TrentratrA� minuti non bastano a Trento: Avellino vince trotterellando

Image10-649x519Bisogna amare il basket per capire la partita di ieri tra Trento ed Avellino. Partita tosta fin dalle prime azioni, con i padroni di casa che cercano di imporre il proprio gioco fatto di contropiedi veloci e azioni poco costruite mentre Avellino vuole ragionare anche grazie alla presenza di Ragland e Green, la coppia di playmaker piA? forte e versatile di tutto il campionato. Ma Trento ha dalla sua il fattore campo, il venire da prestazioni non di certo brillanti e la convinzione di avere davanti una delle avversarie da battere per la corsa play-off. Il primo quarto A? questo. Il +13 con cui si chiude A? il frutto di una regola semplicissima che fa del basket uno sport tra i piA? emozionanti: chi ha piA? motivazioni vince, chi mette piA? anima scava un solco. Capita spesso che questo solco diventi incolmabile e la squadra avversaria rinunci a giocare la partita. Poi, una volta su venti capita quello che ad Avellino era accaduto contro Caserta. Capita che la squadra in vantaggio si culli sulla certezza di aver fatto tanto e bene e capita che la squadra avversaria non ci stia a passare da sparring partner e da spettatore non pagante della vittoria altrui. Ed allora, piano piano, risalendo la china un canestro alla volta, si arriva a giocarsi la vittoria. E nella maggior parte dei casi la squadra che recupera A? avvantaggiata. Gli avversari si disuniscono, non trovano piA? il bandolo della matassa e quel gioco che aveva fattoA�sognare i tifosi fino a pochi minuti prima. Questo A? quanto successo ieri.

Ma Avellino ha anche fatto di piA?. Coach Sacripanti A? persona intelligente. E fa una piccola modifica in corsa che cambia la��inerzia della partita e del gioco della propria squadra. Con Trento non serve ragionare, non serve il metronomo, il Pirlo di Philadelphia, 155 centimetri a nome Marques Green

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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