Tripudio biancoverde a Livorno

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La��Avellino con un goal di Trotta espugna il Picchi e sale al terzo posto in classifica. Prestazione gagliarda da parte di tutti, ma un encomio speciale va al a�?miracolosoa�? Gomis e ai quasi 1500 supporters irpini al seguito.

E adesso non svegliatelaa��la��Irpinia pallonara sogna e lo fa in grande. Quarta vittoria consecutiva, terzo posto in classifica a meno due dalla vicecapolista, 45 punti, frutto di 12 vittorie, 9 pareggi e 6 sconfitte, quattro punti di vantaggio rispetto al ruolino di marcia dello scorso anno e quello 19977/78 della storica promozione in massima serie, porta imbattuta da 408 minuti e da quattro gare consecutive, seconda migliore difesa del campionato insieme a quella del Bologna e dietro al Carpi.

Numeri da capogiro che la dicono lunga sul gran momento di forma della formazione biancoverde, che nel a�?lunch matcha�? della 27esima giornata sbanca Livorno per la prima volta nella sua storia, rovina la festa del centenario ai tifosi amaranto, ma manda in visibilio i circa 1500 tifosi biancoverdi al seguito.

Ancora una volta Rastelli azzecca formazione e modulo tattico. Dopo la roboante vittoria interna con il Frosinone con un a�?atipicoa�? 4-3-1-2, si torna al camaleontico 3-5-2: linea difensiva con Pisacane, Ely e Chiosa, centrocampo robusto con Bittante e Regoli sugli esterni pronti ad abbassarsi in fase difensiva, KonA? centrale, Arini interno destro e Sbaffo nella��inedito ruolo di interno sinistro; in attacco spazio alla coppia Castaldo-Trotta.

Primo tempo maschio e molto equilibrato: la��Avellino ordinato e ben organizzato controlla il Livorno che solo da lontano prova ad impensierire la��attento Gomis. Nella ripresa dopo 13 minuti Emerson coglie la��incrocio dei pali con un tiro da oltre 35 metri; ma si tratta di un lampo individuale che non cambia il leitmotiv del match. Gli amaranto in difficoltA� sul piano atletico vengono sempre raddoppiati: il centrocampo, lento e macchinoso, non supporta a dover i bomber Vantaggiato, Siligardi e poi dal 17esimo della ripresa anche la��ex Galabinov e la difesa non sembra invulnerabile. I lupi sentono di poter azzannare e cominciano pian pianino ad uscire con sempre maggiore frequenza dalla tana. A sette minuti dal triplice fischio mischia spaventosa in area dopo un calcio d’angolo, batti e ribatti al limite, la palla arriva a Trotta che controlla e con un diagonale di sinistro non lascia scampo all’incolpevole Mazzoni. 1 a 0, tripudio biancoverde sulle gradinate e Picchi ammutolito. Gli uomini di Gelain a quel punto provano a scuotersi e si riversano nella metA� campo irpina: la��occasione piA? ghiotta capita sui piedi di Biagianti che (in sospetto offside) a tu per tu con Gomis tira a botta sicura, ma il suo sinistro viene incredibilmente deviato con la punta del piede dalla��estremo biancoverde, attento e bravo anche sulla��ultima fiammata amaranto di Siligardi.

Alla fine A? festa grande: i supporters avellinesi, danno spettacolo, surclassano e sbeffeggiano con cori, bandiere e tanta passione quelli di casa. Castaldo e compagni hanno dimostrato ancora una volta di essere capaci di sopperire ai gap tecnici con la grinta, la caparbietA� e lo spirito combattivo tipici del suo trainer e della gente da��Irpinia. Hanno sofferto e colpito al momento giusto, centrando un poker di vittorie storico, il primo in serie B, che adesso aspetta solo di essere allungato. La��occasione A? propizia: sabato al Partenio arriva una Ternana in fase calante reduce dalla sconfitta interna con il Latina. Nonostante ciA?, la��impegno andrA� affrontato con la massima concentrazione e cattiveria: mancheranno Ely, Arini e i lungo degenti Visconti e Verghara. Ai loro sostituti il compito di non farli rimpiangere e di centrare quei tre punti che permetterebbero ai lupi di affrontare il turno infrasettimanale di martedA� prossimo contro la capolista Carpi nel migliore dei modi, senza pressioni e senza paura. PerchA� in fondo A? cosA� che i sogni diventano realtA�a��

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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