Una doppietta di Laverone salva l’Avellino a Cittadella.

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Pirotecnico 2 a 2 al Tombolato. La squadra di Venturato domina e spreca: va in vantaggio due volte prima con Chiaretti e poi con Iori ma si fa raggiungere dall’esterno biancoverde dopo aver sciupato anche il penalty del 3 a 1.

Dopo una settimana infuocata per le solite polemiche e soprattutto per la trattativa non concretizzatasi per il passaggio della società da Taccone a Gubitosa, finalmente a parlare torna ad essere il campo. Al Tombolato di Cittadella, al cospetto di una formazione in grande forma, reduce da tre vittorie consecutive, mister Novellino opta ancora per il 3-5-2 con un’unica novità rispetto a quanto ipotizzato alla vigilia: Bidauoi vince il ballottaggio con Asencio e affianca Ardemagni in attacco. In difesa, out Migliorini per un risentimento muscolare, dentro Kresic e Suagher (preferito a Marchizza) accanto a al titolarissimo Ngawa. In mediana tutto come da copione con Laverone e Falasco esterni, Di Tacchio centrale con D’Angelo e Molina interni. Di contro mister Venturato schiera i granata con il solito 4-3-1-2, con Chiaretti alle spalle del tandem Kouame – Litteri.
L’Avellino sembra subito abulico, svogliato, impacciato, sbaglia cose semplicissime e la difesa sbanda tremendamente. I padroni di casa ne approfittano subito e dopo sei minuti sono già in vantaggio: Litteri sfonda sulla destra, palla per lo sgusciante Kouame che calcia in diagonale, Radu smanaccia, ma sulla respinta si avventa Chiaretti che scarica un potente sinistro sotto la traversa. Due minuti più tardi Kresic perde palla banalmente e Chiaretti per poco non firma la doppietta. Il Cittadella è padrone del campo, imbriglia ogni tentativo dei lupi che sembrano completamente in balia degli avversari, sbandati, evanescenti e mentalmente assenti. Al 23esimo Varnier d’un soffio non devia in rete la punizione di Benedetti e due minuti più tardi è Radu a salvare su Litteri lanciato a rete tutto solo. Il monologo granata continua: al 34esimo Schenetti crossa rasoterra, Litteri brucia sul tempo Suagher e gira in porta sfiorando il primo palo. L’Avellino si scuote sul finire e dopo aver sciupato un ottimo contropiede al 36esimo con Laverone, proprio con l’esterno destro trova l’inaspettata rete del pari: calcio di punizione Di Tacchio dalla sinistra, palla allontanata dalla difesa del Cittadella, arriva l’ex salernitano che dal limite in diagonale di prima intenzione la mette nell’angolino dove Paleari non può arrivare. Si vari al riposo sull’inaspettato risultato di parità
Nella ripresa Novellino un po’ a sorpresa subito getta nella mischia Marchizza per Ngawa che tra i tre difensori era sembrato il meno peggio (poi si scoprira’ nel dopo gara essersi infortunato). Ma la musica non cambia: il Cittadella ricomincia a macinare gioco e chiude l’Avellino nella propria metà campo dove la retroguardia continua a sbandare paurosamente soffrendo la rapidità degli avanti granata, in particolare di Kuoame che dopo soli due minuti, prima sfonda sulla sinistra mettendo al centro per Pasa che spedisce al volo di poco fuori e qualche istante più tardi si invola tutto solo in area calciando incredibilmente alto sulla traversa. Al 53esimo Suagher entra duro su Chiaretti e sembra colpirlo al volto: rosso diretto. Piove sul bagnato…
Novellino subito ordina di passare ad un più coperto 4-4-1 abbassando Falasco e Laverone a terzini e spostando Bidauoi sulla sinistra. Neanche il tempo di riassestarsi che ancora i padroni di casa vanno vicini al nuovo vantaggio con un colpo di testa ravvicinato di Vernier che incoccia il palo a Radu battuto. Il tecnico dei biancoverdi prova a dare maggiore freschezza e vivacità all’attacco inserendo Asencio per uno spento Ardemagni. Venturato risponde mandando fuori Pasa e inserendo Bartolomei per rinvigorire la mediana. Al 68esimo ancora su un legno si spegne l’urlo di gioia dei granata: Litteri calcia dalla destra in diagonale, ma Radu è bravissimo a deviare la palla sul palo Al 76esimo arriva pero’ il vantaggio. Radu nel tentativo di anticipare Kouame lanciato in area, lo tocca appena e finisce giù, per il signor Giua è rigore che Iori dal dischetto trasforma. Novellino non vuole perderla e si gioca la carta Castaldo per Bidauoi: la squadra, pur in inferiorità numerica, comincia a crederci, cresce d’intensità e all’84esimo sfiora il pari: cross di Falasco dalla sinistra stacco imperioso di Asencio sul quale Paleari si supera. Sembra finita, ma il finale è pirotecnico: al 91esimo Di Tacchio in area commette ingenuamente fallo su Litteri. Ancora penalty: calcia lo stesso attaccante ma Radu su supera parando di piede. Sarà l’iniezione di fiducia che porterà i suoi compagni a riacciuffare un match che sembrava perso: è il 94esimo, batti e ribatti al limite, su un pallone vagante si avventa Laverone che ancora di destro fa secco l’estremo difensore di casa. Finisce così.
Tripudio in casa biancoverde coi circa 300 supporters al seguito increduli tanto quanto quelli di casa che hanno assistito ad un epilogo a dir poco imprevedibile ed inaspettato. L’Avellino strappa con fortuna e tenacia un pareggio ai punti sicuramente non meritato, ma cercato e voluto dopo il 2 a 1. Un risultato che si spera possa segnare la svolta nella testa dei calciatori che adesso sono chiamati a vincere sabato prossimo contro l’Ascoli tra le mura amiche del Partenio e ritrovare quei tre punti che mancano da sette turni.

 

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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