Tracollo Avellino. Sconfitta con l’Upea

Nuova immagineE’ una Scandone irriconoscibile quella che scende in campo al Paladelmauro. Irriconoscibile rispetto a quella vista a Desio che quasi stava riuscendo nel miracolo di battere Milano ai quarti di Coppa Italia. Purtroppo perA? riconoscibilissima per chi l’ha seguita quest’anno in casa e fuori casa. Poca intensitA� difensiva, sprazzi di bel gioco intervallato da lunghi passaggi a vuoto e attacco imbarazzante, incapace di trovare uno schema per scardinare la difesa a zona che Capo d’Orlando mette su anche senza eccessivaA�convinzione. Primi due quarti all’insegna delle pessime percentuali al tiro con Avellino che per metterne una in fondo alla retina deve provarne almenoA�quattro. L’Orlandina non gioca una grande partita ma fa il suo lavoro macinando punti e impedendo ad Avellino di andare in contropiede. Tolta quest’arma ai biancoverdi resta solo da attendere il fischio finale e la sconfitta della squadra di casa incapace, oggi e per tutto il campionato, di attaccare una difesa a zona e di penetrare con efficacia all’interno dell’aria avversaria. E’ davvero poca cosa la Scandone. Il terzo quarto A? da salvare almeno per il tentativo (riuscito ma gettato subito alle ortiche) di rimonta. L’UPEA ringrazia e chiude la partita nell’ultimo quarto mentre Avellino continua a litigare con il canestro e con la tifoseria, stufa di assistere a queste mediocri prestazioni della propria squadra. Vitucci, nonostante l’ennesima brutta sconfitta, non si ritiene responsabile e decide di continuare a rimanere saldamente attaccato alla panchina e al sontuoso contratto. Idem i giocatori. Sarebbero da cacciare tutti a pedate ma gli avellinesi sono un popolo generoso e si limitano ad una contestazione piA? che civile.

Avellino chiude con un imbarazzante 39% da due e 29% da tre punti. Unico a salvarsi in mezzo alla mediocritA� complessiva A? Adam Hanga, classe cristallina e tanta voglia di far bene,A�supportata purtroppo da un tiro da tre pessimo (1/6). Capo d’Orlando tira con il 54% da due e il 45% da tre. Sugli scudi un Gianluca Basile d’annata con 100% da tre e ai tiri liberi (25 di valutazione). Sedici palle perse per Avellino mentre solo 6 quelle dell’UPEA. La Scandone porta a casa soltanto la battaglia sotto le plance prendendo ben 48 rimbalzi contro i 32 dei siciliani.

Cosa non ci A? piaciuto.

Quando la Scandone inizia a far trascorrereA�i primi 15 secondi dell’azione d’attaccoA�a passarsi stucchevolmenteA�il pallone lungo il perimetro da tre si capisce la direzione che avrA�A�il match. Nessuno si prende la responsabilitA� di penetrare o di tirare. Vergognoso ed imbarazzante l’atteggiamento di alcuni giocatori che hanno 10 anni in meno degli avversari che si trovano di fronte e dovrebbero quanto meno correre il doppio.

Cosa c’A? piaciuto.

I quattro tifosi dell’UPEA hanno fatto sugli spalti ciA? che la loro squadra ha fatto in campo. Hanno approfittato dei momenti di silenzio per farsi sentire dai propri giocatori come questi hanno approfittato dei passaggi a vuoto di Avellino per far valere il proprio gioco comunque non entusiasmante. Merito a loro che torneranno in terra sicula con due punti in piA? e con la certezza di non essere piA? invischiati nella lotta per laA�salvezza.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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