Still Runnin’ Wild: i 30 anni dell’Hulkamania

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OK, il wrestling non sarA� uno sport tout court. Ma A? sport-entertainment, quindi sempre e comunque della a�?sfera sportivaa�? si tratta.

Questa piccola premessa a a�?mani avantia�? A? per giustificare la presenza di un articolo dedicato alla lotta libera a�?made in USAa�? su questo nostro blog.

Ma perchA� ma��A? saltato in mente di scrivere di wrestling, dopo quattro anni di assoluto silenzio in materia? Beh, perchA� oggi ricorre il trentesimo anniversario di un evento che non ha cambiato solo la storia di questa disciplina, ma la percezione di essa nel mondo, con risvolti socio-culturali inimmaginabili.

Il 23 gennaio 1984, al mitico a�?Madison Square Gardena�� di New York, Terrence Gene Bollea, noto ai piA? come Hulk Hogan, vinceva il titolo mondiale dei pesi massimi della World Wrestling Federation (oggi World Wrestling Entertainment), sconfiggendo in nemmeno cinque minuti il detentore della cintura, The Iron Sheik.

La��evento segna la��esplosione ufficiale del fenomeno noto come a�?Hulkamaniaa�?, ossia lo sfrenato tifo e sostegno nei confronti di Hogan, che si tramuta in guadagni fantasmagorici in termini di botteghino (quando combatte Hulk, le arene si riempiono) e di merchandising, con vendita di magliette, bandane, poster, bandierine e quanta��altro riconducibili al campione.

A fine match, mentre il mitico intervistatore a�?Meana�? Gene Okerlund raccoglie la soddisfazione della��Hulkster, arriva a festeggiarlo con una bottiglia di champagne un altro dei campioni piA? amati del wrestling Anni Ottanta: AndrA� the Giant.

E sarA� proprio la sfida col gigante francese, nel frattempo passato nella schiera dei a�?cattivia�?, a far andare definitivamente in orbita il successo del wrestling in generale e della federazione per la quale lottano in particolare.

GiA� sbaragliata la concorrenza con la prima, storica edizione di a�?Wrestlemaniaa��, show in pay-per-view che mischia sapientemente lotta e shobiz, la WWF/E si afferma definitivamente attirando al Pontiac Silverdome in Michigan, per la terza edizione del ppv, piA? di 93mila spettatori paganti (93173, per la��esattezza).

Il main event A? appunto Hulk Hogan contro AndrA� the Giant, col titolo mondiale in palio. Il campione riesce a sollevare e schiacciare a terra la��avversario, mantenendo la cintura.

La perderA� un anno dopo, sempre contro AndrA� (e dopo quattro anni ininterrotti di regno), anche se in maniera poco pulita per via di uno scambio di arbitro.

Hogan rivincerA� il titolo un anno piA? tardi, dopo aver sconfitto un altro ex amico/alleato, a�?Macho Mana�? Randy Savage, prima di cedere lo scettro la��anno successivo ad Ultimate Warrior, un altro dei beniamini del tempo.

RivincerA� la cintura altre tre volte, prima di passare alla concorrenza (la��ora scomparsa wCw), nel 1994, debuttando in un match per il titolo il 17 luglio, in contemporanea con la finale dei Mondiali di Calcio tra Italia e Brasile (e giorno del mio dodicesimo compleanno). Affronta e batte colui che fino a quel momento A? stato la��alfiere della compagnia a�?Nature Boya�? Ric Flair, e vincendo in totale sei volte il massimo alloro della wCw, la��ultimo cinque anni dopo il primo trionfo, sconfiggendo la vecchia nemesi a�?Macho Mana�?.

A seguito del fallimento della compagnia (avvenuto nel 2001, ma Hulk giA� dal 2000 non appariva piA?, dopo un a�?incidente diplomaticoa�? a cavallo tra veritA� e finzione scenica, che produsse anche una causa in tribunale), Hogan nel 2002 torna nella a�?suaa�? WWE, affrontando in un match storico il suo a�?successore moralea�?, The Rock (oggi affermato attore di action movies) a Wrestlemania X8. Vince quindi il suo sesto e ultimo titolo mondiale della federazione, nella quale appare e scompare varie volte negli anni, lasciando definitivamente nel 2007.

Due anni dopo approda alla TNA, federazione (relativamente) giovane che punta a diventare la concorrente numero uno della WWE. La��arrivo della massima icona del settore dA� alla compagnia un immediato impatto mediatico, ma le cose non vanno come sperato e la TNA non riesce a fare quel salto di qualitA� che si augurava.

Dopo vari cambi di fronte e passaggi avanti indietro tra a�?buonia�? e a�?cattivia�?, Hogan lascia nella��ottobre dello scorso anno. E immediatamente prendono vita le voci che lo vedrebbero tornare ancora una volta alla WWE, prendendo parte alla trentesima edizione di a�?WrestleManiaa��, evento del quale A? stato principale protagonista nelle prime nove edizioni.

E qualche settimana fa la conferma A? arrivata: la��Immortale sarA� alla��evento, anche se ancora non si sa con quale ruolo. Si dice che potrebbe addirittura essere lui ad introdurre Ultimate Warrior nella a�?Hall of Famea�� della federazione, della quale lui fa parte dal 2005.

Personalmente, sono cresciuto con Hulk Hogan: era il mio ero della��etA� fanciullesca. Mi ricordo i a�?dibattitia�? alle scuole elementari, tra chi fosse il migliore tra il a�?mioa�? Hulkster e Warrior, e la��emozione provata quando rivinse il titolo a a�?WrestleMania VIIa��, contro Sgt. Slaughter, che impersonava un sergente della��esercito americano che aveva tradito il suo Paese per schierarsi dalla parte della��Iraq (eravamo ai tempi della prima Guerra del Golfo).

Io ero giA� allora un a�?amerikanoa�?, e vedere il mio eroe distruggere i nemici e sventolare poi la bandiera a stelle e strisce, beha��

Grazie Hulk per tutte le belle emozioni bambinesche che mi hai regalato, e buon anniversario! Vesto ancora fieramente una tua t-shirt, perchA� anche a 31 anni suonati sono e sarA? sempre un hulkamaniacs!

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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