Un Inter in palla passa facile al Bentegodi (0-2); il match raccontato dalla curva sud…

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Inter che passa al Bentegodi di Verona con un netto due a zero ai danni dell’Hellas; a segno per i neroazzurri Palacio e Jonathan.

La serata all’interno dello stadio inizia come sempre all’insegna di divertimento e goliardia, ad ogni giocatore dell’Inter pronunciato dallo speaker si sentiva gridare “simmia” (e non scimmia).

Un Verona che nel primo tempo, nonostante la doccia fredda di Palacio ( assist servito da Jonathan che mette a sedere il giovane Albertazzi ) ci crede e macina gioco ma che non riesce mai a trovare lo spazio per concludere a rete o per lo meno accennare ad una conclusione.

Episodio da rivedere al 28esimo circa quando Luca Toni protegge palla, riesce a girarsi e Ranocchia lo mette giù; per Banti (direttore di gara) non è fallo e si continua tra mille e mille proteste dei giocatori di casa e dei tifosi in curva e in tribuna. Poco importa, noi ormai siamo abituati a tutto per quanto riguarda arbitraggi “strani” e non molliamo un secondo di sostenere la squadra.

Un Verona niente male secondo il mio parere nel primo tempo, rispetto al secondo dove è cresciuta l’Inter ed i padroni di casa sembravano quasi appagati dal campionato, una squadra con poche motivazioni anche se bisogna dire che si giocava contro l’Inter (no dimentichiamo che questa squadra spende milioni su milioni di euro per raggiungere obiettivi importanti e diversi dalla salvezza!). Sterile ed inutile la polemica di alcuni “butei” che minacciano di non venire più allo stadio per vedere partite di questo genere o di quelli che, ancor peggio, rivogliono indietro i soldi dell’abbonamento: ma dove siamo finiti?

Ci sta che in un campionato in cui parti per salvarti (obiettivo peraltro già raggiunto) tu possa mettere già in preventivo sconfitte con le “grandi”: strappare un punto (o meglio ancora tre come contro il Milan) è un’autentica goduria ed è giusto sperarci sempre, anche se solo raramente ci si riesce… Io la squadra la sostengo indipendentemente dai risultati, indipendentemente dai giocatori forti o meno forti che il Presidente mi compra.

Opinioni che fanno un po’ riflettere sul futuro del campionato, ma che ci stanno anche visto che il Verona arriva da uno scialbo pareggio zero a zero in casa contro il Bologna dove San Rafael aveva parato un rigore a Rolando Bianchi, e da due sconfitte contro dirette concorrenti per l’Europa (Parma settimana scorsa, e l’Inter appunto).

Una piccola riflessione, ricordiamoci dove eravamo l’anno scorso, due anni fa oppure chi vuole ricordarsi tre anni fa quando si giocava contro la Paganese o il Monza o il Bassano Virtus.

E’ proprio vero che il fatto di aver visto certe partite o certi campionati, ti fa apprezzare sempre di più quello che stiamo facendo…

Sempre e comunque… Forza Verona!

Stefano Saleri

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Italiano di nascita, veronese per fortuna. Nato nel 1991, appassionato di sport e di informatica. Da sempre amante dei colori gialloblu dell' Hellas Verona, gira su e giù, destra e sinistra, in lungo e in largo l'Italia (sperando il prima possibile anche in Europa) a seguito della propria squadra del cuore. Decide di tatuarsi per ben due volte il Verona sulla pelle ancora quando stava nei bassifondi della Lega Pro (ex serie C). La passione non si esaurisce da spettatore perchè la domenica diventa portiere di calcio a 11. Fra le tante passioni, colleziona sciarpe delle squadre di tutta europa, che compra negli stadi in cui fa visita (tra cui lo Stamford Bridge e Upton Park di Londra, il Parc des Princes di Parigi, il Camp Nou di Barcellona, l'Allianz Arena di Monaco e lo Yankee Stadium di New York).