Terzo posto in banca e derby vinto ma anche tante ombre. Avellino – Caserta 79-75

18260825_10208904308381719_1590621706_oPartita difficile stasera per gli uomini di coach Sacripanti. L’avversario è debole, alle corde e manca di un uomo che sappia portare la palla. Oltretutto Caserta, a salvezza raggiunta, gioca solo per la gloria e per il rispetto che si deve ai tanti tifosi giunti in irpinia al seguito della squadra. Nonostante questo il derby dà sempre spunti particolari, fa acquistare forze inaspettate, fa guarire malati e resuscitare chi ormai si dava per spacciato. Così, anche grazie ad una delle oramai consuete serate no al tiro da tre dei biancoverdi, Caserta gioca e domina il primo quarto mentre nel secondo riesce a rintuzzare il ritorno dei padroni di casa fermando il punteggio sul 34 pari. Avellino è più forte e ha più classe nel roster. Uniamo a questo una profondità della panchina che Caserta quest’anno può solo sognare. Ed allora è facile immaginare la fuga di Ragland e compagni che superano agilmente la doppia cifra di vantaggio. Fatti due passi avanti arriva il consueto passo indietro. Caserta con un paio di buoni canestri da tre e alcune penetrazioni terminate con le spettacolari schiacciate di Watt e Putney si riporta sotto. Ma gli esterni di coach Dell’Agnello sono in evidente debito di ossigeno e non riescono più a contenere, come fatto per 30 minuti, le penetrazioni di Ragland (otto punti nel solo ultimo periodo) e Green (quattro punti). La vittoria va ad Avellino che conquista il matematico terzo posto e spera nella sconfitta di Venezia contro Sassari nel posticipo del 3 maggio per giocarsi le residue chances di secondo posto nell’ultimo turno di campionato.

MVP

Migliore in campo Adonis Thomas. Croce e delizia dei tifosi, sbaglia il possibile e l’impossibile ma è lui a caricarsi sulle spalle la squadra e con un 75% da due e 18 punti realizzati. Per lunghi tratti della partita fa rimpiangere e chiedere a gran voce l’ingresso di Severini al suo posto. Ma poi riceve in post e mette canestri preziosissimi. Accanto a lui un grande Jones che conferma con una doppia doppia quanto fatto di buono nella prima uscita stagionale dopo l’acquisto.

Dietro la lavagna

Logan e le percentuali da minibasket. 15% da due, 20 % da tre. Serata storta come i tiri che partono dalle sue mani. Poco meglio di lui fa Ragland (30% dal campo) che però riscatta la prestazione con un buonissimo ultimo periodo. Leunen completa il terzetto terribile con una partita molto deludente. La condizione fisica va e viene. In questo momento è andata chissà dove.

18261177_10208904308741728_1999655045_oLa chiave del match

Avellino sa della difficoltà di Caserta nel portar palla e spesso allunga la difesa e pressa sulle rimesse. Questo dà il confortante risultato di 11 palle recuperate contro le solo 5 degli ospiti. E’ qui, probabilmente, che maturano quei 4 punti che daranno la vittoria agli irpini. Accanto a questo un nervosismo inspiegabile dei giocatori casertani che mandano per ben due volte Avellino in lunetta per altrettanti falli tecnici.

I numeri

Avellino tira col 44% da due e col 30% da tre punti. Conquista 42 rimbalzi contro i 37 degli ospiti. L’assenza di Fesenko contribuisce ad alzare anche la percentuale ai liberi (83%) mentre la valutazione complessiva è di 92 (avversari 73). Miglior plus minus per Randolph che vorremmo vedere sorridere un po’ di più, in campo e fuori anche perché sono lui e Zerini che tengono alto l’onore dei tiratori dalla lunga avellinesi (entrambi 2 su 4).

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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