Una Lazio piccola piccola

20092015-napoli-lazio-delusione-anderson-hoedt-raduDue trasferte, nove gol subiti zero fatti, senza considerare Leverkusen e Pechino ove il passivo salirebbe a quattordici e tralasciando ovviamente anche il fallimentare calcio amichevole d’agosto altrimenti le statistiche assumerebbero toni decisamente più catastrofici. Non basta il pesante risultato, il fatto che rende queste disfatte ancor più umilianti è nelle modalità in cui è stato ottenuto.

Non siamo di fronte ad uno scivolone, i campanelli d’allarme suonano già da tempo ma in molti hanno preferito far orecchie da mercante. L’orrendo spettacolo di Napoli ha assunto tratti umilianti, indegni di professionisti di serie A. Manca la squadra, quel tanto decantato gruppo che avrebbe fatto della banda Pioli quasi degli eroi.

Se questa rosa era “difficilmente migliorabile” come si beava ipocritamente il DS Tare, i fatti stanno dimostrando che nomi e numeri non concordano e la Lazio sta sprofondando verso un  baratro facilmente preannunciabile.

Inutile tornar sulle incapacità societarie o sui limiti tecnici del mister, discorso ormai fin troppo discusso ed evidentemente dimostrato, perché è ora che i giocatori si responsabilizzino e non si adagino sull’alibi degli errori di chi gestisce. Perdere è ammissibile ma non senza vendere cara la pelle. Le avvilenti esibizioni di Verona e del San Paolo, limitandoci al campionato hanno assunto il gusto amaro di una resa incondizionata, senza neanche provare a difendere la propria maglia.

Giocatori ormai in parabola discendente, altri inadatti od inesperti, qualcuno distratto e deluso da una forzata permanenza in biancoceleste hanno prodotto come risultato una vergognosa prestazione ed una umiliante ed immeritata sconfitta per i tifosi, traditi per l’ennesima volta.

Gli errori di mercato, le lacune della rosa, le scellerate formazioni di pioli non possono giustificare una simile debacle. Neanche il grave errore di preparazione può correre in aiuto dei giocatori. Tutto ha un sapore strano quasi di una premeditata ripicca verso la società. Il messaggio appare chiaro, insoddisfazione e delusione però non possono passare attraverso simili prestazioni. La maglia della Lazio merita rispetto, sempre e comunque e se qualcuno potesse pensare di mandare messaggi a Tare o Lotito attraverso queste figuracce si sbaglia di grosso e di certo non sarà mai ammesso nella nostra Lazio, a prescindere dalle doti tecniche.

La lotta, il dover combattere fino all’ultimo minuto è sempre stato un segno distintivo dei nostri gloriosi colori per qualsiasi obiettivo e chiunque onora col sudore l’aquila avrà il rispetto e l’amore dei tifosi, che si vinca o meno.

Questo, al contrario, è un gruppo che, a parte quel famoso ed unico 26 maggio, ha sempre fallito gli appuntamenti decisivi e che nel momento della difficoltà preferisce vigliaccamente evitare quei tifosi che a notte inoltrata la stavano aspettando a Formello per esprimere il proprio dissenso …. Oltre il danno pure la beffa, una beffa che allontana sempre piu questo gruppo dal cuore dei tifosi, ammesso che ci sia sempre entrata. Ed ora tutti in ritiro……

Massimiliano Marsili

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Romano de Roma, è ormai prossimo alle 50 primavere. Dopo la famiglia, la vita all'aperto è stato da sempre il suo secondo amore. Una vita nello sport con il grande hobby del giornalismo sportivo. Per poco non è diventata la principale attività lavorativa ma la passione non si è mai sopita. Basket e Calcio hanno rappresentato ed in parte tutt'ora lo sono parte della sua vita.... sport praticati a tutti i livelli, giocatore allenatore ed arbitro. Parimenti le esperienze radiofoniche con diverse emittenti e strutture locali e nazionali, sia web che FM. Laziale doc, amante di tutto il movimento biancoceleste che segue in diversi siti e blog. Con grande piacere ed entusiasmo si è lasciato coinvolgere dal progetto di SportBloggers.