Suicidio Avellino: il Perugia espugna il Partenio

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Trotta porta in vantaggio i lupi che hanno il demerito di non chiudere il match in almeno tre occasioni consentendo a Falcinelli di ribaltare il risultato e portare a casa tre punti che proiettano nuovamente gli umbri a ridosso della zona play off.

Da lupi a a�?pollia�?: cinque minuti di autentica follia, conditi dalle solite discutibili decisioni arbitrali ed errori imperdonabili, costano alla��Avellino vittoria e terzo posto in classifica. Ea�� la dura legge del calcio: se non chiudi le partite, rischi di pareggiarle e addirittura di perderle proprio come successo contro un Perugia che ha avuto il grande merito di crederci e osare fino alla fine. La spinta degli 8000 del Partenio e la bellissima coreografia inscenata ad inizio gara per il ritorno del logo e della denominazione US Avellino 1912, non hanno avuto la��effetto sperato: Rastelli opta per il 4-3-1-2 con Gomis tra i pali, linea difensiva con Ely e Chiosa centrali, Pisacane e Bittante terzini; in mediana, vista la��indisponibilitA� di capitan Da��Angelo, dentro KonA? al fianco di Arini e Zito, Sbaffo trequartista e in attacco il tandem Castaldo-Trotta.

I biancoverdi, come contro il Lanciano, hanno un avvio poco brillante: la squadra A? timorosa, impacciata, bloccata, incapace di imbastire trame di gioco. Il Perugia ha vita facile a centrocampo e i primi 25 minuti sono tutti di marca umbra: Nicco, Lanzafame e Fabinho arrivano facilmente alla conclusione e mettono i brividi a Gomis. Alla mezza��ora inaspettato arriva perA? il vantaggio irpino: calcio da��angolo dalla sinistra, passaggio corto di kone per Zito che entra in area crossa di destro per Trotta che di testa insacca. La��Avellino, che cinque minuti piA? tardi perde Zito per infortunio (al suo posto un Angeli abulico e spaesato), si sblocca e comincia a macinare finalmente gioco e creare occasioni, la piA? clamorosa delle quali giunge al 41esimo con Trotta che lanciato da Kone spara su Koprivec in uscita disperata.

Nella ripresa il tecnico dei biancorossi Camplone si gioca subito la carta Falcinelli al posto di un Ardemagni non pervenuto: i lupi cercano di addormentare la gara chiudendo tutti gli spazi al grifo e provando a ripartire in contropiede sfiorano il raddoppio per ben due volte con Trotta che non riesce ad inquadrare la porta. Al 58esimo il tecnico degli umbri rischia il tutto per tutto: fuori Crescenzi dentro Perugini e cambio di modulo dal 3-5-2 al 3-4-3. La��Avellino comincia a soffrire sulle fasce e Rastelli prova subito a correre ai ripari passando ad un ermetico 5-3-2 con la��inserimento di Almici al posto di uno Sbaffo a corrente alternata e di Mokulu per uno stanchissimo Castaldo. Le mosse non danno i frutti sperati: i biancoverdi si abbassano troppo, il Perugia diventa padrone della mediana e schiaccia i lupi nella propria metA� campo, che perA? paradossalmente, hanno una��altra limpida occasione per chiudere il match con Kone che sul filo del fuorigioco si invola tutto solo nella��area perugina ma al momento di calciare si allunga la palla consegnandola a Koprivec. A cinque minuti dal termine il pari umbro: cross dalla sinistra di Fabinho per Fazzi che forse controlla di mano in area, batti e ribatti con tiro finale di Falcinelli che si insacca alle spalle di Gomis. La��Avellino A? in bambola e quando due minuti piA? tardi il signor Pairetto espelle Ely per doppio giallo e fallo inesistente perde completamente la bussola e il Perugia raddoppia: Faraoni si invola sulla destra, palla rasoterra al centro dove Falcinelli anticipa Gomis sul primo palo e va ad esultare sotto il settore ospiti.

I circa 300 tifosi perugini non credono ai loro occhi, quelli irpini mestamente lasciano il Partenio increduli per come A? maturata la seconda sconfitta consecutiva (mai era accaduto nel corso di questo campionato). Tanto rammarico per tre punti gettati alle ortiche e a�?mea culpaa�? per non aver saputo chiudere la partita. Nel dopo gara a salire nuovamente sul banco degli imputati A? stato mister Rastelli reo di non aver saputo leggere la partita e di aver sostituito Sbaffo e Castaldo.

La veritA� A? che con i a�?sea�? e con i a�?maa�? non si va da nessuna partea�� il calcio non A? una scienza esatta e dunque inutile fare polemiche. La��Avellino poteva e doveva vincere una gara comunque non giocata benissimo, ma che al netto delle occasioni avrebbe ampiamente meritato. La classifica vede Castaldo e soci ancora in zona play off, al quarto posto, a soli 4 punti dal Bologna secondo. Dunque il sogno continuaa�� certo la classifica adesso A? diventata tremendamente corta e le 10 partite che restano da qui alla fine saranno altrettante battaglie durissime, anche perchA� la��Avellino dovrA� far visita a Catania, Vicenza, Varese, Crotone, Bologna e Brescia, ossia tutte squadre invischiate nella lotta per non retrocedere e per la promozione diretta e al Partenio riceverA� Modena, Entella, Pescara e Trapani.

Ea�� il momento di compattarsi e ritrovare quella�� a�?equilibrioa�? che A? stato alla base dei successi di questa squadra: Rastelli dovrA� evitare il contraccolpo psicologico di questa sconfitta, lavorare sulla testa dei calciatori, meditare su alcune scelte fatte, sull’affidabilitA� di alcuni calciatori e preparare la��insidiosa e difficile trasferta alle falde della��Etna in maniera meticolosa e ponderata considerando anche che mancheranno Ely, Sbaffo e Trotta. I tifosi dovranno invece sostenere e incoraggiare tecnico e calciatori: anche perchA�, diciamolo una volta per tutte, questa squadra sta andando ben al di lA� di ogni piA? rosea aspettativa. Rastelli con il materiale che ha avuto a disposizione e tutti i problemi che hanno afflitto e ancora affliggono questa rosa (infortuni, indisponibilitA�, forma fisica non eccellente di alcuni uominia��), ha fatto tantissimo, soprattutto se paragonata a quella di altre squadre ben piA? blasonate e a�?spendaccionea�? che dovevano stracciare il campionato. Con 30 punti a disposizione ogni scenario A? ancora possibile. Dunque, fuori gli attributi. Ea�� giunta la��ora di ricominciare a vincerea��

 

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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