Terzo quarto da incubo, la SIDIGAS vede i fantasmi dello scorso anno

Con un terzo quarto giocato sulle ginocchia, con atleti evidentemente fuori forma e con l’unico giocatore che da tre la metteva dimenticato in panchina, la Scandone dice addio al sogno prepartita di qualificarsi oggi per la fase successiva della Champions League rinviando tutto di una settimana. All’intervallo lungo gli uomini di Vucinic conducono di tre punti 38 a 35 mentre il terzo periodo finisce 48 a 62 per gli ospiti. Ospiti che segnano 27 punti di cui la maggior parte con tiri molto semplici e senza alcun tentativo di contrastare. Avellino ne mette 10 perdendo ben 9 palle. Un terzo periodo così stroncherebbe una squadra in forma. Per la SIDIGAS è buio pesto. L’unico a salvarsi in serata è Silins, autore di una buona prestazione soprattutto dall’arco dei 6.75. Il resto tutto da buttare se escludiamo il discreto debutto di Harper, nuovo acquisto arrivato da pochi giorni nel club irpino. Imbarazzante vedere Sykes, Green, D’Ercole e Filloy tirare senza neppure arrivare al ferro. Imbarazzante vedere la totale mancanza di fase difensiva. Imbarazzante forse più di tutto gli enormi spazi vuoti di un palazzetto che doveva essere gremito grazie a prezzi più che popolari. La stanchezza dell’ultimo mese si paga cara. E neppure chi potrebbe aiutare è disposto a farlo. Lo ripeteremo fino allo stremo delle nostre forze. Neppure con l’ingresso gratis si invogliano le persone a venire al palazzetto. Ci vuole fidelizzazione, ci vuole impegno nel coltivare i giovani. Piuttosto che vedere questo palazzetto silente e fischiante soltanto a fine partita (mentre per tutto il match ha seguito in rigoroso silenzio), bisognerebbe coinvolgere gli istituti scolastici, portare i giovani e farli entrare gratis. Ma serate come quelle di stasera non vogliamo vederne più. In campo (con tutte le scusanti del caso) e sugli spalti (senza nessuna scusa).

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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