Trento “cucina” Pistoia (86-72). “Baraonda” biancorossa da 10 e lode, squadra toscana da 4 in pagella…

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E ti svegli pensando che sia solo un brutto sogno…

Un’ennesima sconfitta quella del Pistoia Basket contro la Dolomiti Energia Trento, ieri, nell’anticipo di campionato.

Una sconfitta pesante, forse piA?A� di quelle precedenti, in quanto, quei -14 punti alla sirena finale, non sono giustificabili con i soliti : “Nel basket non si puA? sempre vincere!” oA� “Vabbe’ siamo all’inizio campionato, non ci allarmiamo.”

Perdere ieri con la neopromossa era forse prevedibile, forse possibile, ma perdere non giocando A? tutta un’altra storia.

La palla a due iniziale e quel primo canestro di Cinciarini hanno dato l’idea che era il momento di partire col piede giusto, peccato che fossero solo i primi secondi di gioco, il resto A? stato uno spettacolo senza colpi di scena, senza protagonisti o finaleA� a sorpresa.

Pistoia sembrava annientata da una buona Trento che, con Owens e Mitchell A�a condurre il gioco offensivo, hanno dipinto fin dall’inizio quello che poteva giA� essere scritto come un risultato finale piuttosto scontato.

Pistoia continua a perdere palloni a raffica e continua a regalare rimbalzi agli avversari che marciano con una piA? sicura precisione nel tiro per tutto il match.

Torna la nota dolente Jhonson che, a parte qualche sporadica “bell’azione”, torna a ad essere uno dei cinque “ghost in the field” a stelle e strisce.

Un BrownA� e un Hall poco presenti accompagnano un impreciso CJ e un Magro che raramente salta al momento giusto.

Filloy e company costretti spesso a tiri da tre per poter recuperare, pressati dalla difesa della squadra bianconera che non ha mai abbassato la guardia. spinta dalla voglia di prendersi questi due punti davanti al proprio pubblico.

Saltano sicuramente all’occhio anche i pochissimi falli, un record storico forse (negativo ovvio): solo 4 i tiri liberi concessi alla squadra di coachA�Buscaglia, segnale lampante di una partita molto poco aggressiva e poco combattuta.

Inutili i cori dei coreografici sostenitori biancorossi, partiti con la voglia di proseguire la buona percentuale di partite vinte fuori casa, partiti con la voglia di mettere a tacere le critiche negative sparse in cittA� dopo l’amara sconfitta di

domenica scorsa, partiti con la voglia di crederci nuovamente e con la voglia di sostenere le paroleA� toccanti del Presidente Maltinti nella sua lettera ai tifosi dopo la partita con Bologna.

Loro c’erano, ci sono sempre statiA� e ci saranno ancora. Loro credono in quei colori, in questa cittA�, in quella maglia assegnata loro come i numero uno…

Loro fanno l’abbonamento prima ancora che parta la campagna marketing, fanno km per il bello di esserci e di tornareA� a casa senza voce, loro non seguono le mode e combattono a spada tratta contro le malelingue..Loro vincono sempre…

MVP: BARAONDA BIANCOROSSA.

Dolomiti Energia Trento:A�Mitchell 19, Sanders 11, Pascolo 8, Grant 16, Forray 10, Floccadori , Owens 18, Baldi 1, Armwood 3, Spanghero . Coach Maurizio Buscaglia

Giorgio Tesi Group Pistoia:A�Brown 8, Cinciarini 9, Williams 8, Mastellari, Milbourne 18, Filloy 14, Severini, Magro 6, Hall 0, Johnson 9. Coach Paolo Moretti

PARZIALI: 30-15, 46-40, 69-52, 86-72.

ARBITRI:A�Sahin, Calbucci, Sardella.

 

Giulia Carradori Ward

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Nata l' 11 luglio 1982 a Pistoia durante la finale dei mondiali di calcio Italia - Germania non sarei potuta certo che diventare una grossa appassionata di...Pallacanestro. Partita dalla mio paesello toscano, nel quale mi sono sempre sentita un po' stretta, approdo a Roma dove mi laureo nel 2006 in Scienze della Comunicazione dopo una serie di lavori in pub, pizzerie ed organizzazione eventi. Tornata in toscana inizio a collaborare con una testata locale ma tra lo stare e il partire ha nuovamente avuto la meglio la valigia ed un biglietto aereo per Dubai. Galeotto un deserto infinito, spiagge bianche ed un magico odore di spezie decido di rimanere, causa" innamoramento italo-palestinese in corso"( nonché ottime prospettive di lavoro). Sette anni di cambiamenti, di successi privati e professionali, l'apertura di una società di consulenza che insegna agli italiani come" internazionalizzarsi" e poi il rientro in Patria insieme al mio principe azzurro e all'amore della mia vita: mio figlio. 31 anni di curiosità, di amore per qualsiasi forma d'arte, di disordine cronico e di una maniacale voglia di mettere nero su bianco emozioni, sensazioni e pensieri dalle molteplici sfumature. Poi un tweet...e la mamma con la valigia atterra nel mondo degli SportBloggers...

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