Venezia rigenerata dal cambio allenatore, abbattuta Milano (88-82)

reyervsarmaniAl Taliercio di Mestre va in scena una delle classiche sfide del basket italiano, quella tra Venezia e Milano, ultima partita del sesto turno di campionato. La sfida tra le due contendenti raggiunge quota settanta e la squadra di casa la affronta con il nuovo allenatore Zare Markovski che in settimana ha preso il posto della��esonerato Andrea Mazzon, dopo la��ultima sconfitta degli orogranata relegati in una��inaspettata ultima posizione di classifica. La��Armani invece A? chiamata ad una prova convincente anche fuori casa, dopo la vittoria casalinga di venerdA� in EuroLega, dove finora ha mostrato il peggio di sA�. Un’altra sconfitta porterebbe sicuramente maretta in casa dei biancorossi ed il terzetto di testa (Brindisi, Siena e Bologna) resterebbe a distanza di quattro punti, un distacco giA� significativo dopo cosA� pochi turni.

 

IA�QUARTO: (18-19) La Reyer parte con Rosselli, Vitali, Smith, Easley e Taylor. Milano con una bellissima casacca bluette (ai tifosi meneghini non si capisce perchA� non piaccia) col solito quintetto Gentile, Jerrells, Moss, Lawal e Wallace. Subito partenza sprint per Venezia (5-0) e due falli in due minuti per Lawal. Molti errori e molta imprecisione da entrambe le parti nei primi minuti, Moss e soprattutto Gentile regalano i primi punti alla��Armani, A? la��ala con due canestri consecutivi a dare il primo sorpasso ai lombardi (8-7). Sorpassi e controsorpassi di misura si ripetono fino al 7:40 quando Peric schiaccia in faccia ad una disattenta difesa milanese (14-12). Samuels sbaglia subito dopo una schiacciata solo soletto, segnale di una Milano ancora contratta, Melli perA? appare il piA? in palla e le regala il vantaggio alla sirena (19-18) al termine di una brutta prima frazione.

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IIA�QUARTO: (38-38) Magro e Peric con due schiacciate consecutive esaltano il pubblico di casa, Langford spegne subito gli ardori con una tripla (24-23 per Milano). Samuels A? il bersaglio preferito degli sfottA? del caldissimo pubblico veneziano con due “passi” consecutivi ed un altro tap-in sbagliato da sotto, ma ca��A? sempre Langford a ricucire gli strappi orogranata. Cinque punti di Taylor regalano il +2 a Venezia (32-30), ci vuole il rientro di Moss dalla panca per serrare le fila della difesa milanese, tanto basta per sopperire alle lacune dei suoi compagni, stranamente molli soprattutto sotto le plance, eccetto Melli che si batte come un leone. Equilibrio fino al 19a�� quando la partita si interrompe, boato del pubblico per la��inserviente che si arrampica sul canestro con Easley che gli regge la scala. Langford e Vitali piazzano i tiri conclusivi, alla sirena le squadre vanno al riposo in perfetta paritA� (38-38)

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IIIA�QUARTO: (59-56) Subito un discutibile tecnico a Gentile spezza la��equilibrio, possesso Reyer e primo allungo con la bomba di Rosselli (43-38). Lawal con due canestri a fila ricuce subito lo strappo. Ma A? un fuoco di paglia, Milano non ca��A?, Venezia ne approfitta per tentare la fuga (48-42), Banchi chiama il time-out per cercare di dare la sveglia ai suoi, obiettivamente inguardabili. Non serve a nulla, Magro, Peric ed Easley regalano in un amen il massimo vantaggio (+11) a 4:10 dal termine della frazione. Jarrels e Wallace finalmente si svegliano, la��Armani sembra cosA� poter tornare in partita (-7). Smith si becca uno stupido tecnico che regala due punti a Moss e permette a Milano di riavvicinarsi pur continuando a giocare male. Samuels (da due) e Moss (da tre) riportano poi incredibilmente in paritA� Milano, il parziale di 14-3 potrebbe spezzare le gambe alla Reyer che invece stasera ha cuore da vendere e si riporta avanti con la tripla di Smith allo scadere (59-56)

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IVA�QUARTO: (88-82) Un contemporaneo tecnico a Melli (antisportivo) ed uno (protesta) alla panchina milanese spezzano l’equilibrio della partita. I conseguenti 4 liberi (tutti messi a segno da Vitali) danno il +8 a Venezia e palla in mano, che si tramuta in + 10 con la schiacciatona di Smith. Ancora Smith replica subito con la stessa moneta alla tripla di Moss. Venezia merita la doppia cifra di vantaggio, le palle vaganti sono tutte sue, Langford troppo altalenante sbaglia pure i liberi e la��Armani resta ad ampia distanza (-10) a 6:22 dal termine. In questa fae non ca��A? piA? partita, Milano se mai A? scesa in campo scompare del tutto, la tripla di Smith regala un devastante + 14 (76-62). La reazione da��orgoglio della��Armani serve a ridurre un poa�� il margine, solo Langford coi suoi canestri sembra credere ad un’impossibile rimonta, Jerrels riporta a -9 i suoi a 2:40 dal termine e poi a -6 (82-76) a 1:11 dalla sirena tenendo perlomeno vivo il match fino alla fine. Moss sbaglia la tripla che riporterebbe Milano ad un solo possesso di distacco, sul contropiede Venezia punisce e si riporta a + 8. Poi Vitale gestisce palla e realizza tutti i liberi sui falli subiti. Finisce con lo stoppatone di Rosselli su Jerrels e la��ovazione del pubblico per gli orogranata che chiudono sul 88 a 82.

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NOTA CONCLUSIVA: Con la convincente vittoria Venezia si riscatta e si ripropone a livelli che le competono, troppo brutta invece Milano per essere vera, urge un radicale cambio di mentalitA� (almeno fuori casa) se non vuole ricoprire a�� da favorita – per un altro anno il ruolo di squadra delusione del campionato.

Da applausi il bollente pubblico veneziano, come da copione tutto esaurito, 3500 spettatori che sventolando sciarpe e bandiere ritrovano da��incanto in una magica serata i loro beniamini.

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PAGELLE:A�

Umana Reyer Venezia: Da lode Rosselli (100% al tiro), Vitale (+ 25 di valutazione ed un glaciale 12/12 ai liberi) e Smith (5/9 da due ed addirittura 5/8 da tre). Da applausi tutti gli altri, panchinari compresi. Encomio a Markovski, bisogna saperci fare per rivalitalizzare in pochi giorni una squadra quasi morta

Armani Olimpia Milano: PiA? che sufficienti Langford e Melli, insufficienti gli altri, top of the flop un disastroso Gentile (30% dal campo), da lui si pretende molto di piA?.

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.

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