Tuoni e fulmini al Giro: Kittel ritirato, in volata vince Bouhanni

bouhanniLampi a ciel sereno in quella che, oltre che la piA? corta, doveva essere anche una delle piA? tranquilleA�tappeA�del Giro.A�

Poco tempo prima della partenza arriva infatti la notizia piA? importante di questa giornata di gara: il ritiro di Marcel Kittel. Il velocitsa tedesco, che aveva letteralmente dominato le prime due volate della Corsa Rosa, A? stato costretto a fermarsi di fronte alla febbre, dichiarandosi comunque soddisfatto del tanto fatto al Giro in soli due giorni.
Fosse stata una tappa normale, ci saremmo aspettati di vedere un unico sprint con i vari Viviani, Ferrari, Nizzolo e Bouhanni protagonisti, e magari anche un Alessandro Petacchi, che con i secondi di abbuono che avrebbe guadagnato nel caso fosse arrivato a Bari da vincitore, avrebbe sorpassato il leader Michael Matthews in classifica generale.
E invece niente: troppo importante proteggere il capitano Uran, poichA� anche il piA? esperto dei corridori avrebbe rischiato di cadere in un circuito finale scivoloso come quello visto oggi, a maggior ragione se all’ultimo giro comincia a piovere. E chissA� come sarebbe andata a finire, in termini di classifica, se la giuria non avesse acconsentito alla richiesta di neutralizzazione del tempo nell’ultimo giro che i piA? esperti corridori hanno formulato subito dopo l’inizio della gara. “Gara” per modo di dire, dato che fino a quando l’okay dei giudici non A? giunto alle orecchie del gruppo, la corsa era praticamente ferma, con divieto imposto ai corridori dalle proprie squadre di cercare la fuga. Non che questa decisione non sia stata sofferta, come dimostrano le molte critiche in particolare verso gli uomini Orica, a cui era stato invece imposto dal team manager di aumentare l’andatura.
Dopo una gara dunque travagliata, si arriva alla volata finale: alla penultima curva perA?, il treno della Liquigas, che fino a quel momento era stato il piA? attivo, cade completamente a terra. Viviani e compagni si trovano dunque stesi per terra, vedendosi superare dal ben meno affaticato treno della Argos-Shimano, che prende il comando della corse seguito solamente da Roberto Ferrari e Giacomo Nizzolo, unici due corridori ad essere rimasti a ruota dei primi in un gruppo spezzettato come raramente vediamo nelle tappe in pianura.
Fortunatamente alcuni atleti rimasti indietro sono riusciti a ricongiungersi in tempo per far sA� che la volata si animasse: dopo l’ultima curva a 90 gradi, Tom Veelers parte sparato verso il traguardo, riuscendo a mettere una decina di metri fra sA? e Nacer Bouhanni. Il francese perA?, avendo intuito come l’avversario fosse partito troppo presto, accellera immediatamente e riesce a tagliare il traguardo per primo proprio grazie a un sorpasso nei metri finali. Tanta sfortuna per un ottimo Giacomo Nizzolo, il quale sorpassa la line d’arrivo ad una velocitA� elevatissima, sebbene inutilmente data la caduta di cui il giovane talento italiano A? stato protagonista all’inizio del rettilineo finale. Una grande rimonta fa di Elia Viviani fa sA� che il veronese finisca quinto, alle spalle di Ferrari e davanti a Matteo Montaguti.
Complice quindi la sfortuna, sono ancora zero le vittorie degli italiani in questo Giro d’Italia, che comunque sia ci dA� appuntamento a domani in una tappa per niente facile: staremo a vedere se Matthew riuscirA� a rimanere in Rosa anche dopo la dura frazione di domani… W il Giro!

Jacopo Brama

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Un lunedì di tanti anni fa, seduto all’ultimo banco di una terza elementare, conobbi la prima pagina della Gazzetta e ne rimasi folgorato. Qualche primavera dopo porto nel cuore lo stesso sogno: trasmettere al mondo sentimenti ed emozioni che solo lo sport sa regalare.

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