Tris al Vicenza: l’Avellino non si ferma più

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Una doppietta di capitan D’Angelo e l’ottava rete stagionale di Ardemagni consentono ai lupi di battere la squadra di mister Bisoli, inanellare la terza vittoria consecutiva, l’ottavo risultato utile e balzare a quota 35 punti in classifica, a soli 3 punti dalla zona play off. Novellino si gode il momento magico, ma predica umiltà e smorza i facili entusiasmi. Martedì si torna in campo contro la Pro Vercelli.

Terza vittoria consecutiva, ottavo risultato utile, 35 punti in classifica… l’Avellino non si ferma più, continua la scalata verso la salvezza (-15) e trovandosi a +6 dai play out, comincia addirittura a sognare la zona play off distante adesso soltanto 3 punti.  Un “magic moment” quello dei biancoverdi che porta la firma indiscussa di Walter Novellino: il tecnico ex Palermo, ha rivitalizzato una squadra che nella gestione Toscano era confusa, senza un briciolo di autostima, senza identità tattica, priva di cattiveria agonistica e, ad onor del vero, con una condizione fisica precaria e senza alcuni uomini chiave. E’ il caso dei due rinforzi invernali Moretti e Laverone, oggi a dir poco suntuosi nonostante un campo al limite della praticabilità, ma anche di un Radunovic versione saracinesca che, senza troppi rimpianti, ha fatto dimenticare Frattali (la cui cessione avevano criticato in tanti), di un Jidayi finalmente in forma olimpica, così come Paghera, Djimsiti e il tanto bistrattato Gonzalez. Senza dimenticare l’inserimento di Eusepi, nonchè Verde e Ardemagni che rispetto al girone di andata sono due calciatori nuovi, avendo ritrovato forma, condizione ed entusiasmo. Insomma il vento è cambiato, ma è proprio in questo frangente che occorre tanto equilibrio e restare coi piedi ben saldi per terra: anche perché martedì si ritorna subito in campo facendo visita ad una Pro Vercelli rivitalizzata dalla vittoria  in trasferta contro il Cesena e sabato al Partenio arriverà l’ostico Perugia di mister Bucchi.

La partita

Novellino deve rinunciare a Belloni, febbricitante, ma rispetto alla trasferta di Cittadella recupera Djimsiti al centro della difesa accanto a Jidayi, e Paghera a centrocampo. Gonzalez torna ad agire come terzino destro, Laverone si riadatta a sinistra con davanti a lui capitan D’Angelo. A completare la mediana Moretti e Lasik, a cui spesso da man forte anche Verde che supporta il solo Ardemagni in avanti per un ermetico e camaleontico 4-4-2 che diventa un 4-1-4-1 in fase di non possesso. Il Vicenza si schiera con il 4-2-3-1 (a gara in corso passerà al 3-4-3), ma Bisoli è in piena emergenza con ben undici infortunati, uno squalificato e soli sei uomini in panchina. Difesa con Pucino, Bianchi, Esposito e Adejo. Gucher guida la mediana supportato da Urso, De Luca l’attacco con Giacomelli, Vita e Bellomo a sostegno. Campo pesantissimo per la pioggia incessante e gara maschia, ma sostanzialmente corretta e ben diretta dal signor Piccinini di Forlì. Primi 25 minuti di studio senza particolari sussulti, poi al 28esimo il vantaggio dei lupi: Moretti pennella in area per Ardemagni, che controlla di petto e tocca all’indietro per Lasik. Lo slovacco, lascia proseguire per D’Angelo, che controlla e scarica un potente sinistro sotto la traversa. Il Vicenza accusa il colpo e al 32esimo rischia subito di capitolare ancora, ma Ardemagni non riesce ad impattare da sotto misura il bel suggerimento di Gonzalez. Il raddoppio è però nell’aria e giunge puntuale al 38esimo ancora con D’Angelo che sfrutta alla perfezione un assist delizioso di Verde, toccando di esterno destro alle spalle di Benussi.

Nella ripresa Bisoli cambia subito: dentro Doumbia per uno spento Pucino. Neanche il tempo di assestarsi che i veneti incassano il terzo goal: proprio il neo entrato si fa rubare palla al limite da Paghera, la sfera arriva ad Ardemagni che trova di destro la sue ottava rete stagionale. La sfortuna perseguita il Vicenza: infortunio per il portiere Benussi che lascia il posto al classe’99 Dani. L’Avellino rifiata e concede campo al Vicenza che nel pantano riesce a trovare la rete della bandiera con Bellomo che trafigge Radunovic dalla distanza con una bella rasoiata. Novellino corre ai ripari e dopo aver gettato nella mischia Omeonga per il claudicante Lasik, inserisce anche Castaldo per Paghera. Nei minuti finali dentro anche Eusepi per Ardemagni, ma il protagonista diventa il  portierone serbo biancoverde che prima vola all’83esimo nel set per togliere una staffilata di Bellomo dai 30 metri e poi si ripete su Giacomelli a tre minuti dal novantesimo su conclusione ravvicinata. Al triplice fischio festa grande in campo e sugli spalti e testa già rivolta alla sfida in Piemonte di martedì sera.

Curva Sud

Privata dei suoi capi storici, diffidati in otto per i “presunti” fatti accaduti prima di Avellino – Verona, la curva Sud, nonostante le avverse condizioni meteo, il freddo pungente e il cambio di guardia, ha comunque sciorinato una buona prova: tifo costante e incessante, cori per gli amici diffidati e per i nemici vicentini, solito sventolio di bandiere e grande sciarpata sul finale. Come dire “la repressione non ci fermerà”… lunga vita agli ULTRAS!

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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