Tra il caldo ed il freddo io sto con i ricordi belli di Cecchi Gori

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Diffidate, diffidate sempre da quelle persone che quando parlano accendono la testa e mai il cuore. Lunghi discorsi senza sostanza, periodi monofonici, freddi, una gestualità studiata a tavolino da tirare fuori all’occorrenza e poi parole, parole tante parole e soprattutto una memoria corta, molto corta. Io non amo questo tipo di persone, a me piacciono quelle che ragionano di pancia, quelle che agiscono d’istinto, sbagliando nella maggior parte dei casi, ma vive dentro e che riscaldano l’anima anche di chi sta loro accanto. Per me non esistono vie di mezzo, ci sono solo gli estremi, nella vita così come nel lavoro e nelle passioni che coltivo. Il calcio, la politica, il giornalismo tutto vissuto a 360° perché è nella mia indole. Una come me che ama alla follia la Fiorentina non può desiderare un presidente FREDDO, MONOFONICO, che da dodici anni parla, parla tanto ma che ha memoria molto corta, visto che ogni anno dice sempre la stessa cosa. Sono loro il tormento di questa Fiorentina,  il “male incurabile” (calcisticamente parlando) che cerca di annientare la passione, che cerca di rendere Firenze e i fiorentini uguale a tutti gli altri, ma so già che non ci riusciranno perché ciò che ci difende e ci diversifica si chiama cuore. Già proprio quello che un certo Vittorione metteva quando parlava alla gente, forse aveva un italiano meno elegante e curato, ma caspita quanto amava la sua Fiorentina: il ricordo nitido di quel Vittorione in piedi sulla balaustra, l’estremismo fatto a persona che ha amato in maniera smisurata la sua Viola e che poi l’ha rovinata con le sue stesse mani, distruggendo il suo presente, ma anche il suo futuro. E dopo l’ennesima partita anonima,quella di Genova, dove anche i più validi non riescono a dare il meglio di sé perché spremuti fino all’osso, si parla ancora di Mammana, si cerca di dare una svolta al match inserendo Tino Costa o Marcos Alonso, si gioca con Vecino titolare e Roncaglia inamovibile in difesa. Assurdità per una piazza come Firenze, che di grandi giocatori ne ha visti pochi, ma che non avrebbe voluto smettere di sognare. Quest’anno la piazza toscana aveva uno stimolo in più per sperare, uno stimolo in carne e d’ossa che si chiama Paulo Sousa,  un signor allenatore che con una squadra mediocre è stato per quasi tutto il girone di andata capofila, promuovendo il bel gioco e perché no, alimentando i sogni che tutti sapevano sarebbero rimasti tali, ma che comunque scaldavano i cuori di una città intera. Sarebbe bastato gettare una goccia di benzina per far ardere il fuoco. Ma a poche ore dalla fine del calcio mercato, ancora una volta si preferisce spengere gli entusiasmi anziché incentivarli: in perfetto stile Della Valle. Non funziona così, io confido ancora in una marcia lungo Viale dei Mille, io confido ancora in tutte quelle contestazioni che ne derivarono quando i Pontello decisero di cedere Baggio.

Manuela Puletti

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E' il 1982 quando la Juventus ruba platealmente uno scudetto alla Fiorentina vincendo a Catanzaro con un rigore ridicolo, ai Viola viene annullato un gol regolare conto il Cagliari. L'anno dopo nasco io. Una vita ad incitare i colori gigliati e far capire agli sportivi di tutti i generi che per noi vincere non è indispensabile, per noi la Viola è passione, è sangue che scorre nelle vene è adrenalina pura..come direbbe il Liga è un atto di Fede. Da sempre appassionata di calcio, mi laureo in comunicazione multimediale con il massimo dei voti presso l'università di Perugia. Giovanissima mi faccio oltre 200 chilometri ogni settimana per seguire la mia squadra, collaboro con riviste assai note nel settore come "Viola" o il "Brivido sportivo". Per due anni in sala stampa al Franchi intervisto giocatori e allenatori, nel cuore le trasferte di Champions. Sono ospite in alcune trasmissioni regionali per parlare di Fiorentina. Nel 2009 divento pubblicista. Apro un'agenzia di comunicazione con una carissima amica, curo uffici stampa di enti comunali, associazioni locali. Collaboro con tv, quotidiani e siti web. Poi si cresce si mette su famiglia e arriva Riccardo, il marito "gobbo" Thomas e l'ultima arrivata..la piccola Viola..bisogna mettere la testa apposto. Accantono lo sport in prima linea e mi dedico sempre al giornalismo ma a quello meno itinerante. Oggi soppravvivo con il giornalismo di routine, ma la passione per il calcio torna spesso prepotente: Sportbloggers è quello che fa per me

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