecutivi. Torna poi in Patria, smettendo col calcio giocato nel 1943. È scomparso nel 1965.

Savino BELLINI: Cresciuto nella piccola Portuense, squadra della sua cittadina natale, passa poi alla SPAL, e quindi al Novara. Da qui, nel 1937, si trasferisce alla Juventus, rimanendovi fino al 1944 e vincendo 2 Coppe Italia. Giocherà poi con Milan, Varese, Inter e ancora SPAL ritirandosi nel 1948. È mancato nel 1974.

Ermes MUCCINELLI: Arriva alla Juventus nel 1946, dalla Biellese, e vi gioca fino al 1955, quando passa alla Lazio. Rimarrà coi biancocelesti per 3 stagioni, tornando poi in bianconero per un’annata, e chiudendo la carriera la stagione successiva al Como. Con la Juve ha vinto 2 Scudetti e una Coppa Italia. È scomparso nel 1994.

Bruno NICOLÈ: Padovano, cresciuto nella squadra della sua città, la Juventus lo acquista dai biancoscudati nel 1957. Rimarrà in bianconero fino al 1963, quando si trasferirà al Mantova. Giocherà poi con Roma, Sampdoria e Alessandria, dove si ritira nel 1967. In bianconero ha vinto 2 Scudetti e 2 Coppe Italia. Detiene ancora il record di giocatore più giovane ad aver vestito la fascia di capitano della Nazionale italiana.

Helmut HALLER: Tedesco, portato in Italia dal Bologna che “Così si gioca solo in Paradiso” con cui vince il campionato nel 1964, 4 anni dopo approda alla Juventus. Vi giocherà fino al 1973, conquistando in bianconero altri 2 Scudetti. Lascia dopo la finale di Coppa dei Campioni persa nel 1973 contro l’Ajax, facendo rientro in Patria. Secondo e terzo ai Mondiali (1966 e 1970) con la Germania Ovest, è scomparso nel 2012.

Franco CAUSIO: Leccese, cresciuto nella squadra della sua città, il ‘Barone’ passa nel 1965 alla Sambenedettese, e l’anno dopo alla Juventus. In bianconero rimane 2 anni a fare apprendistato poi viene mandato dapprima alla Reggina, e quindi al Palermo. Torna definitivamente a Torino nel 1970, rimanendovi fino al 1981 e conquistando 6 Scudetti, una Coppa Italia e una Coppa UEFA. Vivrà poi una seconda giovinezza nel suo triennio all’Udinese, dopodiché giocherà con Inter, Lecce e Triestina, smettendo col calcio giocato nel 1988. Ha vinto il Mondiale 1982 con l’Italia.

Massimo BRIASCHI: Nativo della provincia di Vicenza, si forma nel Settore giovanile biancorosso, debuttando in prima squadra nel 1975. Vi rimane, come rincalzo, fino al 1979, quando passa al Cagliari. Torna indietro dopo un solo anno, quindi nell’autunno 1981 passa al Genoa. Vi rimane fino all’estate 1984, quando passa alla Juventus. In tre stagioni in bianconero conquista uno Scudetto, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa UEFA. Tornato al Genoa, vi gioca per 2 ulteriori stagioni, prima di passare al Prato e poi ai canadesi del North York Rockets, con cui chiude la sua carriera agonistica, nel 1990.

Angelo DI LIVIO: Romano, cresciuto nel vivaio giallorosso, nel 1985 viene mandato a fare esperienza alla Reggiana, poi alla Nocerina e infine a Perugia, dove viene riscattato. Nel 1989 passa al Padova, dove rimane per 4 stagioni, venendo poi acquistato dalla Juventus. In bianconero rimane fino al 1999, vincendo 3 Scudetti, una Coppa Italia, 2 Supercoppe italiane, una Champions League, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa Europea. Passato alla Fiorentina, concluderà la sua carriera nella Viola, nel 2005. Dopo il ritiro ha allenato nelle giovanili romaniste, quindi dal 2008 al 2010 ha fatto parte dello staff di Marcello Lippi in Nazionale. Successivamente si è dedicato alla carriera di commentatore radiotelevisivo.

Mauro Germàn CAMORANESI: Argentino naturalizzato italiano, lo porta in Serie A il Verona, nel 2000. Dopo due stagioni in gialloblu, eccolo approdare alla Juventus. In bianconero rimane fino al 2010, accettando anche la Serie B nel post-Calciopoli. Con la maglia della Vecchia Signora ‘Camo’ conquista 3 Scudetti (l’ultimo di Lippi più i due revocati nel 2006), 2 Supercoppe italiane e un campionato di Serie B. Nel 2006, in maglia azzurra, conquista il Mondiale di Germania.

8 – Registi offensivi/Mezzali sinistre/Centrocampisti universali

Giovanni FERRARI: Alessandrino, inizia a giocare coi grigi della sua città, debuttando in prima squadra nel 1923. Vi rimarrà fino al 1930 (salvo una parentesi all’Internaples nella stagione 1925-’26), quando l’allenatore Carlo Carcano lo porterà con sé alla Juventus. Protagonisti assoluto del ‘Quinquennio d’oro’, se ne andrà nel 1935, dopo il quinto Scudetto consecutivo. Il successivo lustro lo passa all’Ambrosiana-Inter, vincendo altri 2 Scudetti. L’ottavo lo vince al Bologna, nell’unica stagione giocata coi felsinei, prima di tornare in bianconero da giocatore-allenatore, conquistando la Coppa Italia, ma solo da giocatore perché come tecnico si dimise dopo sole 14 giornate. Allenerà poi l’Inter, il Pavia, il Brescia, gli svizzeri del Cantonal Neuchâtel, il Prato e il Padova, con cui chiederà la carriera in panchina nel 1951, in quanto entrato nel frattempo nei quadri tecnici federali. Nel 1958 entra nella commissione tecnica che guida la Nazionale, divenendo poi Ct, guidando gli Azzurri fino al Mondiale 1962. Morirà vent’anni dopo.

Luis DEL SOL: Spagnolo, formatosi nel Betis, nel 1959, dopo un lustro con la squadra sivigliana si trasferisce al Real Madrid. Saluta i blancos con il doblete Campionato-Coppa del Re dopo 3 anni (nei quali ha vinto 2 campionati, una Coppa di Spagna, una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale), approdando alla Juventus nel 1962. Vi rimane 8 stagioni, conquistando uno Scudetto e una Coppa Italia. Nel 1970 si trasferisce a Roma, giocandovi due stagioni e facendo poi ritorno al Betis Siviglia, dove chiude col calcio giocato nel 1973. Si è successivamente messo a disposizione del Betis, venendo chiamato in un paio di circostanza come tecnico ad interim.

Fabio CAPELLO: Friulano, cresciuto nelle giovanili della SPAL, arriva in prima squadra nel 1964. Vi rimane fino al 1967, quando lo acquista la Roma. Rimane tre anni anche in giallorosso, vincendo una Coppa Italia, poi nel 1970 passa alla Juventus. In 6 stagioni conquista 4 Scudetti, poi nel 1976 viene ceduto al Milan, con cui chiuderà la carriera di giocatore nel 1980. Rimane poi all’interno della società rossonera, lavorando nel Settore giovanile, e guidando la Primavera dal 1982 al 1986. Nel 1987 guida brevemente la prima squadra del ‘Diavolo’ dopo l’esonero di Nils Liedholm. Tornato a fare il dirigente, nel 1991 viene promosso quale successore di Arrigo Sacchi, conquistando, in 5 stagioni: 4 Scudetti, 3 Supercoppe italiane, una Coppa dei Campioni (perdendo altre due finali) e una Supercoppa Europea. Passa quindi al Real Madrid, con cui conquista subito la Liga, tornando poi al Milan. Il bis in rossonero è fallimentare e quindi, dopo un anno di stop, nel 1999 riparte dalla Roma, riportandola allo Scudetto nel 2001. Coi giallorossi vince anche una Supercoppa Italiana, rimanendo nella Capitale fino al 2004, quando passa clamorosamente sulla panchina della Juventus. Vince 2 Scudetti in 2 anni, ma entrambi i titoli saranno cancellati da Calciopoli. In virtù della retrocessione in B dei bianconeri, lascia la squadra e torna al Real Madrid. Come dieci anni prima vince subito il campionato, lasciando poi a fine stagione. Pochi mesi dopo diviene Ct dell’Inghilterra, che guiderà fino al febbraio 2012, quando si dimetterà in polemica con la FA inglese sul ‘caso Terry’. A luglio passa a guidare un’altra Nazionale, quella russa, che lascerà nel luglio 2015. Dopo due anni di stop, firma coi cinesi dello Jiangsu Suning, che guida tuttora.

Marco TARDELLI: Toscano della provincia di Lucca, arriva al calcio professionistico nel 1972, quando il Pisa lo acquista dal piccolo San Martino. Due anni dopo passa al Como, dove gli basta una stagione per mettersi in luce ed essere acquistato dalla Juventus. Rimane in bianconero 10 anni, vincendo 5 Scudetti, 2 Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA e una Supercoppa Europea. Chiude con il calcio giocato nel 1988, dopo 2 stagioni all’Inter e una con gli svizzeri del San Gallo. Entra quindi nei quadri tecnici federali, dapprima come Ct dell’Under-16 e poi, dal 1990 al 1993, quale vice di Cesare Maldini all’Under-21. Lascia per divenire allenatore del Como, che porta alla promozione dalla C1 alla B. Rimane coi lariani anche la stagione successiva, passando poi al Cesena. Coi romagnoli rimane fino all’esonero dell’ottobre 1996. Un paio di mesi dopo è nuovamente vice di Maldini, stavolta nella Nazionale maggiore, e guida pure l’Under-23 ai Giochi del Mediterraneo 1997. A dicembre è il nuovo Ct dell’Under-21, che nel 2000 porta a vincere l’Europeo di categoria. Lascia pochi mesi dopo per sostituire in corsa Marcello Lippi sulla panchina dell’Inter, chiudendo il rapporto coi nerazzurri a fine stagione. Seguiranno poi sfortunate esperienze alla guida di Bari, Egitto ed Arezzo. Nel 2006 entra nel Cda della ‘nuova’ Juventus del post-Calciopoli, dimettendosi dopo un anno per contrasti con la dirigenza. Dal maggio 2008 al settembre 2013 è vice di Giovanni Trapattoni sulla panchina della Nazionale dell’Eire, divenendo poi un apprezzato commentatore televisivo. Con l’Italia ha vinto il Mondiale 1982, segnando anche un gol in finale, festeggiato con l’ormai celeberrimo urlo di corsa.

Didier DESCHAMPS: Francese, arriva in bianconero nell’estate del 1994, acquistato dall’Olympique Marsiglia con cui l’anno prima ha alzato da capitano la Coppa dei Campioni, battendo il Milan in finale. Rimane alla Juventus fino al 1999, vincendo 3 Scudetti, una Coppa Italia, 2 Supercoppe italiane, una Champions League, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa Europea. Si ritira nel 2001, dopo una stagione con gli inglesi del Chelsea e una con gli spagnoli del Valencia. Inizia quindi la carriera da allenatore, al Monaco, guidandolo fino al settembre 2005, vincendo una Coppa di Lega e portando la squadra fino alla finale di Champions League. Nell’estate del 2006 è il nuovo allenatore della Juventus, in Serie B: si dimette ad A riconquistata, per dissidi con la dirigenza sui programmi futuri. Rimane fermo 2 anni, quindi nel 2009 arriva la chiamata del ‘suo’ OM con cui, in 3 stagioni, conquista un campionato, 2 supercoppe nazionali e 3 Coppe di Lega consecutive. Dal 2012 è Ct della Francia con cui, da giocatore e capitano ha vinto il Mondiale 1998 e l’Europeo 2000.

Edgar DAVIDS: Olandese, cresciuto nell’Ajax, lo porta in Italia il Milan nel 1996. Coi rossoneri rimane una stagione e mezza, non ambientandosi e per questo viene nel dicembre 1997 viene ceduto a cuor leggero alla Juventus. In bianconero rimarrà fino al gennaio 2004, quando passa al Barcellona. Nei suoi anni a Torino conquisterà 3 Scudetti, 2 Supercoppe italiane e giocherà 2 finali di Champions League. Dopo 6 mesi in blaugrana torna in Italia, all’Inter con cui vince la Coppa Italia, e passando poi agli inglesi del Tottenham. Lascia gli Spurs nel gennaio 2007 per tornare all’Ajax, dove rimane fino al 2008, rimanendo poi senza contratto. Torna a giocare nel 2010, dopo due anni di inattività, con gli inglesi del Crystal Palace, rescindendo dopo pochi mesi. Dal 2012 al 2014 è giocatore-allenatore del Barnet.

Claudio MARCHISIO: Torinese e juventino doc, cresciuto nelle giovanili bianconere (con la Primavera ha vinto Scudetto, Supercoppa Italiana e Torneo di Viareggio), il ‘Principino’ arriva in prima squadra nel 2006, giocando 25 partite nel campionato di Serie B. La stagione successiva la passa in prestito all’Empoli, in Serie A, facendo poi rientro alla base. È uno dei giocatori ad aver vinto tutti i 6 Scudetti consecutivi della ‘Leggenda’, cui si assommano 3 Coppe Italia (consecutive) e altrettante Supercoppe nazionali.

Andrea PIRLO: Bresciano, cresciuto nel vivaio locale, dopo il debutto in prima squadra se lo accaparra l’Inter, lesta a bruciare l’agguerrita concorrenza. Dalle parti di Appiano Gentile, però, il ragazzo non sembra sfondare, e dopo un paio di prestiti, lascia definitivamente l’Inter, per passare ai ‘cugini’ del Milan. In rossonero sarà un decennio di successi difficile da imitare, dopo i quali cerca nuove sfide firmando nel 2011 a parametro zero con la Juve. In bianconero gioca 4 stagioni, conquistando altrettanti Scudetti, 2 Supercoppe italiane e una Coppa Italia. Scegli quindi New York per concludere la carriera, come già annunciato. Con l’Italia è stato uno dei grandi protagonisti della vittoria al Mondiale 2006.

Arturo VIDAL: Cileno, soprannominato ‘Guerriero’ per la sua tempra, in Europa lo portano i tedeschi del Bayer Leverkusen nel 2007. 4 anni dopo lo acquista la Juventus, con cui vince subito lo Scudetto. Rimarrà fino al 2015, vincendone altri 3, e conquistando anche una Coppa Italia e 2 Supercoppe italiane. Passa quindi al Bayern Monaco, dove gioca tuttora.

Paul POGBA: Francese, quando ha 16 anni gli inglesi del Manchester United lo strappano al Le Havre, portandolo nella loro Academy. Non trovando sbocchi in prima squadra, nel 2012 passa a parametro zero alla Juventus. Coi bianconeri gioca 4 stagioni, conquistando altrettanti Scudetti, 2 Coppe Italia e 3 Supercoppe nazionali. Nell’estate del 2016 torna ai ‘Red Devils’ per oltre 100 milioni di Euro.

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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