Super Ragni ferma l’Avellino

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L’estremo difensore dell’Ascoli para tutto tranne il tap-in di Castaldo che consente ai padroni di casa di recuperare una gara messasi male dopo il vantaggio firmato Perez nel primo tempo. Adesso sono otto le gare senza vittoria per gli uomini di mister Novellino, che prima di partire per la Spezia, dovranno attendere la sentenza del processo sportivo attesa per mercoledì.

Non basta la buona volontà e la grinta. L’Avellino, dopo il pari in extremis acciuffato a Cittadella, trova sulla sua strada uno strepitoso Ragni e impatta al Partenio per 1 a 1 contro un Ascoli non trascendentale, ma ostico e arcigno.  Che il match non fosse semplice lo si sapeva: in settimana non si è fatto altro che parlare del processo andato in scena venerdì mattina che ha visto la società biancoverde imputata dinanzi Tribunale Federale per la presunta tentata combine della gara Catanzaro – Avellino del 5 maggio 2013 e la conseguente richiesta da parte del procuratore di retrocessione ed esclusione dal campionato in corso, oltre a 3 punti di penalizzazione per la stagione 2018/2019. Inoltre di fronte c’era anche un avversario rinvigorito dalla cura Cosmi, che non ha regalato nulla e che ha trovato dalla sua un estremo difensore superlativo, gettato nella mischia per il mancato recupero di Lanni. Davanti a lui difesa a 3 composta da De Santis, Padella e Gigliotti. Sulle corsie laterali Mogos e Cinaglia, con il capitano Buzzegoli in cabina di regia coadiuvato da Addae e Carpani. In attacco fiducia a Perez e Lores Varela. Novellino fa di necessità virtù e torna di nuovo al 4-4-2: Radu in porta, in difesa, viste le assenze di Ngawa e Migliorini, coppia centrale formata da Kresic e Marchizza con Laverone e Falasco terzini. In mezzo capitan D’Angelo e l’ex Di Tacchio, sulle fasce Molina e Bidaoui a suggerire il tandem Castaldo-Asencio.

I lupi partono subito con il piede pigiato sull’acceleratore e chiudono gli ospiti nella propria metà campo, collezionando la prima occasione da rete dopo quattro minuti con Di Tacchio che suggerisce per  Castaldo che al volo colpisce di piatto ma trova l’intervento provvidenziale di Ragni. I biancoverdi fanno la partita, i marchigiani si difendono con ordine e provano a ripartire, ma non ci sono grandi emozioni.  La gara si infiamma nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo. Al 34esimo Di Tacchio dal limite prova il sinistro, ma l’estremo difensore ascolano vola nel sette negando il vantaggio. Due minuti più tardi Laverone pesca in area Asencio tutto solo che manda incredibilmente fuori di testa. Al 40esimo proprio l’attaccante spagnolo serve un’ottima palla a Bidaoui che dopo una bella giocata in dribbling calcia all’angolino ma trova ancora attentissimo Ragni. Che si ripete sugli sviluppi dell’angolo ancora su una conclusione dal limite del calciatore marocchino.  L’Ascoli sembra poter cedere da un momento all’altro e invece nel primo dei tre minuti di recupero trova a sorpresa il vantaggio: fallo laterale, cross dentro, torre di Cinaglia, Perez, tutto solo sul secondo palo, insacca. Rabbiosa la reazione dei padroni di casa che con D’’Angelo vanno ancora al tiro trovando però l’insuperabile Ragni a chiudere la saracinesca e consentire ai suoi di andare all’intervello avanti di una rete.

Si riparte senza cambi e con lo stesso leitmotiv. Ascoli guardingo, Avellino in avanti a collezionare angoli e “mezze” occasioni. Il pareggio è però nell’area e puntuale arriva. Minuto 59: tiro rasoterra di Bidaoui dopo la sua solita azione personale sulla sinistra, Ragni si salva coi piedi ma non può nulla sul tap-in di testa di Castaldo. Esplode il Partenio che spinge per ritrovare una vittoria che manca da due mesi e ben sette turni. Di Tacchio prova ad accontentare i suoi supporters, ma il suo bolide di sinistro sfiora l’incrocio dando solo l’illusione del goal. Comincia il valzer dei cambi: Cosmi getta nella mischia prima Bianco e poi Pinto rispettivamente per Carpani e Cinaglia. Novellino risponde inserendo Ardemagni per un esausto Asencio, confidando nella voglia di rivalsa del numero 9 che, dopo un brivido fatto correre da Lores Varela a Radu, impegna severamente Ragni con un colpo di testa che il numero 32 devia ancora una volta di istinto puro. Novellino si gioca anche la carta Camarà per Molina e un minuto dopo proprio il colored, ben servito da D’Angelo in area, calcia di prima svirgolando, ma trovando l’accorrente Ardemagni che insacca però in posizione di off side. Nel finale l’Ascoli sembra averne di più ed ha la chance per fare il colpaccio in pieno recupero con Varela che imbeccato in area tutto solo spedisce incredibilmente fuori. Goal sbagliato, goal subito? Quasi, ci prova Kresic al 94esimo, ma anche il suo colpo di testa sfiora soltanto il montante.

L’Avellino rimanda ancora l’appuntamento con la vittoria. Ma a fine gara la curva tributa un meritato applauso ai calciatori in maglia verde che hanno sudato la maglia e ci hanno provato in tutti i modi. Giovedì si va di scena a La Spezia, tutto dipenderà però dalla sentenza di questo processo “farsa” attesa per mercoledì. C’è ottimismo, ma in questi casi è sempre meglio non farsi illusioni! Non resta che incrociare le dita e attendere…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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