Amauri: palla che sfila accanto al palo. Poi Bonucci chiama al tuffo Gillet dalla distanza. Dentro Morata per Llorente, dopo che Vives aveva lasciato il posto a Benassi. E quando Marchisio cede il posto a Pereyra, è il “Tucumano” a servire a Vidal la palla della doppietta, ma il cileno è in fuorigioco. Un istante più tardi, la gara svolta: Lichtsteiner, nervoso come e più del solito, rimedia il secondo giallo in pochi minuti e si fa cacciare. Sembra sempre più una domenica strana.
MUSICA, MAESTRO — La Juve sbanda, sopravvive a un contropiede mal gestito dai granata, a un tiro di Benassi rimpallato e a un colpo di testa di Gazzi. Allegri corre ai ripari, mette Ogbonna per Tevez e passa alla difesa a tre. Mossa intelligente, che ridà equilibrio alla squadra e le consente di arrivare al tiro due volte, sempre con Pirlo: la prima non va, la seconda è l’ennesimo capolavoro di un maestro di calcio come ne sono nati pochi e come pochi ne nasceranno. Per lui no, non esistono domeniche normali.
STRISCIA DA RECORD — Ricordate l’ottobre bianconero? Molto più nero che bianco. Bene, dimenticate tutto. Sei partite giocate a novembre, sei vittorie. En plein in Italia (4 su 4, 14 reti fatte, solo una – quella di Bruno Peres – subita) e in Europa (2 su 2 in Champions e ottavi dietro l’angolo…)