Stephanie Santer, ironwoman delle nevi

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Sono passati parecchi anni dagli allori e dai trionfi di Manuela Di Centa, ora finalmente l’Italia ha una nuova regina delle nevi. Non stiamo parlando di slalom o discese libere, ma di fondo, la specialitA� che piA? delle altre discipline invernali esalta ai massimi livelli le dote fisiche degli atleti, oltre che quelle mentali. Ci vogliono infatti ore di allenamenti, uno spirito di sacrificio sopra la norma, e poi grinta, determinazione, coraggio e concentrazione a profusione per competere sui binari innevati con la “crema” di questo sport, dove gli scandinavi la fanno da padroni. Stephanie Santer, da Dobbiaco, ha da poco vinto la FIS Marathon Cup 2012, nientepopodimeno che la Coppa del Mondo delle granfondo nordiche, un massacrante circuito di 8 maratone svoltesi nelle piA? belle localitA� sciistiche europee. Trent’anni, un successo arrivato un po’ tardi, la nostra altoatesina si A? portata a casa l’ambita sfera di cristallo grazie ad una serie di prestazioni esaltanti, a numerosi podi che le hanno regalato i punti necessari a primeggiare nel Circuito, tra l’altro alla prima partecipazione, ulteriore segnale di uno strapotere fisico e mentale fuori dal comune. Stephanie A? una ragazza squisita, l’unico problema con lei A? trovare il momento per parlarle, tra un impegno e l’altro, perchA� la ragazza A? instancabile, una vera ironwoman…

Stephanie, quando hai cominciato a sciare?
Prestissimo, a 5 anni, vicino all’hotel di famiglia c’A? una pista di fondo, A? stata una cosa naturale cominciare col fondo anzichA� con la discesa. E poi avevo l’esempio delle mie sorelle, sono la piA? piccola delle tre, dalla finestra le vedevo allenarsi e non poteva che nascere il desiderio di emulazione. L’unico a non aver inforcato gli sci A? mio fratello Jurgen, lui fa lo chef nell’hotel di famiglia, il Santer Hotel a Dobbiaco.

Quale specialitA� preferisci? Hai mai provato o pensato di fare anche il biathlon?
Mia sorella Nathalie era un’ottima tiratrice, io invece una frana…Ho preferito concentrarmi sulla tecnica alternata, A? quella dove rendo di piA?. Tutto sommato sono contenta dei miei primi anni di agonismo, adesso per fortuna sono arrivati anche i risultati sulle lunghe distanze, e senza dubbio ancora alle maratone dedicherA? i miei futuri anni sportivi.

Hai qualche rimpianto per i tuoi primi anni di agonismo? Magari una gara persa per pochi secondi?A�
Ah sA�, un rimpianto grandissimo ce l’ho, poco prima delle Olimpiadi di Torino mi sono fratturata una gamba…ero in forma strepitosa, avevo ottenuto la qualificazione con facilitA�, giocavo le Olimpiadi in casa, insomma c’erano tutti i presupposti per l’esplosione e per fare un risultato super. Invece il brutto infortunio non solo mi ha fatto perdere l’occasione della vita, ma mi ha lasciato strascichi anche negli anni successivi, quando ti fai male in maniera cosA� pesante e torni a gareggiare non sei piA? quella di prima, soprattutto mentalmente. PerA? quest’anno finalmente sono riuscita a mettermi tutto alle spalle, adesso questa vittoria mi apre orizzonti per i prossimi anni impensabili anche solo pochi mesi fa.

Come spieghi questo importante successo a trent’anni, in un’etA� in cui, sportivamente parlando, di solito si A? giA� in parabola discendente, a maggior ragione in uno sport cosA� duro come il tuo?
Hai ragione, in effetti anche nel fondo la massima maturitA� fisico-atletica si raggiunge intorno ai 25-26 anni, ed in effetti a quell’etA� anch’io andavo a mille, era proprio l’anno delle Olimpiadi, quando subii quel grave infortunio di cui parlavo prima. PerA? credo anche che, se il tuo fisico A? integro, se hai la fortuna di non ammalarti o di non aver stop magari anche per un semplice stiramento o una frattura da stress, puoi rendere al massimo anche a 30, 35, o anche 40 anni. Gli esempi ci sono, la Follis, Giorgio Di Centa dimostrano che piA? cresce l’etA�, piA? cala la resistenza, ma di pari passo cresce anche l’esperienza, quella A? l’unica dote che non puoi allenare da giovane e che tante volte in una gara fa la differenza in positivo.

Qual A? il significato che dai all’espressione “mentalitA� sportiva”?
Non credo che mentalitA� sportiva sia sinonimo dell’essere un campione, anzi, ho potuto riscontrarla di piA? negli amatori che nei professionisti. MentalitA� sportiva per me significa avere proprio la passione per quello che fai, nonchA� ugualmente la capacitA� di tenere duro nei momenti piA? difficili, quando tutto ti rema contro e ti viene voglia di mollare, quando qualcuno che ti A? vicino non crede al raggiungimento dell’obiettivo e tu invece ci credi contro tutto e tutti e vai fino in fondo.

Nella tua esperienza sportiva, ma anche nella vita di tutti i giorni, ti A? servito quest’approccio positivo?A�
SA�, certo, A? stato fondamentale. PerA? penso che la mentalitA� sportiva non sia una cosa che ti si forma col tempo, fa giA� parte del tuo DNA, ce l’hai nel sangue. Io per esempio volevo essere la migliore giA� a scuola, e poco importa se poi di fatto non lo ero, se non ho cominciato a vincere da subito. Era ed A? importante crederci, sempre, ed essere motivati 24 ore su 24.

C’A? un altro sport, fondo escluso, che ritieni possa incarnare i valori della mentalitA� sportiva?
SA�, sicuramente il triathlon, uno sport durissimo, invidio chi lo fa di professione. Io lo pratico per allenarmi, soprattutto nei periodi dell’anno in cui non c’A? piA? la neve. Ho fatto anche delle gare con buoni risultati perchA� sono piuttosto forte in bici e nella corsa, ma mi penalizza il nuoto. Un altro sport che mi entusiasma A? la corsa in montagna, ma non fa per me, io sono troppo grande e pesante per competere ad alti livelli.

Quanto ti alleni in una tua giornata tipo?
Almeno una media di quattro ore al giorno. Ma la bellezza del mio sport A? che mi posso allenare con la corsa o la bici o il nuoto, come ti dicevo prima, e pure con lo skiroll. Adesso a Dobbiaco A? stata costruita una pista fantastica, cosA� abbiamo eliminato i rischi di correre in strada, tra le macchine. A fine stagione io e le mie colleghe fondiste facciamo anche un bel po’ di sci alpinismo. Insomma, cosa posso chiedere di piA?? Mi alleno in posti fantastici, in mezzo al verde ed alla natura, ogni giorno faccio una cosa diversa o un percorso differente dal giorno prima, la noia A? una parola sconosciuta…

Com’A? cambiata la tua vita e come cambierA� nei prossimi mesi, dopo questo importante successo?
Devo confessarti che ancora adesso vado ad ammirare e prendere in mano la coppa del trionfo, ancora stento a credere che ho battuto delle avversarie fortissime. PerA? credo di essere una persona umile, il successo non mi cambierA� di una virgola, continuerA? ad allenarmi come prima ed a fare le stesse cose che facevo prima, al di fuori della mia attivitA� sportiva.

Vuoi dirmi che trovi il tempo di fare dell’altro, oltre che allenarti?
Oh sA�, certo…Sono nel corpo militare della Guardia di Finanza di Cortina, quindi durante il giorno lavoro, faccio 36 ore a settimana. Inoltre in alcuni periodi dell’anno riesco anche a studiare, mi mancano sei esami per laurearmi in Economia e Management, a Bolzano.

Un’ultima domanda. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi, nello sci e nella vita extra sportiva?
Vorrei continuare a gareggiare sulle lunghe distanze, penso di poter ottenere altri buoni risultati come quello di quest’anno. Nel 2013 ci sono i Mondiali in Val di Fiemme, spero di esserci, e poi vorrei correre una Vasaloppet, la piA? famosa delle maratone sciistiche, che A? come per un tennista giocare a Wimbledon. E poi ne avrei un altro di obiettivo, ma non lo dico, lo tengo per me, altrimentiA�non si realizza…Per il resto invece ho idee chiare: sono fidanzata con un collega, Florian kostner, con cui quest’anno mi sposerA?. E poi tra qualche anno io e Florian metteremo in cantiere dei figli, se arriveranno subito saranno i benvenuti. Ah, dimenticavo…prima o poi mi dedicherA? all’hotel di famiglia, anzi, terminata la mia carriera sportiva sarA� proprio quella la mia attivitA�, un bel lavoro in amministrazione…sennA?, per cosa avrA? studiato a fare?

Micidiale Stephanie, vera ironwoman, nonchA�…vulcano ad alta quota!

About Matteo Brama

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.