Un acuto di Marilungo stende l’Avellino

ip2qdbl0

Una rete dell’attaccante di Montegranaro consente allo Spezia di incassare tre punti preziosi contro la squadra di Novellino che ha cercato di fare la gara ma è risultata tremendamente sterile. La vittoria manca da nove turni e adesso la classifica si fa preoccupante: contro la Ternana servirà solo vincere.

Archiviato in maniera positiva il capitolo deferimento nell’ambito del procedimento relativo alla presunta combine della gara Catanzaro-Avellino disputata il 5 maggio 2013 con il proscioglimento di tutti da parte del TFN e la scongiurata retrocessione (almeno fino al 10 gennaio quando ci sarà il processo di appello), la squadra del presidente Taccone si rituffa nel campionato.

A La Spezia Novellino, privo dei vari Asencio, Gavazzi, Lasik, Laverone, Morosini e Ngawa, un pò a sorpresa cambia modulo e uomini: davanti a Radu difesa a quattro con la sorpresa Pecorini a destra, Marchizza sull’out opposto, coppia centrale composta dal rientrante Migliorini accanto a Kresic. In mezzo al campo Di Tacchio e il redivivo Paghera, sugli esterni  Molina e Bidauoi con D’Angelo in mezzo alle spalle dell’unica punta Castaldo. Confermato in blocco invece l’undici ipotizzato alla vigilia in casa Spezia: con mister Gallo che preferisce Marilungo a Forte, in attacco, come partner del Diablo Granoche.

Partita subito vibrante e giocata a ritmi altissimi con i lupi a pressare alti e gli aquilotti a ripartire velocemente in contropiede. Proprio su uno di questi, al 12esimo, Granoche svetta su Pecorini e spizza per l’accorrente Pessina sulla sinistra che entra in area e serve l’assist per Marilungo che con un tocco beffardo supera Radu. I biancoverdi provano a reagire, ci mettono grinta e volontà, tengono il pallino del gioco, ma raramente si rendono pericolosi e l’estremo difensore di casa Di Gennaro viene chiamato in causa solo al 20esimo da un debole tiro di Bidauoi. Poi al 27esimo dubbio fallo di mano di Bolzoni su cross sempre dell’esterno marocchino e al 30esimo bel sinistro dal limite di Molina che finisce di poco alto. Poi nulla più. Si va al riposo con il vantaggio dei bianconeri bravi a capitalizzare la loro unica occasione ed a rendere sterili i tentativi d’attacco degli ospiti.

La ripresa riprende così come erano terminati i primi 45 minuti di gioco: l’Avellino prova l’arrembaggio ma proprio non riesce a sfondare. E quando lo fa, come al 52esimo con Castaldo, ben imbeccato da Migliorini, ci pensa il signor Pezzuto di Lecce (mediocre la sua direzione di gara), ad annullare su segnalazione dell’assistente. Novellino allora si gioca la carta Ardemagni per Paghera; dopo poco, fuori anche un opaco D’Angelo per Moretti che va ad affiancare Di Tacchio in mezzo al campo, mentre Bidauoi si mette dietro al tandem d’attacco come suggeritore per disegnare un mascherato 4-3-1-2 o 4-3-3, nelle intenzioni più offensivo. I lupi spingono, ci provano, ma non vanno al di là di qualche velleitario tiro dalla distanza, a qualche mischia e colpo di testa telefonato. Lo Spezia si difende con ordine e prova a ripartire; l’Avellino alla lunga si spegne evidenziando una sterilità offensiva disarmante dovuta principalmente all’incapacità del centrocampo di fare da filtro e legante tra i reparti. Finisce dopo quattro minuti di recupero con l’ultimissimo brivido firmato Migliorini che su azione d’angolo sciupa la sponda di Castaldo mandando di testa di poco fuori.

Vincono i liguri che volano in piena zona play off, confermando la loro solidità tra le mura amiche dove hanno raccolto ben 23 dei 29 punti in classifica, incassando solo 5 reti. Precipita invece nei bassifondi della graduatoria l’Avellino che allunga a nove la striscia senza vittorie. Adesso più che mai urge un’inversione di rotta: l’ultima gara dell’anno contro la Ternana in tal senso sarà decisiva. Niente più alibi, servirà solo vincere…

Nicola Iannaccone

About Nicola Iannaccone

View all Posts

"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*